Hot Topics

‘Sanremo story’ …aspettando il vincitore: Dopo Gassman è Diodato

Leo Gassman si presenta con il look gigionesco del "Bono, qualunque, della terza liceo," e vince meritatamente fra le...voci nuove, la categoria dal nome ricercato: Nuove proposte. Originalità a buon mercato: ma come le pensano? Ma fosse solo questo...Leo Gassman si presenta con il look gigionesco del "Bono, qualunque, della terza liceo," e vince meritatamente fra le...voci nuove, la categoria dal nome ricercato: Nuove proposte. Originalità a buon mercato: ma come le pensano? Ma fosse solo questo...

Un vincitore c’è già stato e …a 24 carati: si chiama Leo Gassman o Gassmann – con il suo cognome originario, riscoperto da Papà Alessandro – ha vinto la “Sanremo Giovani”.

La terza è stata, infatti, la serata che decreta Leo Gassmann, figlio d’arte, vincitore tra le Nuove proposte. La classifica della quarta serata – dei big non big e qualche ‘pensionato’ – con il voto espresso dalla giuria della sala stampa, vede in testa Diodato. E’ ancora in corso…

Sanremo va avanti, dalla vigilia all’epilogo, all’insegna del  “viva il sindaco“. Tutti felici, grandi risultati secondo ogni media, a quanto ci risulta… Ma il compianto Gino Bartali direbbe: “tutto sbagliato, tutto da rifare“. E avrebbe ragione…

Sembra proprio che il cielo abbia – comunque – ascoltato, ancora una volta, le parole di Palermoparla. Scusate la presunzione: avevamo chiesto ipoteticamente che Sanremo fosse presentato da …un Alessandro Gassmann. Allora sì che il mondo avrebbe parlato del figlio …del Sorpasso. Grande nonno Vittorio, ma sul serio: aveva passato l’Oceano come Modugno e tanti altri divi dello spettacolo italiano nel dopoguerra italiano…  Miracolo! Ci ha pensato il “nipotino” Leo, la maschera di nonno Vittorio e papà Alessandro era lì anche lui:  inizia snobbando per scaramanzia l’attesa performance del figlio. Poi sbotta, esulta forte – da puro e semplice papà – e il filmato diventa virale sui social…

Viva i Gassman, che dico Gassmann con quella enne in più che Vittorio aveva fatto saltare perché…non era certo “di sinistra”, anzi, nonostante di stirpe ebraica. E Leo, da nonno Vittorio ha ereditato l’arte di essere Gigione: si presenta sul palco in tuta, tipo intimo esterno…  Una “pensata” da ragazzo qualunque, con la sua faccia da “bono” del liceo. Per sembrare – quel che non può essere –  cioè tale e ci riesce.

A parte Gassmann e Diletta Leotta, non salviamo proprio nulla: né i conduttori, né la regia, né il “deus ex machina” che ha inventato il tutto. Colpevole del tutto… Nota positiva alta presenza di meridionali e vittoria di un “tarantino”: Diodato che ruba, comunque,la vittoria a Gabbani… Lo vota la giuria interna che gode di uno strapotere…

Amadeus e Fiorello cercano di far ridere. Comici? Ma dove? Ma quando? Peccato, per loro, che l’Italia abbia avuto una sfilza di comici, solitari e in coppia. Veri. Qual’è la comicità di questi due? Solo verve, ma soprattutto faccia tosta. Ma anche ineleganza, volgarità, spirito da festa parrocchiale. Fiorello schizza l’acqua con la bocca sull’orecchio di Amadeus… Non gli ha afferrato i cosiddetti attraverso i pantaloni, ma glielo ha minacciato. Per non ripetersi. “Con un po’ di fantasia“, cantava Rascel, “…si può fare di più”. Ma non ricordiamo le vecchie canzoni! Quella vere. Quelle selezionate a Sanremo da qualche anno mancano di un particolare non marginale: l’invenzione musicale. I cantanti mancano di una dote ancor meno marginale: di solito si chiama …voce.

Scrivemmo che l’ultima cosa che vorremmo fare e dir male di Sanremo. Anche questa è cosa di maniera. Ripetitiva. Sono anni che è così. E’stato già detto. E’un dejà vu. Ma perché non le scelgono meglio? Non è che manchino belle canzoni né un modo gradevole e interessante di cantare oggi in Italia. Ma i veri big, anche quelli in bassa classifica, non vengono. Vengono quelli della serie B e C. Sanremo non è affidabile da anni ormai… Chi è”arrivato” si guarda bene dal rischiare… Quando cantano i Ricchi e Poveri sembrano dei”mostri” di bravura. “Si può dare di più” sembra  la Traviata…

Ripetiamo ( dalla vigilia) ciò che conta ancor di più: l’Italia deve portare, ogni volta che può, nel mondo l’immagine della propria arte, del proprio stile, erede di secoli di storia, di pensiero e di arte. Non si può assolutamente continuare a banalizzare l’evento mondiale con …una Sanremo del genere. Sembra la festa del parroco! Chiaro? Ed è giusto che gli italiani se ne accorgano. Questa è una vergogna! Che qualcuno lo strilli: ci stiamo provando…

A proposito: chi sa che cosa farebbe “il parroco” con tutti quegli sponsor. Meglio, crediamo! Ma l’aria che tira e da viva il Sindaco!” L’onda mediatica concorda. Il “giornale unico” non tentenna: bello, bello, bellissimo, bellissimo

La classifica della quarta serata, con il voto espresso dalla giuria della sala stampa, vede in testa Diodato.

Fiorello mantiene – insomma – la promessa fatta (in caso di ascolti record per la serata di mercoledì del festival) ed entra in scena vestito con il costume del Coniglio del ‘Cantante Mascherato’. Fiorello in cima alle scale rimane nascosto: “Tu ti rendi conto cosa mi stai facendo fare?”. Poi, togliendosi la maschera, si presenta con la parrucca bionda, travestito da Maria De Filippi. Ne imita la voce: malissimo. Ed oggi con la cuffia dell’originale in testa, imitare è …facilissimo.

Ma è mai possibile che l’indice di ascolto in Italia sia l’obiettivo dell’evento sanremese, atteso in tutto il mondo?

Ma sì, bello, bello, bellissimo, bellissimo! Così è se vi pare ed anche se non vi pare.

Purtroppo è verissimo ciò che diciamo sin dalla vigilia: qualcuno scambia questo Festival per …la festa del paese. Il vanto: “improvviseremo!” con un sottinteso: “lo giuro”. Scherziamo? Contenti loro sì, perché li pagano e bene, ma chi altro? Chi mai sta – porca miseria – dietro queste scelte?

Dell’edizione di Claudio Cecchetto”, della sua professionalità di disk jockey, Fiorello vanta le …prime scarpe da tennis bianche al festival… Niente di male di per sé, ma il guaio è che certe scelte “fanno scuola”. Che cosa fare, dunque, di più? E’ un’esclation e si giunge alle “porcate” che abbiamo visto negli ultimi anni da parte dello stesso Fiorello e di altri… Vince chi trasgredisce? Mah. Così fan tutti o almeno molti e tutto diventa una indegna babbiata”. Così è ridotto l’evento clou della musica leggera nazionale. Né bisogna dire il solito “so’ ragazzi!”, nel senso che: “…musica leggera è!” Perché un minimo di cultura in materia insegna che “non esiste musica buona o cattiva per il settore di appartenenza. Ma esiste solo buona musica e cattiva musica”.

Inoltre, Cecchetto sprizza signorilità da tutti i pori, Fiorello e Amadeus sono die “mezze calze”. Ovvio?

Tiziano Ferro sul palco, dopo la piccola polemica legata alla frase del cantante “hashtag Fiorello statte zitto”. Poi Ferro rivela che cantando ‘Finalmente tu’ di Fiorello a una gara di karaoke a Latina da ragazzo vinse “un’autoradio Audiola”. I due insieme intonano ‘Finalmente tu’ a dimostrare che l’incidente è …dimenticato. Al termine dell’esibizione lo showman bacia il cantante vicino alle labbra. …Attenti a quei due!

Nella serata dei baci, Amadeus scende in platea a salutare i genitori che stanno assistendo alla quarta serata di Sanremo. “Magari di festival ne faccio solo uno, vado a dare un bacio a mamma”, dice il conduttore. E’ tutto un volemose bene, dall’inizio alla fine:contenta la mamma? Certo! Il suo”piccolino” incassa, come il suo “grane amico” – ma sì, Fiorello-   300 mila euro, un terzo quasi di 1 milione…

E’ tutto uno show da Tele Scasazza. Peccato che manchi Nino Frassica un comico vero, vivente! Come Angelo Russo, il Catarella di Montalbano. Perché, ripetiamo: non è che manchi ‘in giro’ la roba buona. Manca a Sanremo…

Antonella Clerici entra in scena con un librone con le ‘istruzioni per avere grandi ascolti a Sanremo’, prendendo in giro Amadeus su lunghezza della trasmissione, regolamento di votazione e polemiche che lo hanno riguardato.

Amadeus presenta Francesca Sofia Novello, che scende la scala dell’Ariston, finalmente indossa un elegantissimo abito lungo nero, da moda made in Italy. E’un’eccezione. Poi traccia con lo spray una linea sul pavimento e dice “questa è la linea del passo indietro, non indietreggiare mai rispetto a questa linea”. Un modo per ironizzare sulla polemica nata dalla sua frase sul ‘passo indietro’.

“Per lei – dice Amadeus – è la prima volta davanti alle telecamere”. E l’emozione si vede tutta.

Di scena le Nuove proposte. La serata inizia con la sfida tra i quattro semifinalisti, che si sono esibiti in due coppie a sfide dirette e con votazione con sistema misto: Giuria Demoscopica, Giuria della Sala Stampa, Televoto.

Tecla con il brano 8 marzo è la prima a passare la prima semifinale, con il 55% delle preferenze contro Marco Sentieri con il brano Billy Blu. Molto bravo anche lui: non avremmo scommesso su Tecla…

La seconda semifinale viene vinta da Leo Gassmann contro Fasma con il 50,1%. Il vincitore è Leo Gassmann con la percentuale del 52,5%. Povero Fasma, è cascato male, era bravo anche lui.

E’ in corso la serata finale. Finalmente le luci azzurre e celesti – anzi “la luce” – prevalgono. Compare il cielo nella terra del mare e dei fiori, quella che ha “inventato” il turismo dell’eterna primavera, chiamando sotto le Alpi i “transalpini” in cerca di sole, calore, profumi…

Protagonisti anche gli ospiti. La grande musica internazionale irrompe in questa quarta serata del Festival con Dua Lipa. Con un’esibizione in half playback, la superstar di origini albanesi e kosovare canta e balla il singolo Don’t start now, il primo estratto dall’album Future nostalgia. Con all’attivo oltre 6 miliardi di streaming, un album di debutto più ascoltato di sempre su Spotify per un’artista femminile e più 4 milioni di copie vendute, è l’artista femminile più giovane in assoluto ad avere raggiunto 1 miliardo di visualizzazioni su YouTube. Atteso anche Ghali, che presenta un medley dei suoi successi e il secondo estratto dal suo nuovo album DNA, in uscita il 20 febbraio. Canta anche Gianna Nannini con un estratto dal suo ultimo album di inediti “La differenza” e un medley.

Regine della serata, Antonella Clerici, che torna sul palco che l’ha già vista nelle vesti di conduttrice, e Francesca Sofia Novello, modella e attrice, fidanzata di Valentino Rossi.

Sono stati 9 milioni 503mila, pari al 53.3% di share, i telespettatori che hanno seguito ieri in media la quarta serata del Festival di Sanremo. L’anno scorso la quarta serata del festival aveva raccolto in media 9 milioni 552mila spettatori pari al 46.1% di share. Stasera è in corso l’ultimo atto della 70esima edizione del Festival di Sanremo. Aspettiamo le ultime canzoni e la proclamazione del vincitore.

Amadeus sottolinea che siamo in mondovisione: tutti gli italiani nel mondo assistono felici e applaudono ancora una volta a …Sanremo.

Se è vero non lo so, ma che non abbiamo offerto l’immagine dovuta – nemmeno lontanamente – sono certissimo. Sta per concludersi un bellissimo spettacolo del teatro …dell’oratorio.

Sta per concludersi, dunque, la serata in cui si è sentito anche per intero “un’ originale registrazione” di What a Wonderful World. Graditissimo, finalmente una grande canzone. Ma, se non sbagliamo, in passato era venuto a cantarcela a Sanremo personalmente Louis Armstrong. Bei tempi una volta! 

Infine ecco che il tenore Vittorio Grigolo è tra gli ospiti della finale del 70° Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston il tenore toscano, reduce dal successo del Roméo et Juliette al Teatro alla Scala, interpreta “E lucevan le stelle”: che originalità! Menomale che non ha cantato…all’alba vincerò. Ma, forse, le romanze  pucciniane sono le sole romanze italiana cantabili? Intendiamoci: Viva Puccini! Ma, Signore, regalami una volta qualcos’altro! Una furtiva Lacrima, magari, per favore. Oppure peschiamo fra qualche ‘sconosciuto’: Verdi? Rossini? Leoncavallo?  Bellini? Che ne direste – in un’occasione come questa – un bel “libiamo nei lieti calici”: verdiana, festosa eppure poetica, tutt’oggi contestatrice, amara per come la Traviata prepara, pur nella gioia, fra i dubbi di Violetta,  il drammatico finale…

Ma il peggio viene dopo: Grigolo canta …in inglese, un medley dei Quenn:  “Who Wants to Live Forever?”, “Bohemian Rhapsody” e “The Show Must Go One”. Non ho capito niente. Ma come le pensano?   Non siamo, forse, al festival della canzone italiana?  Ma c’è ancora dell’altro: ritmo ci vuole! E dall’inglese passiamo allo spagnolo. Finalmente, almeno, una canzone moderna che piace dal primo momento all’ultimo! “Dall’altra stanza” mi chiedo: “ecco Enrique Iglesias …performing ‘Bailamos’? No, non è lui! Non è il bel figlio del bel Julio. Probabilmente costava troppo: questo passa il governo! Sono due cantanti che si muovono sul palcoscenico e sembrano la scimmia di Gabbani! Non è Fred De Palma che in repertorio ha persino di meglio! Peschiamo ancora all’estero, dalla Spagna, dall’Africa… Vogliamo proprio non essere più nessuno…

Infine vince tutti i premi Diodato. Ah l’errore dei troppi premi, per poi darli tutti a uno o quasi! Ma anche il Top è suo: Diodato vince con solo il 23% del televoto a fronte del 37% dei Pinguini e il 39% di Gabbani. Forse, ma qualcuno l’aveva detto anche lo scorso anno, sarebbe il caso di dare maggior peso al voto dei telespettatori! O no?

Sale o scende -non so – lungo il piccolo (oggi non troppo) schermo – non so – la strana immagine dell’Eurovision. Ma via etere Sanremo è andata ben oltre lungo il Pianeta. Suona la musica di sempre, che ci ricorda tanti begli eventi. Il suono, però, è triste: che cosa ha fatto Sanremo per fornire al mondo una bell’immagine dell’Italia, culla storica del buon canto e della musica in genere?

Un’occasione perduta. Anzi un’occasione per dare una brutta immagine. Amadeus e Fiorello hanno il tempo di comunicare di dover sospendere la premiazione per dar spazio ad un aggiornamento del Tg. Ma nulla. La Rai s’era prenotata proprio sul più bello (fiato sospeso, sarà una bruta notizia?) ma, come minimo, la Rai …non è pronta. Mah!

E’ notte, Gigi Marzullo non rinunzia a ritagliarsi uno spazio per chi proprio non può dormire, per chi dice alla Tv “voglio restare con te fino alle tre” e oltre : “Mille e un libro, scrittori in Tv”. Finalmente un signore…

Germano Scargiali

Ringraziamo anche chi …vuol stare in noi (palermoparla.news) fino alle 3 e oltre. Più di 50 (cinquanta) ci stanno leggendo. Grazie, grazie di cuore. Ma siete matti…

64 visite mentre spegniamo (lo giuro): Buona notte! Vedo Marzullo…

(al sorgere del sole le visite erano 127) 

Be the first to comment on "‘Sanremo story’ …aspettando il vincitore: Dopo Gassman è Diodato"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*