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Frontex: Le navi Ong ‘pronte in mare’ incoraggiano i migranti

Mezzi terrestri a disposizione di Frontex che distribuisce ricchi stipendi alle guardie in forza. 'Ma che fanno?'Mezzi terrestri a disposizione di Frontex che distribuisce ricchi stipendi alle guardie in forza. 'Ma che fanno?'

Adesso è la stessa Frontex, l’organizzazione internazionale pota a salvaguardia dei confini europei (UE), che “fa i conti in tascaall’emigrazione verso le coste italiane.

Gli sbarchi si sono già moltiplicati per sei dal “periodo Salvini”, ma ora Frontex prevede un ulteriore raddoppio. I che significa 12 volte

Tra i 1.050 e i 1950 gli sbarchi mensili dono previsti a marzo e aprile: la presenza in mare delle Ong attira clandestini. Tutto il lavoro di Salvini distrutto in pochi mesi di governo abusivo.

Lo rivela un report pubblicato da Frontex: “Detections of Illegal Border-Crossings Forecast for February, March and April 2020”. Si tratta delle previsioni per il trimestre  a venire da part dell’Unità di analisi di rischio dell’agenzia europea di controllo (così sarebbe) delle frontiere dell’Unione. Il documento è già sui tavoli del Ministero dell’Interno, di Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Marina Militare, ministero degli Affari Esteri, Dis, Aisi e Aise.

Il drone modello Falco EVO (Fincantieri)  dispone di un “Permit to Fly” rilasciato dall’ENAC (Ente nazionale aviazione civile), che autorizza i voli nello spazio aereo civile italiano e maltese. L’accordo innovativo raggiunto  garantisce quindi la conformità alle normative nazionali e internazionali ed il coordinamento con le relative autorità.

Il drone modello Falco EVO (Fincantieri) dispone di un “Permit to Fly” rilasciato dall’ENAC (Ente nazionale aviazione civile), che autorizza i voli nello spazio aereo civile italiano e maltese. L’accordo innovativo raggiunto garantisce quindi la conformità alle normative nazionali e internazionali e il coordinamento con le relative autorità. Tutto per bene insomma. Peccato che gli sbarchi aumentino…

Sulla rotta del Mediterraneo centrale Frontex prevede sbarchi tra 750 e 1.250 per febbraio; la crescita si impenna a marzo, tra 1050 e 1950, e aprile, stesse cifre di marzo. Sono i flussi dalla Libia, innanzitutto, ma anche da Tunisia e Algeria. Rispetto allo scorso anno è un boom. Se pensiamo che a gennaio 2020 sono già sbarcati in Italia circa 2 mila clandestini, contro i 202 dell’anno scorso, e che a febbraio ne sono già sbarcati 415 – nessuno nello stesso periodo del 2019 con Salvini – con quasi 200 in arrivo sulla ong basca Aita Mari, il calcolo è ancora più ‘pesante’.

Frontex rivela anche nel rapporto ciò che è più che ovvio. Cioè che la presenza di navi delle Ong incentiva la dinamica del flussi… La Guardia costiera libica, tuttavia, ha continuato finora a pattugliare le sue acque territoriali. Eppure – incredibile – il governo italiano vuole interrompere la collaborazione con la Guardia Costiera libica, il solo ostacolo all’invasione che al momento stia funzionando con una certa efficienza.

Frattanto prosegue la “politica dei non sense“: Luciana Lamorgese, già prefetto e, dal 5 settembre 2019, ministra dell’interno nel Governo Conte 2, ha sentenziato: dobbiamo trovare il modo di regolarizzare chi già è sbarcato in Italia.

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L’Italia piange sempre miseria, ma

Non c’è che dire, nell’intero quadro della situazione c’è anche di poter vantare l’industria italiana: nel ‘paese’ che “piange miseria” e si chiedono sempre più tasse e imposte ai cittadini, si fabbricano i migliori droni sul mercato. Vi presentiamo “Leonardo”

A Roma era il 6 dicembre – secondo askanews – quando ha preso il via la campagna di voli del Falco EVO, il velivolo a pilotaggio remoto di Leonardo, in una configurazione specifica per il monitoraggio marittimo, dall’aeroporto di Lampedusa nell’ambito del programma Frontex finalizzato alla sperimentazione di droni per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.

Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, sta infatti analizzando la capacità di sorveglianza a media altitudine e lunga persistenza offerta dai velivoli pilotati a distanza (Remotely-Piloted Air Systems – RPAS), valutando efficienza economica ed efficacia operativa di tali sistemi.

Il Leonardo è stato selezionato a seguito di una gara per un contratto di servizio per fornire attività di sorveglianza marittima attraverso l’uso di droni nello spazio aereo civile italiano e maltese. L’accordo attuale prevede un totale di 300 ore di volo con possibili ulteriori estensioni contrattuali.

Le operazioni di sorveglianza e ricognizione (ISR,Intelligence Surveillance and Reconnaissance), effettuate da Leonardo con il Falco EVO, vengono pianificate dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento del Ministero dell’Interno di Roma. In questo contesto, è stato decisivo il supporto di ENAC l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, e di ENAV, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, nonché di AST Aeroservizi Società di Gestione dell’aeroporto di Lampedusa. Il Falco EVO, equipaggiato con una suite avanzata di sensori di bordo che include anche il radar Gabbiano TS Ultra Light per missioni di lungo raggio diurne e notturne, opera con equipaggio di volo e squadre per la manutenzione del velivolo sempre di Leonardo.

“Siamo orgogliosi – ha dichiarato Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo  di dimostrare le capacità del Falco Evo all’agenzia europea Frontex e alle Forze di Sicurezza, che affrontano quotidianamente la sfida del controllo e della protezione dei confini marittimi. Leonardo mette a disposizione di questo programma la lunga esperienza acquisita anche grazie alle attività svolte per le Nazioni Unite e molti altri clienti internazionali con i propri sistemi pilotati da remoto. Ringrazio – ha proseguito Profumo – tutti gli stakeholders che hanno contribuito a questo grande risultato e sono convinto che l’innovativo approccio di collaborazione consentirà a Frontex di definire come sfruttare al meglio le capacità offerte dai sistemi pilotati a distanza”.

Le eccellenze italiane “ci sono” e…sono tante. E’ mai possibile che non rendano niente ai giovani disoccupati, agli esodati, ai pensionati,ai contribuenti cui sono sempre richiesti solo e soltanto nuovi sacrifici? O servono solo a pagare l’albergo, la pensione completa e un indispensabile “paghetta“, ma sì l’argent de poche, alpopolo degli immigrati?

Tante “scoperte” servono a completare il quadro dell’enorme business che gira attorno al fenomeno dei migranti. Un problema rende finché esiste. Come “causa che pende causa che rende” per gli avvocati e,tutto sommato, i giudici… “Un problema rende finché esiste”, scriviamo sempre: energia, monnezza, acqua, fame nel mondo, guerre, ma anche sanità…

 

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