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Un Hub mediterraneo oltre i confini

Il "Mediterraneo allargato" è già il cuore del mondo: ecco una rappresentazione istantanea del traffico aereo. Rappresentazioni progressive degli anni recenti mostrano come la concentrazione degli slot  si sposti sul Mediterraneo e verso l'Oriente. Il piccolo mare in cui fiorì la storia,con l'1% delle superfici acque mondiali,assorbe anche il 40% del traffico navale e tale percentuale continua a crescere. Le protagoniste del "gigantismo navale" scelgono Suez (raddoppiato e più agevole di Panama) contribuendo a che "la storia moderna" torni a passare là dove ha preso le mosse. I trasporti per mare sono l'anello forte della catena della "intermodalità". Dal funzionamento e dalla efficienza dei trasporti passa ogni possibile crescita e sviluppo.Il "Mediterraneo allargato" è già il cuore del mondo: ecco una rappresentazione istantanea del traffico aereo. Rappresentazioni progressive degli anni recenti mostrano come la concentrazione degli slot si sposti sul Mediterraneo e verso l'Oriente. Il piccolo mare in cui fiorì la storia,con l'1% delle superfici acque mondiali,assorbe anche il 40% del traffico navale e tale percentuale continua a crescere. Le protagoniste del "gigantismo navale" scelgono Suez (raddoppiato e più agevole di Panama) contribuendo a che "la storia moderna" torni a passare là dove ha preso le mosse. I trasporti per mare sono l'anello forte della catena della "intermodalità". Dal funzionamento e dalla efficienza dei trasporti passa ogni possibile crescita e sviluppo.

Come “lupus in fabula“, allo Steri si è parlato per due giorni a Palermo di Prospettive del Mediterraneo, come facciamo noi – fin dall’inizio del secolo e fino a 24 ore prima (vedi) – sul “nostro piccolo Palermoparla” un tempo cartaceo e, al momento, soltanto online. Non per l’evoluzione dei tempi, ma perché nessuno (come avremmo sperato) ne ha preso l’egida (solo un piccolo editore voleva …acquistarlo, ma ha ricevuto un No) e la sola carta costerebbe adesso 1000 euro “sull’unghia”, non già con il …vecchio pagamento a 60 -120 gg. Tutto cambia. Niente di più vero: panta rei. Ma non sempre in meglio. Saranno i “benefici” dell’UE? Come dirlo con certezza?

Un momentio delCongresso.

Un momento del Congresso. Un solo giornalista presente, chi scrive questo resoconto. Una sola telecamera: Siciliauno, media partner di Palermoparla. Segno della scarsa sensibilità – un grave dato sulla cultura diffusa – per quello che dovrebbe essere smaccatamente il principale polo d’interesse del momento per la Sicilia e, ovviamente, anche per l’Italia.

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“Prima” il denaro …costava, ma si chiedeva e si prestava a chi lavorasse. Il credito si concedeva pur se, andando per le lunghe, veniva restituito in moneta svalutata. L’inflazione era il volano dell’economia: vai a spiegarlo a  chi di competenza…

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 Torniamo “a bomba”. Il titolo del congresso è:  Un Hub mediterraneo oltre i confini. Opportuno sottotitolo: Sistema di rete dei porti e degli aeroporti. Solo da poco la politica si accorge del ritorno storico e della nuova escalation delle antiche “vie della seta“. Di più – diciamo noi – della nuova importanza dei percorsi delle antiche vie “carovaniere“.

Ieri sera, parlando di voli aerei, è stata proiettata un’immagine grafica della dislocazione di voli aerei nel mondo: un visibile spostamento dagli oceani all’area sovrastante, l‘Eurasia e l’Africa. Ma non sono i voli che si spostano. E’ la clessidra della storia che si è capovolta a tutto favore del continente antico. Come nel ‘500 si era capovolta a favore degli Oceani…

Finalmente si parla di Mediterraneo. Per la verità, aveva iniziato Federico II. Lo “Stupor mundi” aveva detto: “tanto vi lascio (fra cui le strategiche Pantelleria e Lampedusa, strappate ai mori), ma non che ciò che di meglio avevate già, la vostra posizione nel Mediterraneo“.

Da allora quella frase è stata evidentemente dimenticata. A parte certi ricorrenti bei discorsi, Palermo, la Sicilia hanno navigato nel Mediterraneo come se fosse una realtà astrale e la maggiore isola del piccolo, ma sempre nevralgico Mare Nostrum, una bella stella cometa, destinata a sorvolare tutto senza incontrarsi con niente. I Siciliani, isolani più degli Inglesi, hanno considerato snobisticamente tutto il resto come “il continente“: “The Continent” dicono con spregio gli inglesi… Ma i britannici, pur snobbandolo, navigarono il mondo dal tempo della grande Elisabetta. Al tempo dei Florio la Sicilia spedì una flotta fino agli oceani e il Regno di Napoli disponeva della maggiore marina presente in Mediterraneo, dopo “ohimè” quella inglese… 

In tempi recenti, a nulla hanno potuto Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa, Federico De Roberto. Come disse quest’ultimo, i siciliani “su” al massimo amano fare “I Viceré”. Per quel che rimane, il mondo si divide in due, applicando la massima che segue: “…stai attento che quelli sono siciliani, non è che siano cretini!” Sì, esisterebbero 2 grandi categorie: “I siciliani e …i fissa“.

Tanti congressisti parlano sotto le severe capriate dello allo Steri. Nella prima giornata di aeroporti, o meglio di trasporti aerei. Presenti solo compagnie straniere – la spagnola Volotea e la britannica easyJet Airline Company Limited – in assenza di un ‘nome’ dall’Italia, rappresentata – invece – dalla presenza dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e da qualificati portavoce delle autorità aeroportuali della Sicilia.

Si parla di opportune sinergie fra gli stakeholder e la pubblica amministrazione, certamente guidata dal …potere politico.

Il paradosso – secondo noi – è che il rappresentante dell’Enac specifichi: “…il primo obiettivo dell’Enac è adesso quello di ridurre l’inquinamento acustico e le emissioni nocive, Co2 in testa, nel rispetto delle urgenti necessità dell’ambiente”.

Ciò significa – obiettiamo – sorvolare sui reali immediati problemi sul campo. Alcuni dei quali già emersi prepotenti nel corso della serata: quali l’eccessivo costo dei voli da Palermo e Catania per il ‘continente’. Si è parlato di cifre come 400 euro per un Catania Roma o un Palermo Milano. Con la stessa cifra si cambia continente…

“Occorre incentivare – afferma Lorenzo Lagorio, a nome della Easy Jet – l’arrivo dei turisti in Sicilia, che è solo del 3% dei flussi nazionali”. Sante parole! Ma poi propone un paio di rimedi. Non prima di aver spiegato che ciò …motiverebbe le linee aeree ad approntare più voli”.

Obbiettiamo in sala come non vi siano singoli “medicamenti”, ma occorra migliorare l’intero prodotto turistico in offerta dalla Sicilia, la sua completezza, la sua qualità. Avremmo voluto aggiungere che, finché pretendiamo che i turisti vengano per i nostri astratti pregi ben noti a noi e a “loro”, non avremo capito quale sia il problema: Qualità, a partire dal prezzo dei voli aerei, per finire alla qualità effettiva dell’accoglienza, alla completezza dei servizi offerti, anzi garantiti e mantenuti adeguatamente durante i soggiorni. Qualità “articolate” che servano a battere l’accesa concorrenza di altre destinazioni. Spesso di per sé meno ghiotte. Che “ci danno”, però, puntualmente dei …punti. Molti punti…

Infine, è chiaro come si dovrebbe “indagare seriamente” sul perché le linee aeree come l’Alitalia e adesso una benemerita come l‘ex Aersarda siano andate in crisi – magari per opposti motivi – dopo una gestione dei più preziosi slot nazionali a dir poco da racket. Ovviamente a tutto favore della compagnia nazionale, andata, com’è noto, addirittura in default…

Air Sicilia e Wind Jet,quandola Sicilia 'sognò' una propria linea aerea: chi le ha stroncate e perché?

Air Sicilia e Wind Jet,quandola Sicilia ‘sognò’ una propria linea aerea: chi le ha stroncate e perché?

Tutti ricordano l’estroverso signor Luigi Crispino dare polemicamente le carte di imbarco della sua ‘Air Sicilia‘ seduto ad una bancarella, perché non gli era concesso un normale box. Seguì la Wind Jet di Antonio Pulvirenti che figurò come uno di coloro che avevano affrettato la fine di Crispino. Invece la sua fin era vicina; quest’uomo è stato distrutto come persona, sia come imprenditore, sia come presidente del Catania: non osiamo pensare dove e in quali condizioni sia adesso… Si sa che il ‘funambolico’ Crispino ci stia riprovando. Ciò dopo che la Regione ha proclamato di voler far tutto di iniziativa pubblica, ma nulla si è visto…

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Oggi si è parlato,invece, di “shipping“, dobbiamo dire con più concretezza di quanto si fosse fatto ieri parlando di…voli. Fra l’altro è stata riconosciuta la maggior importanza del trasporto via mare – oltre che dell’intermodalità con treno e gommato – rispetto a quello aereo che riguarda il pur importante (velocità) movimento passeggeri. Per le merci solo poche “di lusso e molto deteriorabili” trovano giustificazione nel trasporto aereo. Per il resto solo i trasporti intermodali – prime lei del mare –  possono garantire il muoversi delle miriadi di tonnellate da trasportare in materia di solidi, liquidi e perché no, grandi quantità di prodotti alimentari.

In ogni caso i trasporti sono la chiave dello sviluppo futuro, ma già del presente. Economia e trasporti  sono interconnessi. (Di Germano Scargiali)

‘Articolo in preparazione e in via di completamento con foto ed altri argomenti e particolari sulla 2 giorni’.

Due Note

Una nota positiva e una negativa.

In positivo c’è da dire che erano presenti almeno due personaggi politici: l’Onorevole Roberta Schillaci e l’assessore Marco Falcone. Interessanti le loro opinioni espresse al microfono di Siciliauno, canale 219.

In negativo: la presenza di un solo giornalista, il sottoscritto e, nel secondo giorno, per puro interessamento di chi scrive, la telecamera di Siciliauno Canale 1119 dt. Non è la prima volta che questo sia il solo microfono presente. Niente Rai. Semivuota la sala. Segno della scarsissima coscienza attorno ad un tema basilare: è in atto un Neo Rinascimento del Mediterraneo che svariati storici datano simbolicamente con il riconoscimento della Dieta Mediterranea quale patrimonio dell’Umanità…

Povero Federico II°: ancora la sua voce echeggia invano…

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Pubblicato
14/02/2020
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Seguono le interviste su Siciliauno Tv canale 219 dt

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