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Economia in pericolo: troppe chiusure troppe perdite

Giuseppe Conte e Vincenzo Boccia, dai sorrisi alle parole dure... Boccia ha di solito un approccio 'soft':  “occorre consentire la prosecuzione di attività non espressamente incluse nella lista e che siano però funzionali alla continuità di quelle da ritenere essenziali”. Sembra, però, che da 24 ore stiano volando parole 'ben più grosse'. Boccia ha anche parlato di cifre: un danno da capogiro.  Insomma Boccia è fra coloro che potrebbero ...bocciare questo malfermo governo.Giuseppe Conte e Vincenzo Boccia, dai sorrisi alle parole dure... Boccia ha di solito un approccio 'soft': “occorre consentire la prosecuzione di attività non espressamente incluse nella lista e che siano però funzionali alla continuità di quelle da ritenere essenziali”. Sembra, però, che da 24 ore stiano volando parole 'ben più grosse'. Boccia ha anche parlato di cifre: un danno da capogiro. Insomma Boccia è fra coloro che potrebbero ...bocciare questo malfermo governo.

I danni economici riflessi della pandemia sull’economia italiana potrebbero essere disastrosi. Questo se il governo Conte r  l’Europa continueranno a seguire (se così si può dire) una politica visibilmente dissennata e improntata soltanto ad una ‘ondivaga paura del virus‘ che finora si può definire soltanto ‘allo sfascio‘. 

L’economista italiana Ilaria Bifarini sta facendo i conti in tasca alla crisi economica, che potrebbe ora incomber sulla sola Italia. Sono danni enormi, cifre da capogiro. Maggiori di quelle temute a breve dal presidente della Confindustria Vincenzo Boccia

Boccia, industriale tipografo, presidente dell’associazione degli industriali, ha spiegato ad Omnibus (La 7), le ragioni delle sollecitazioni al governo sulla necessità di persistere nell’apertura di certe attività anche in questo periodo. Una irrinunciabile necessità, rispetto alla quale operai ed impiegati sono concordano, almeno nella maggioranza…

Ultime: CONTE ASPIRANTE ‘CAUDILLO’

Tutto vano? Giuseppe Conte, accusato di agire come un novello ‘caudillo‘, sentenzia TOLLERANZA ZERO.  Restrizioni massime consentite alla regioni fino al 31 luglio. Ecco che cosa ha in programma: un nuovo decreto assolutamente punitivo per l’economia.

Contro i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus Covid-19, su specifiche parti del territorio nazionale o in tutto il Paese possono essere adottate una o più misure di contenimento per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020

E’ quanto prevede la bozza, ancora provvisoria, del nuovo decreto legge per il contrasto al Coronavirus, che dovrebbe essere esaminato subito dal Consiglio dei ministri presieduto dal premier (Conte).

Il decreto prevede la possibilità di modulare l’applicazione delle misure adottate – in aumento o in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus.

Tra le misure previste nella bozza anche multe più salate per chi agirà al di fuori delle prescrizioni del governo. Si passerebbe dai 500 ai 4 mila euro di multa, a sostituire l’ammenda di 206 euro prevista ad oggi per i trasgressori. Inoltre potrebbe essere presente anche la confisca del veicolo da uno a tre mesi. La misura, però, sta trovando delle resistenze nell’esecutivo.

Il decreto legge di fatto equipara le prescrizioni adottate finora, raccogliendo le misure di contenimento al virus in un elenco che può dunque essere adottato in parte o tutto, con possibilità di modifica in base all’andamento dei contagi.

Tra le misure che è possibile adottare c’è infatti la limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, se non per spostamenti individuali, limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; la chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o aree analoghe; il divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, differenti da quello di residenza.

Prevista la quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati. Il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per chi è in quarantena in quanto positivo al virus; limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico; limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso.

Nel provvedimento c’è anche la sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nei luoghi destinati al culto, nonché completa chiusura degli stessi; chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione; sospensione dei congressi, di ogni tipo di riunione o evento sociale e di ogni altra attività convegnistica o congressuale, salva la possibilità di svolgimento a distanza; limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati; limitazione o sospensione delle attività ludiche, ricreative, sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico; possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque interne, anche non di linea, nonché di trasporto pubblico locale.

Quanto all’ambito scolastico e alla pubblica amministrazione, invece c’è sospensione o chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole, delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche; limitazione, sospensione dell’apertura al pubblico o chiusura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura; limitazione o sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche con possibilità di fare salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; limitazione o sospensione delle procedure concorsuali e selettive.

Limitazioni importanti anche per le attività commerciali di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone; limitazione o sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonché di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti; limitazione o sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a pre venire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale; limitazione o chiusura di fiere e mercati.

Specifici divieti o limitazioni sono previsti inoltre per gli accompagnatori dei pazienti nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso; limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non; obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale nei confronti di coloro che sono transitati e hanno sostato in zone a rischio epidemiologico; misure di informazione e di prevenzione rispetto al rischio epidemiologico; consentire o comunque regolamentare la modalità di lavoro agile per ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente; previsione che le attività consentite si svolgano previa assunzione da parte del titolare o del gestore di misure idonee a evitare assembramenti di persone e per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

Un autentico ‘stato di guerra‘ dunque, un vero coprifuoco h24. Nessuna concessione ad un’autonoma moralità individuale, né alla cultura generale degli italiani, trattati come scolaretti e tutti come potenziali nemici della società. Quasi vocazionali. Una serie di obblighi anche privi di senso (divieti assoluti d’attività all’aria aperta).

Quel che è peggio, Ciò rappresenta un un danno mastodontico a tutti i protagonisti dell’economia nazionale, dai grandissimi ai piccolissimi. Molti di questi rimarranno senza un minimo per il sostentamento personale.

Germano Scargiali

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Nota

I ‘bollettini di guerra’ sul coronavirus si contraddicono di continuo: da un’ora all’altra si viene a sapere che la situazione dei contagi e dei morti migliora e poi tutto il contrario… Ma il Governo Conte potrebbe essere vicino al ,…capolineaI ‘Grillini’ minacciano, infatti, di uscire dal governo

Il capo politico Vito Crimi ha telefonato a Conte per spiegare le difficoltà del Movimento nel tenere la linea di palazzo Chigi. “Sì ai Coronabond, ma non attraverso l’attuale meccanismo del Mes, che comporta delle condizionalità“. Questa è la posizione del partito. Conte insomma dovrebbe provare a forzare per escludere vincoli pesanti e insistere su una iniezione di liquidità da parte della Bce. Ma  i 5 stelle non si fidano. E così minacciano di uscire dalla maggioranza. Il Mes è chiaramente un ‘capestro‘ per l’Italia. Ma in mezzo a tanto cortile non c’è da prendere una sola parola sul serio. Occorre aspettare gli  venti. Purtroppo, però non è una ‘comica’.

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