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“L’han giurato e si strinser la mano”: Italia, Francia e Spagna puntano i piedi

Fra Italia e Francia è giunto il tempo dei sorrisi? L'accordo fra i francesi e la Fincantieri potrebbe essere stato il via di un lento disgelo. Sarebbe una conversione da parte di quella che chiamiamo da sempre - ma era una speranza - come la sorella latina. In concreto la Francia ha dato manforte (vedi ultima guerra) alla politica atlantica, sfuggendo al ruolo di leader di un Mediterraneo che invano parlava già francese. E' stato un grosso errore dovuto alla nota voglia di "grandeur".Fra Italia e Francia è giunto il tempo dei sorrisi? L'accordo fra i francesi e la Fincantieri potrebbe essere stato il via di un lento disgelo. Sarebbe una conversione da parte di quella che chiamiamo da sempre - ma era una speranza - come la sorella latina. In concreto la Francia ha dato manforte (vedi ultima guerra) alla politica atlantica, sfuggendo al ruolo di leader di un Mediterraneo che invano parlava già francese. E' stato un grosso errore dovuto alla nota voglia di "grandeur".

I paesi mediterranei finalmente uniti? Per la prima volta hanno voltato le spalle alla Germania, hanno detto un no ‘concorde’ all’amministrazione di di Teresa Merkel, nata come Rebbekah Dorothea Kasner, sposata e poi separatasi come Merkel, giovane spia del Kgb in Germania Est, portata alla ribalta politica dallo storico cancelliere Helmut Kohl, punta di diamante di una gran loggia massonica esclusivamente ebraica: tutto avvenne dopo la caduta del muro di Berlino.

La giovane Rebecca oggi Angela Merkel

La giovane Rebecca D. Kassel oggi Angela Merkel

La studentessa dall’aria mite iniziò la sua carriera sorprendente e per certi versi strepitosa. Nessuno dubita oggi che la fragile – un tempo – Rebecca sia il personaggio più potente d’Europa.

Un lettera è stata appena firmata da Italia, Francia e Spagna. Oggi il Consiglio europeo decisivo. Ma Berlino insiste per fare ricorso al Mes, un meccanismo di ‘aiuti’ la cui formula è un autentico capestro per i tre stati latini.

Nove leader europei, tra i quali il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron, hanno firmato questa lettera congiunta per chiedere, in vista del Consiglio europeo di oggi, giovedì 26 marzo 2020, la creazione dei coronabond per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia. La lettera è firmata da ItaliaSpagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo. Una vera artiglieria puntata verso Berlino, non il colpo di testa di un singolo stato…

Potrebbe essere la volta buona per dare a questa UE avara e pigra nell’instaurare una vera Europa unita – quale era nei sogni e nei progetti iniziali – che animi finalmente economia e cultura comuni. Ma anche politica. L’Ue, così com’è, asservita ad un ‘andazzo’ che sembra fare gli interessi dei suoi nemici ma soprattutto delle lobby Usa dell’alta finanza, non ha avuto voce in campo internazionale. Prova ne sia che i rapporti con l’estero – ma soprattutto nei confronti di Cina e Russia – vengono svolti isolatamente dai singoli stati.

Vere forme di collaborazione fra gli stati europei sono – comunque –  veramente difficili, perché la rivalità non è conseguenza della storia e del costume, bensì degli opposti interessi in fatto economia e di mercati. Troppo simili sono le produzioni di Italia, Francia e Germania, mentre la stessa Spagna è molto  cresciuta in fatto di manifatture, anche tecnologicamente molto avanzate. Nonostante ciò, lo spirito della globalizzazione ha fatto sì che svariati accordi e forme di stretta collaborazione siano stati conclusi ad alto livello per perseguire forme di divisione della produzione, dei mercati, ma anche più ardite manovre di cartello…

'Giuseppe fa il baciamano ad Angela'. Non manca mai agli italiani un tocco di galanteria.Ma questa potrebbe adesso rivelarsi pura forma...

Giuseppe fa il baciamano ad Angela‘. Non manca mai agli italiani un tocco di galanteria. Ma questa potrebbe adesso rivelarsi pura forma…

La Germania – però – continua a opporsi alle soluzioni che gioverebbero agli stati che adesso sembrano accarezzare l’idea di una sedizione. Tanto, insomma, la Germania ha tirato la corda da rischiare di spezzarla…

Sugli eurobond – adesso ‘coronabond‘ in nome della crisi causata dal virus –  l’idea del governo tedesco e della cancelliera non è cambiata: anche in tempi di crisi ‘sarebbe’ ancora necessario che “controllo e garanzia restassero nella stessa mano”. Sono state queste le parole testualmente tradotte da una dichiarazione di  Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, in risposta alle domande dei giornalisti in conferenza stampa a Berlino.

“Adesso però – ha aggiunto, richiamando il Mes,  strumento istituito in occasione dell’ultima crisi – è molto importante verificare insieme quali mezzi a disposizione si possono usare se necessario”.

Questo pare stia per succedere. Ma in quel ‘verificare insieme‘ c’è tutto il passo indietro dei tedeschi, visibilmente preoccupati di una protesta in cui i paesi mediterranei hanno tirato dentro, buona parte dell’Europa che conta. Il paragone con il ‘Giuramento di Pontida’ in cui le venti città lombarde puntarono decisamente i piedi nei confronti dell’imperatore tedesco – il famoso Federico Barbarossa – che non contestavano come imperatore e purtuttavia si rifiutavano di prestargli pedissequa obbedienza. Il problema erano allora soprattutto quello dell’atteggiamento leonino e relativi esosi tributi pretesi dall’imperatore di Germania e del Sacro Romano Impero, che fu già un’anteprima dell’Europa unita.

Germano e Lydia Scargiali 

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