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Uno Stato povero in una nazione ricca

Il palazzodelleFinanzeinRoma.Monumentali edifici risalenti a tempi in cui si teneva alla dignità delle istituzioni, 'fanno acqua' da tempo. L'Italia della ricostruzione e del miracolo economico (avviò il boom nel resto del mondo)  non viene compensata da un'amministrazione all'altezza del suo popolo.Il palazzodelleFinanzeinRoma.Monumentali edifici risalenti a tempi in cui si teneva alla dignità delle istituzioni, 'fanno acqua' da tempo. L'Italia della ricostruzione e del miracolo economico (avviò il boom nel resto del mondo) non viene compensata da un'amministrazione all'altezza del suo popolo.

Mentre il Bilancio dello stato è il conto delle entrate e delle uscite della pubblica amministrazione La bilancia commerciale è il documento contabile nel quale vengono registrate le importazioni e le esportazioni di merci e servizi effettuate dai residenti di un paese con il resto del mondo. Più ampio è il concetto di Bilancia dei pagamenti: il documento contabile in cui viene registrato il valore di tutte le transazioni che intercorrono tra i soggetti residenti in uno Stato e i non residenti, nell’arco di un anno solare. La bilancia commerciale fa parte della bilancia dei pagamenti (cioè ne è parte, vi è inclusa). La Bilancia dei Pagamenti deve risultare sempre in pareggio. Quindi, se un Paese registra un disavanzo della parte commerciale (se importa più di quanto esporti), dovrà finanziarsi all’estero facendo entrare dei capitali nel Paese, mentre un Paese che presenta un avanzo della parte commerciale avrà del denaro da investire all’estero. Con questo indicatore è quindi possibile valutare la dinamica dei flussi di capitale di un Paese e capire se stiano entrando o uscendo.

Una volta per tutte: Bilancia commerciale e Bilancia dei pagamenti – che fanno parte della sfera privata – sono, per l’ITALIA, costantemente in attivo.

Un trend, come molti – anche persone di cultura – temono, in cui un paese potente, come la Cina o gli Usa, divenisse una sorta i ‘fornitore di tutto’ ad un paese (per esempio l’Italia) non potrebbe durare a lungo.Non avendo il paese importatore come incassare denaro  dal paese da cui importa, né da paesi intermedi che acquistassero da lui, non avrebbe presto come pagare. Pensare che un mercato (di un paese) possa dominare indiscriminatamente su un altro si trasforma in un timore infondato. Stabilire un import – export con la Cina non può essere che conviene per l’Italia, per il semplice fatto che il mercato cinese è infinitamente più grande di quello italiano ed è in espansione (crescita,come preferite). Quindi le possibilità di esportare in Cina sono notevolissime.

Per chiarire ancora: l’Italia produce moltissime merci  e servizi che risultano comune ‘ofelime‘ (V.Pareto) cioè desiderabili per la Cina (vino, moda, Italian style, cultura in genere, incoming turistico…). Credeteci: la via della seta sarà un manna per tutto il Mediterraneo e per tutta l’Italia e la Sicilia in particolare…

Quindi, quando si diffonde l’idea (come avviene) che l’Italia nel suo insieme ‘pianga miseria‘ si mente spudoratamente. E’ ciò che fa il Governo con la complicità dei media. O ne dubitate ancora? Lo fa, ovviamente, per nascondere i propri errori e imporre sacrifici agli italiani, facendo spudoratamente affidamento sulla grande capacità di produrre ed anche di risparmiare di quello che possiamo indicare come l’italiano medio. In particolare, quel personaggio medio borghese che oggi ottusamente ‘il sistema‘ tende a …schiacciare! Lo fa con le imposte, con le tasse e con una burocrazia meticolosissima da ‘grande fratello‘. Più che un fratello, ovviamente un brutto fratellastro.

Purtroppo, il popolo è avvezzo a subire e se ne fa addirittura un vanto – la famosa obbedienza alle ‘regole’ – reagendo con espressioni del tipo: ‘ma, intanto è così…”

Invece non è così, perché un elevato tasso di disobbedienza alle leggi ingiusta è uno dei ‘motori’ dell’innovazione in fatto di diritto: La legge può essere abrogata dal legislatore espressamente, tramite un’altra nuova leggeo tacitamente, quando una disposizione successiva sostituisce intuitivamente parte di un’altra legge in vigore per tale materia.

(G.Scargiali)

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