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Meno auto più smog! Ecologisti allo sbando…

Solo me ne vo' per la città: Roma in tempi di epidemia.Solo me ne vo' per la città: Roma in tempi di epidemia.

Strade vuote, fra blocchi, Ztl  e soprattutto coronavirus. Ma il tasso d’inquinamento non diminuisce. C’era da immaginarselo: sono ben altre le fonti d’inquinamento! 

A spasso da soli con la mascherina.Madachiloprnde

A spasso da soli con la mascherina. Ma da chi lo prenderebbe il virus? La psicosi è forte. La voglia di mascherina pure. Frattanto il gettonatissimo strumento si danneggia con l’umidità del respiro.

Viviamo nel ‘paradiso’ delle idiozie: per assicurare lunga vita alle tartarughe ‘Caretta-caretta’ dovremmo persuadere i bimbi a non buttare in mare la carta delle caramelle; per sconfiggere la Mafia dovremmo cancellare il bullismo dalle scuole. Forse – dico forse –l’inquinamento marino da materie plastiche ha ben altra origine che non l’educazione dei cittadini comuni…  Forse – dico forse – il ‘fenomeno Mafia‘ è radicato ben oltre e ben più in alto che non nella realtà borghese delle nostre scuole medie. Educare i giovani alla correttezza è certamente ‘cosa buona e giusta’, ma non facciamo loro credere che la mafia sia un …atteggiamento. La mafia è un’organizzazione,una piramide con il vertice molto in alto. O no?

Frattanto il ministro  dell’ambiente Sergio Costa ha trovato il tempo per dire la sua personale stupidaggine: con meno movimento in strada, l’ambiente ci guadagnerà… Certo: in mancanza di provvedimenti seri, un ‘bel’ coronavirus. E’ proprio vero che ogni mal non vien per nuocere

Ma come si fa? Definirlo puerile è trattarlo ‘ da uomo’…

Ma quanto puerili sono, spesso, i provvedimenti di Governo, Regioni e Comuni? Si svegliano un giorno con un’idea? “Basta volerlo”, dicono. Oh, l’orgia del potere! Quante volte le norme non badano agli effetti secondari? Come gli effetti collaterali delle medicine? Ma quante volte il danno di certe leggi è maggiore del beneficio?

Sia a Milano che a Roma siamo alla beffa!

Perfino nei corridoi del Campidoglio ormai lo ammettono: «Non servono a molto questi blocchi, ma siamo obbligati per legge» (vedi UE, ndr).

In realtà, come sostengono alcuni esperti, a partire dal Cnr, qualche margine discrezionale per i sindaci c’è, almeno sulla categoria delle auto da mettere al bando. Ma sono soprattutto i numeri a certificare l’ennesima beffa Capitale, stavolta in versione smog… Nonostante da due giorni siano ferme quasi 700mila auto Diesel, persino quelle ‘fresche d’immatricolazione’, le Euro 6, gli sforamenti del limite delle polveri sottili aumentano, anziché diminuire

Sarà perché a terra, almeno fino a Roma, per non dire a Palermo, giunge la sabbia polverizzata del Sahara e vi rimane? Ma non le analizzano queste polveri?

Ecco i dati: stando agli ultimi rilevamenti pubblicati dall’Arpa Lazio, che fanno riferimento alla giornata di martedì, a Roma in 9 centraline su 13 i valori di Pm10 nell’aria avevano scavallato i livelli di legge. Una centralina in più rispetto al precedente report, che riguardava la giornata di lunedì, quando il maxi-divieto firmato dalla ‘famosa’ sindaca Virginia Raggi non era in vigore.

Lo stop ai Diesel (a lungo indicati, un tempo, come meno inquinanti).

Il blocco di tutte le auto diesel dell’Urbe (e di quelle a benzina fino a Euro 2, già tagliate fuori da buona parte della città) è scattato martedì mattina. Perfettamente inutile per abbassare i livelli d’inquinamento, a quanto pare, che continuano a galoppare oltre il tetto imposto anche dall’UE…

Gli sforamenti sono stati registrati dalla Tiburtina all’Eur. In Campidoglio, come raccontato ieri dal Messaggero, ha preso a circolare un’idea: prolungare i divieti ancora. Altro blocco domani e sabato, mentre domenica è già in programma da tempo la giornata ecologica, quando si fermeranno quasi tutte le auto salvo poche eccezioni, come le macchine elettriche. Insomma, il calvario di tanti automobilisti, costretti a restare con le chiavi in tasca e ad affidarsi ai malconci mezzi pubblici, potrebbe trascinarsi fino a lunedì.

Le auto dei vigili

Altro paradosso: il grosso dei bus di Roma – oltre il 60% – è alimentato a Diesel e lo stesso discorso vale per le auto dei vigili urbani, quelli che in questi giorni si stanno occupando dei controlli e di staccare le (pochissime) multe contro gli automobilisti che non rispettano l’interdizione. La Municipale a maggio ha fatto entrare nei garage 500 auto a noleggio: tutte diesel. Perfino il pulmino per la banda musicale del Corpo sarà a gasolio. 

I danni

Il blocco naturalmente fa discutere e gonfia le polemiche. I consumatori minacciano diffide contro il Comune, mentre si è fatta sentire anche l’ Aniasa, (Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità,ndr)

“Lo stop di tre giorni alla circolazione sulle strade di Roma di tutti i veicoli diesel – affermano all’ Aniasa – è l’ennesimo, miope atto con cui un’amministrazione locale decide di danneggiare automobilisti e aziende che scelgono di usare veicoli Euro 6, di ultima generazione con emissioni prossime allo zero. Un atto di pura ideologia, privo di sostegno scientifico

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Allucinante: Campo dei fiori – di solito uno degli angoli cittadini più suggestivi del mondo – in pieno giorno. Ecco come la presenza umana dà vita ai luoghi… 

Beh, non è il solo, non è la prima volta

Anche i commercianti sono su tutte le furie… 

“Lo stop di questi giorni – affermano i portavoce – che blocca la Capitale e i consumi e si traduce in un danno economico per le piccole e medie imprese romane (e quando mai, ma chi se ne frega,ndr)”.

“Altro che polveri sottili – attacca Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti – la Raggi ha bruciato milioni di euro…”

E il governo? Riecco il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che dovrebbe ora andare a Milano per l’emergenza che vive anche il capoluogo lombardo…

“Anche un morto è pazzesco – ha affermato Costa, mostrando di aver adesso capito che il beneficio delle poche auto in giro sarebbe stato una bazzecola – ma 80-90 mila è agghiacciante”.

Povero Costa: ha poi ricordato che il nostro Paese “…è sottoposto a due misure d’infrazione Ue che pesano sulle tasche degli italiani”.

“Ma in ogni caso – si è affrettato a dire Costa – sul tema la competenza è delle Regioni

“Ma – si è poi corretto –  c’è anche un ruolo del ministero”. Meno male,ma che ci stai a fare, ministro?

Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, infine, servirebbe una programmazione di lungo periodo, con investimenti in particolare sull’economia verde.

Ma, quanto a verde, fosse per questo, ce n’è ormai da vendere: guardi, il ministro, nelle tasche degli italiani o guardi al colore della loro rabbia! E, come di regola, riferisca in Parlamento!

Scaramacai

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