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Arrivano le Zes chance di sviluppo per la Sicilia

Porti protagonisti in tema di ZES. I porti sono da considerare 'porte aperte sul mondo'. La prima cartterisrtica in fase operativa è la forte concorrenza che regna fra essi. Un porto deve offrire servizi di qualità  a prezzi concorrenziali. I porti italiani sono penalizzati dalla burocrazia nazionale e stentano a competere con quelli esteri a causa delle lungaggini nelle pratiche di dogana.Porti protagonisti in tema di ZES. I porti sono da considerare 'porte aperte sul mondo'. La prima cartterisrtica in fase operativa è la forte concorrenza che regna fra essi. Un porto deve offrire servizi di qualità a prezzi concorrenziali. I porti italiani sono penalizzati dalla burocrazia nazionale e stentano a competere con quelli esteri a causa delle lungaggini nelle pratiche di dogana.

Le ZES queste sconosciute… Di esse (Zone Economiche Speciali) si è parlato a lungo – con entusiasmo e speranze – quando se ne attendeva l’istituzione. Attorno alla possibilità di divenire una Zes o di farne parte s’erano scatenate vere e proprie ‘gare’. Ad un certo punto s’era anche progettato un mega porto container a Romagnolo (Palermo), assolutamente improponibile, date le caratteristiche del progetto, del conflitto con le caratteristiche storiche e le stesse prospettive e vocazioni cittadine, ma soprattutto con l’entroterra asfittico della Conca d’Oro, stretta fra mare e monti. Uno dei motivi ispiratori era proprio che divenisse un Zes. La cosa è finita inevitabilmente nel nulla: un mega porto container ha bisogno di un largo territorio pianeggiante che faciliti la presenza di un grande interporto e vie d’uscita praticamente irrealizzabili a Palermo…

Quella ‘storia’ fornisce, comunque, il metro degli ‘spasmi’ che precedettero l’avvento delle ZES…

Il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, ha firmato da poco, il 15 giugno scorso (2020), il decreto istitutivo delle Zone Economiche Speciali per la Regione Sicilia. Resta adesso da studiare, dunque, come proceda la storia alla luce dei fatti…

Le Zes nell’Isola saranno due, una per la Sicilia Orientale e una per la Sicilia Occidentale, per un totale di quasi 6 mila ettari, tra aree portuali, retroportuali e aree di sviluppo industriale.

L’obiettivo – viene spiegato in una nota – è quello di attrarre investimenti in particolar modo nell’ambito dell’economia “portuale” in settori come la logistica, i trasporti ed il commercio, e di accompagnare la transizione ecologica degli insediamenti produttivi, grazie a ciò che la Zes prevede: una drastica semplificazione amministrativa e la possibilità di accedere ad una serie di consistenti sgravi fiscali.

Siamo giunti, dunque, al passaggio finale di un percorso che ha visto l’impegno del ministero per il Sud e la Coesione territoriale per velocizzare l’iter di approvazione delle Zes, in piena e leale collaborazione istituzionale con la Regione Sicilia.

“Sono particolarmente orgoglioso – ha affermato Provenzano – di questa firma, che la Sicilia aspettava da tempo e che cade in un momento assai delicato per le imprese, i lavoratori e le famiglie, in cui ogni nostra energia deve essere dedicata al rilancio dell’economia dell’Isola. Le Zes rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo regionale. Serviranno a rendere la Sicilia non solo attraente e bellissima com’è da sempre, ma oggetto di nuove attrattive dirette a capitali, attività, persone, lavoro e nuove imprese…”

Nella Zes della Sicilia occidentale ricadono le zone di Aragona-Favara, Calatafimi, Caltanissetta, Caltavuturo, Campofelice di Rocella, Carini con l’area Rimed, Cinisi, Custonaci, Gibellina, il porto di Licata, Marsala, l’aeroporto di Birgi, Mazara del Vallo, Misilmeri, il porto e il retroporto di Palermo (a cui si aggiungono le aree di Brancaccio, Partanna-Mondello e dell’Arenella), Palma di Montechiaro, Partinico, Porto Empedocle (con il porto e il retro-porto), Ravanusa, Salemi, Serradifalco, Termini Imerese (con il suo agglomerato industriale e il porto), Trapani (con il porto, il retro-porto, l’agglomerato industriale e l’area logistica).

Per la Zes Sicilia orientale sono state inserite le aree di Acireale, Augusta, Avola, Belpasso, Caltagirone, Carlentini, Catania (con il porto e il retro-porto), l’aeroporto di Comiso, Enna Dittaino, Floridia, Francofonte, Gela (compresa l’area di riconversione), Melilli, Messina (con il porto cittadino e quello di Larderia), Milazzo (con porto, retroporto e agglomerato industriale), Militello Val di Catania, Mineo, Niscemi, Pachino, Palazzolo Acreide, Paternò, il porto e il retroporto di Pozzallo, Priolo Gargallo, Ragusa, Rosolini, Scordia, Siracusa con la zona industriale, quella di Santa Teresa e della strada statale 124, Solarino, Tremestieri, Troina, Villafranca Tirrena, Vittoria e Vizzini.

Insomma, ce n’è per tutti e da adesso dipenderà dalla capacità delle località e dei territori coinvolti di trarne gli artesi benefici

I benefici economici delle Zes sono previsti dal decreto legge Mezzogiorno n. 91/2017 e prevedono notevoli incentivi fiscali più credito d’imposta per gli investimenti fino a 50 milioni di euro e un consistente regime di semplificazioni che saranno stabilite da appositi protocolli e convenzioni e che comunque prevedranno anche l’accelerazione dei tempi procedimentali per garantire l’accesso agli interventi di urbanizzazione primaria (gas, energia elettrica, strade, idrico) alle imprese insediate nelle aree interessate.

“Esprimo soddisfazione – ha affermato il governatore Musumeci – per l’attesa firma a Roma del decreto che istituisce le due Zes in Sicilia. È l’epilogo di un laborioso lavoro portato avanti negli ultimi due anni dal mio governo, attraverso gli assessorati per le Attività produttive e per l’Economia, in collaborazione con le Autorità portuali e le organizzazioni di categoria. Si passa adesso alla fase operativa che dovrà rendere concreta questa tanto attesa opportunità per le imprese che ricadono nel territorio interessato. A stretto giro, presenteremo un disegno di legge per concedere il credito d’imposta aggiuntivo a chi verrà a investire nelle nostre due Zes. Con il ministro Provenzano definiremo presto il crono-programma affinché si possa passare dalla pianificazione alla attività di sostegno”.

Per essere più chiari ecco qualcosa sulla natura delle Zes

Una zona economica speciale (abbreviato: ZES; inglese: Special Economic Zone; inglese abbreviato: SEZ) è una regione geografica dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto nella nazionedi appartenenza. In queste aree è garantita la possibilità di derogare dalle leggi vigenti nell’ambito delle ordinarie politiche nazionali. Le zone economiche speciali vengono solitamente create per attrarre maggiori investimenti stranieri. Zone economiche speciali sono state create in diversi paesi del mondo.

(Testo a cura di Germano Scargiali, con notizie e dati da comunicati ufficiali)

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