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Angela Merkel, già Rebbekah D. Kasner, al centro del complotto internazionale

Un atteggiamento di disdetta della Merkel (Fonte foto Il Giornale.it)Un atteggiamento di disdetta della Merkel (Fonte foto Il Giornale.it)

Sulla vera identità e personalità di Angela Merkel, premier tedesca, si è molto parlato. Basterebbe ricordare che il suo ‘pigmalione’ fu il cancelliere Helmut Kohl. Questi faceva parte di una loggia massonica che ammetteva fra i suoi iscritti soltanto gli ebrei. E’ ben noto che il vero che la Merkel ha mantenuto il cognome del marito da cui è separata con l’evidente intenzione di nascondere il suo nome di nascita: Rebbekah Dorotea Kasner. Da giovane si arruolò volontaria civile della Ddr, in un corpo che vestiva l’uniforme para militare. Ma è stato affermato che fece parte dei servizi segreti della Germania Est, professandosi – allora – comunista.

Angela Merkel (KASNER) in una foto che la ritrae mentre ritira il premio dall’ordine massonico ebraico del B’nai B’rith Europe nel pranzo di gala in suo onore dell’11 Marzo 2008.

Angela Merkel (nata Rebbekah Kasner) in una foto che la ritrae mentre ritira il premio dall’ordine massonico ebraico del B’nai B’rith Europe nel corso del pranzo di gala in suo onore dell’11 Marzo 2008.

Niente di strano, se risulta che quel regime avesse circa una spia ogni 10 abitanti. Tuttavia, dev’essersi fatta ‘apprezzare’ in quel ruolo, se venne notata e ‘lanciata’ in politica, praticamente dal nulla, ad opera del ‘grande’ Kohl.

Nella Germania libera è divenuta una leader di centrodestra’. Ufficialmente, una pacata democristiana…

Maurizio Blondet nel suo blog ha raccolto una lunga serie di testimonianze, tramite articoli di cronaca apparsi sulle più note testate che finiscono per tracciare della Merkel un profilo più che burrascoso. Ciò spiegherebbe, secondo lo stesso Blondet, certe decisioni, certe scelte ed eventi politici altrimenti incomprensibili…

Nella Bilderberg list il suo nome figura così: D Merkel, Angela Chairman, CDU… Risulta – e non c’è certo da meravigliarsi – che il Bilderberg abbia discusso e proposto la figura di Angela Merkel come futuro capo della Germania. Tale misteriosa convention decide, infatti, quale sia la politicagradita’, da adottarsi in quello che una volta si chiamava l’Occidente e, possibilmente – come aspirazione – nel mondo intero…

Blondet riporta, fra gli altri, questo comunicato

Berlino, 27 Nov. (Adnkronos) – Rafforzare le relazioni transatlantiche e stringere i rapporti con i Paesi più piccoli dell’Unione europea. Questa la posizione della Germania nello scacchiere internazionale secondo il neo cancelliere Angela Merkel, intervistata dalla rivista ‘Focus’, domani in edicola. “Ci sarà sicuramente un’intensificazione dei rapporti con gli stati membri dell’Unione europea più piccoli e un rafforzamento delle relazioni transatlantiche”, ha detto la leader democristiana, alla vigilia della visita a Washington del neo ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.

Blondet osserva, anche, come ci sia chi suppone che la Merkel sia un ‘asset’ della Cia.

Un dossier approntato da Blondet, nel suo approfondimento sul personaggio Merkel, riguarda il piano Kalergi. Nel 2010, la Società Europea Coudenhove-Kalergi ha assegnato alla Cancelliera tedesca Angela Merkel il Premio europeo.

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La teoria del complotto del piano Kalergi – spieghiamo qui – è la credenza secondo la quale esista un piano (chiamato piano Kalergi) d’incentivazione dell’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni. Prende il nome dal filosofo austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894-1972), paneuropeista storico, cui viene attribuita la paternità del piano. La teoria che stigmatizza questo ‘piano’ – dicono certe fonti – trova credito soprattutto in ambienti di estrema destra (nazionalisti, leghisti e separatisti). In tale affermazione c’è l’ovvio tentativo di sminuire la teoria stessa.

Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principî ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con neri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principî umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione. In suo ‘onore’ è stato istituito il Premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano che ha certamente del diabolico. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel, Herman Van Rompuy, Sandro Pertini… Più che un sospetto riguarda, purtroppo, l’escalation di tali complotti anche ai vertici del Vaticano. L’assegnazione del premio alla Merkel, frattanto, parla certamente chiaro di per sé.

Secondo una breve definizione, il piano Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Tale idea sembra allinearsi al programma del Nuovo ordine mondiale di cui spesso parliamo…

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In tale logica si inquadrano tutte quelle forze che intendono mantenere un potere nell’alveo della realtà politico sociale, indipendentemente dai governi costituiti ‘secundum legem’. In tal senso si parla anche del ‘deep state’, come quel potere che governa da dietro le quinte…

Fra gli altri, anche la Conferenza dei Rabbini Europei ha premiato il “valore” della Merkel… Si tratta del Premio Lord Immanuel Jakobovits da parte dei rabbini europei, consegnato il 16 Aprile 2013. Chiara la motivazione: “per rendere merito al sostegno fornito dalla Merkel alla comunità ebraica in Germania, e anche alla feroce condanna dell’antisemitismo in Europa”.

Tuttavia la stessa Merkel fu denunciata dai coniugi tedeschi Reusing per crimini contro l’umanità assieme agli altri compari dell’euro-casta per il ‘cordiale’ trattamento riservato ai cittadini greci.

Sembra centrale, nel complesso, il problema dell’immigrazione. Già nel 2015 il Giornale scriveva in Italia quanto segue…

Lo stesso disastro politico è stato compiuto quando quest’estate l’Unione europea stava implodendo sotto i passi di milioni di immigrati. Mentre le frontiere degli Stati venivano meno sotto il peso di una massiccia invasione, la Merkel ha arbitrariamente deciso di aprire le porte della Germania ai “profughi” siriani. O meglio: ai richiedenti asilo con passaporto siriano. Un blitz che ha lasciato in pancia a molti Paesi, tra cui l’Italia e la Grecia, centinaia di migliaia di immigrati che non avranno mai diritto allo status di rifugiati. Oggi l’Europa paga a caro prezzo questo lassismo nel contrasto all’immigrazione. Perché, se da una parte non sono state fermate le morti di extracomunitari innocenti (soprattutto bambini), si è scoperto che i passaporti siriani vengono contrabbandati al mercato nero e che nell’orda migratoria si nascondono gli stessi jihadisti che vogliono distruggere l’Occidente. Lo erano alcuni componenti del commando che il 13 novembre ha colpito Parigi.

 Il Time ha spiegato di aver nominato la Merkel persona dell’anno 2015 per “aver chiesto più di quanto la maggior parte dei politici del suo Paese avrebbe osato” e “per l’essere rimasta ferma contro la tirannia e le convenienze e per aver dato prova di una leadership morale risoluta in un mondo dove essa scarseggia”. In realtà, a fronte dei drammi e dei disastri a cui ha esposto l’Italia e l’intera Unione europea, più che “cancelliera del mondo libero” andrebbe definita carceriera del mondo libero.

Ci sembra che questocollage’ denunci qualcosa di molto grave: un’Europa unita non solo visibilmente male impostata e mal governata, ma in balia di forze che andrebbero vigorosamente contrastate. Qui, pertanto, al momento ci fermiamo…

Scaramacai

Nota

Non c’è che dire, gli ebrei, barbaramente persegeuitati dal nazismo, condannabile pollice verso per i suoi plateali misfatti, si sono degnamente rifatti nella nuova Germania. Il nazismo deportava ebrei e massoni, anche se queseti ufficialmente non rievocano, neppure pere econdannrle, le peresecuzioni subite. Anche il fascismo in Italia aveva proibito l’attività della massoneria e confiscato i suoi beni fra cui Palazzo Giustiniani, sede italiana a Roma.

Una pagina di storia

Il 20 novembre 1925 Palazzo Giustiniani, già spontneameente evecuato, fu confiscato dallo Stato. Nel giugno 1944, con la Liberazione, gruppi di massoni occuparono alcuni locali di Palazzo Giustiniani convivendo di fatto con uffici lì ospitati, tra cui quelli del Senato. E la rinascita istituzionale della Massoneria, unita all’incremento del numero delle logge, pose il problema di avere sempre maggiore spazio. Nel 1947 il Grande Oriente d’Italia rivendicò la proprietà del Palazzo con un atto di citazione nei confronti del Demanio dello Stato. Oggi palazzo Giustinini è la sede dichiarata del Grande Oriente d’Italia…

 

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