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Armao interviene in UE su Recovery and resilience facility e Regioni

Il discorso del vicepresidente della Regione sicliana Gaetano Armao al Comitato europeo delle Regioni in veste di Presidente dell’intergruppo sull’insularità.

Ne scatuerisce anche un gran all’ugrenza del Ponte sullo Stretto di Messina.

(Riceviamo e pubblichiamo)

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Un grazie al Commissario Gentiloni per questo confronto sul Recovery and resilience facility. In primo luogo va ribadito – poiché sin qui non è emerso con la dovuta chiarezza – che   le   misure   del   programma   dovranno   offrire   il   corretto riconoscimento alla condizione di insularità declinata dall’art.  174 del Trattato UE, dalle risoluzioni del Parlamento europeo, dai pareri di questo Comitato e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. Oltre 17 milioni di europei insulari – e l’Italia dopo la Brexit è lo Stato che ne annovera 6,5 milioni –  attendono che siano realizzati investimenti e misure di intervento in attuazione del principio di coesione economica, sociale e territoriale e di eguaglianza sostanziale.

Chiediamo, quindi, che la Commissione UE si faccia garante della condizione di insularità nel Recovery and resilience facility che costituisce l’occasione per superare i divari interni dei diversi Paesi (come quello nord-sud in Italia) che la crisi economica sta aggravando, come nella prossima programmazione 2021-2027. 2.  Come indicato ieri dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen a questo Comitato europeo delle Regioni nel corso dell’intervento all’apertura della settimana delle Regioni Ue:  “le  Regioni  e  le  città  ‘saranno  al  centro’  del  Next Generation Eu, di cui il RecoveryFund è il principale pilastro. Questa strategia potrà avere successo solo se le autorità locali “saranno pienamente coinvolte” e  saranno capaci di “cogliere queste opportunità”, poiché è “in gioco il futuro dei nostri territori” e per  avere  successo  “dobbiamo  agire  tutti  insieme” ed  in  quanto  l’individuazione  e  la realizzazione  degli  interventi  necessari  per  la  digitalizzazione  e  la  svolta  verde “rientrano in gran parte nelle competenze e nelle responsabilità” degli enti locali”.

Va parimenti ricordato  che l’Eurobarometro2020sulle  politiche  regionali  e locali che  abbiamo  presentato  ha  confermato  la  fiducia  crescente  dei  cittadini europei  nelle  Regioni  e  negli  enti  locali,  anche  per  quanto  concerne  l’adozione  di misure economiche e sociale di contrasto alla crisi. Appare essenziale, quindi, una decisa opzione  per  la partnership  multilivello poiché altrimenti, come poc’anzi precisato dal Presidente Tzitzikostas, le disparità – e noi  in  Italia  abbiamo  il  più  grave  ed  il  più  duraturo  divario  interno  –  verranno esacerbate.  È quindi essenziale scongiurare che l’ormai nitido processo di accentramento che ha attraversato i Paesi europei con le prime misure di contrasto alla crisi.

Ma analoghe questioni si sono poste in altri Paesi europei come l’Austria: lo Stato ha riservato a sé l’adozione  delle  misure  di  contrasto  alla  crisi  economica postpandemica  limitandosi  a  trasferire  alle  Regioni  ed  ai  Comini  le  risorse  soltanto per coprire le minori entrate (solo 5md di euro sugli oltre 100 Di interventi infanzia enti finanziati con l’indebitamento). 

Diversamente hanno invece fatto la Spagna, che ha stanziato per  le Comunità autonome ben 13 md per sostenere interventi di sostegno all’economia e la Germania che ha stanziato a tal fine per i Länder 16 md euro.

In tal modo Regioni come la Sicilia hanno dovuto operare  a  sostegno  del  proprio sistema economico facendo ricorso alla riprogrammazione dei fondi europei (1,4 md di euro) e per questo è stata riconosciuta dal Comitato tra le prime per le forme di intervento  approntate  e  dall’EuroBarometro  2020  come  esempio  per  le  esenzioni fiscali in favore dei cittadini.

Per il Recovery and resilience facility occorrerà garantire un approccio completamente diverso  coinvolgendo  le  Regioni  nelle  decisioni  sulle  misure  da inserire è questa garanzia deve offrirla la Commissione europea. E ciò partire dal completamento degli investimenti nel digitale per passare a quelli infrastrutturali. E qui faccio un esempio emblematico connesso alla condizione di insularità della Sicilia e agli  imponenti  riflessi  per  lo  sviluppo  di  Sicilia  e Calabria, ma anche di tutto il Mezzogiorno d’Italia: il Ponte sullo Stretto di Messina.

Ebbene nonostante:  A) l’infrastruttura  sia  contemplata  nel  completamento  del  corridoio  Scandinavo-mediterraneo  e  sia  essenziale  per  attenuare  la  condizione  di  insularità  e  di marginalità della Sicilia; B) la  Conferenza  delle  Regioni  italiane  abbia  individuato,  all’unanimità,  il  Ponte   tra le opere strategiche prioritarie da inserire nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza che il Governo italiano dovrà presentare alla Commissione Europea, C) i   Presidenti   delle   Regione   Siciliana,   on   Musumeci,   componente   di   questo Comitato  e  della  Regione  Calabria,  on.  Santelli, abbiano evidenziato l’assoluta priorità del Ponte sullo Stretto  per  lo  sviluppo  delle  due  Regioni  oltre  che  dell’intero Mezzogiorno ed i positivi riflessi sul piano ambientale; ancora   si   registrano   resistenze   nel   Governo   italiano   a   considerare   quanto legittimamente richiesto dai territori. Per l’Italia, e Lei che ne é stato alla guida lo sa bene, il Recovery and resilience facility è l’ultima occasione per superare quel divario tra Nord e Sud che ci trasciniamo da 160 anni. 

Se il Governo italiano non saprà  garantire  il  diritto  delle  Regioni  di esprimere  le  proprie  posizioni,  siano  le  Istituzioni  europee  a  garantirne  il  pieno  ed efficace coinvolgimento. 

(Gaetano Armao Vicepresidente della Regione Siciliana Componente del Comitato europeo delle Regioni e Presidente dell’intergruppo sull’insularità UE)

Nota

E’ fondamentale che si parli del Ponte sullo Stretto come piorità assoluta: finalmente la verità. Il Ponte è priorità perl’Europa e l’Italia. Adesseo lo è anche per la Siclia e ‘da fonte ufficiale’. Che cosa si aspetta, dunque? O forse sarebbe il caso di incriminare chi ne sospese la costruzione a suo tempo, versando alla ditta appaltatrice fior di milioni a fondo perduto: un enorme danno erariale. Un colpo durissimo alla Sicilia e allo sviluppo. Una perdita, ad oggi, dal valore già inestimabile. (G. Scargiali)

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