Hot Topics

Evviva: si riparla del Ponte sullo Stretto

Il Ponte sarebebe già in funzione come oggi il Mose se il governo Monti - imposto dai nemici dell'Italia - non avesse stoppato la cotruzione iniziata ad opera del governo Berlusconi. L'Italia ha per questo sprecato miliardi (danno erariale).Il Ponte sarebebe già in funzione come oggi il Mose se il governo Monti - imposto dai nemici dell'Italia - non avesse stoppato la cotruzione iniziata ad opera del governo Berlusconi. L'Italia ha per questo sprecato miliardi (danno erariale).

Mentre la stessa città di Messina è divisa tra chi continua a dire no al Ponte e coloro che, guidati dal sindaco Cateno De Luca, lo richiede a gran voce, del Ponte sullo Stretto, si torna a parlare in Europa. La realtà, chiara da tempo, è che lo vuole e l’UE, lo vuole il mondo.

La deputata regionale messinese Elvira Amata è tornata a parlare di Ponte sullo Stretto e di investimenti per la mega infrastruttura ed è ‘consolante’ che se ne parli adesso anche in parlamento europeo.

“L’Unione Europea – ha chiesto frattanto il vicepresidente della Commissione Juri del parlamento Europeo Raffaele Stancanelli alla Commissione Europea – deve sostenere un effettivo riconoscimento della continuità territoriale della Sicilia per quanto concerne il trasporto aereo e finanziare l’investimento per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina quale infrastruttura necessaria e indispensabile”.

Il Ponte è parte integrante del collegamento ferroviario all’interno del corridoio europeo Numero 1, asse portante del programma TEN-T (Trans Europe Network – Transport), destinato alla messa in rete della rete viaria europea nell’ottica dei trasporti. Indicare con il numero uno il corridoio Berlino- Palermo significa coinvolgere finalmente la Sicilia quale terminale e porta d’Europa.

Stancanelli è intervenuto al dibattito sulla strategia dell’Unione europea per la mobilità e i trasporti verso il 2030, nel corso della seduta plenaria del Parlamento a Bruxelles.

Lastoria infinita’ del Ponte, tuttavia, prosegue… Il Ponte è stato da poco escluso dai progetti del Recovery Plan.

“L’esclusione del Ponte sullo Stretto escluso dai progetti del Recovery Plan – ha affermato il deputato nazionale del gruppo misto Nino Germanà – è un fatto grave ma prevedibile, perché questo governo non ha nessuna volontà di investire al Sud usando le risorse per opere infrastrutturali che sono attese da decenni”.

“Il progetto del Ponte sullo Stretto – prosegue Germanà quale membro della commissione Trasporti – è pronto al ministero dei Trasporti… Sarebbe bastato inserirlo tra le opere finanziabili per far partire i lavori. Eppure abbiamo ascoltato in queste settimane le parole della ministra De Micheli sulla pista ciclabile del ponte, e il viceministro Giancarlo Cancelleri che addirittura disquisiva anche della possibilità di un tunnel sottomarino. Sarebbe stato più onesto dire agli italiani che con il loro governo il ponte non avrebbe mai visto la luce per questioni ideologiche“.

“E’ gravissimo – ha affermato un portavoce della federazione autonoma Piccole Imprese – che il Governo abbia escluso la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina dall’elenco delle opere finanziabili con il Recovery fund”.

“Ancora una volta, al cospetto di una grossa opportunità di crescita e di sviluppo – ha incalzato il presidente nazionale della Fapi Gino Sciotto – viene penalizzato il Mezzogiorno ed in particolare la Sicilia, atteso che tra le opere finanziabili è sparito anche il collegamento Messina-Reggio Calabria fondamentale per agganciare l’Isola all’Alta Velocità…”

“Siamo costernati – aggiunge il leader della Fapi (Fondo Formazione PMI, ndr) – dalla decisione assunta da Palazzo Chigi, in quanto affossa definitivamente la ripresa economica nel Mezzogiorno. Il blocco posto alla costruzione delle infrastrutture strategiche, determina minori investimenti da parte delle imprese ed un ulteriore calo del turismo, mentre in questo momento di grave difficoltà economica determinata dalla pandemia, si auspicava un’accelerazione proprio con l’apertura dei cantieri che avrebbero rimesso in circolazione liquidità ed incrementato l’occupazione”.

“Attendiamo – ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati – di leggere le linee guida del governo per il Recovery Fund, però ad oggi le parole di Gualtieri e di Conte sono estremamente generiche. Chi può non essere d’accordo con gli investimenti nel Mezzogiorno? L’esecutivo, ad esempio, vuole realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina? Ci dica sì o no”.

“Al Senato Forza Italia – precisa la Gelmini – ha presentato un emendamento al decreto agosto, ci auguriamo che i partiti di Zingaretti e Renzi votino questa nostra proposta, perché ad oggi una parola di chiarezza su questa infrastruttura strategica non è stata ancora pronunciata”.

Va detto che il costo del Ponte sullo Stretto è inferiore a quello della Tav che ha trovato – pur dopo le note dispute –un consenso e bipartizan. La Cenerentola è sempre la Sicilia, tormentata regione simbolo del Sud Italia di cui dovrebbe essere la guida. Se, del resto, la Tav mette in contatto l’Italia con la Mitteleuropa ed anche in posizione di arbitro fra ovest ed est (corridoio Lisbona – Pechino), il Ponte sullo Stretto farebbe della Sicilia e dei suoi porti, Augusta in testa, la Porta d’Europa verso il sud e l’est del mondo. Ciò in un momento in cui si avvia, attraverso il Canale di Suez (raddoppiato e vincente rispetto a Panama, inagibile per il gigantismo navale) e i flussi provenienti dal Bosforo, un ‘Neo Rinascimento del Mediterraneo’ che solo i più pessimisti (scettici sull’importanza dello sviluppo), non potendo negare il tutto, indicano eufemisticamente come ‘Neo Umanesimo’.

Germano Scargiali

(Notizie da varie fonti rielaborate e commentate)

Be the first to comment on "Evviva: si riparla del Ponte sullo Stretto"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*