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Grottesco italiano: anche il ministro contro il Napoli

Aurelio De Laurentis è contestato anche da molti napoletani: troppo imprenditore... (Ph.Ansa)Aurelio De Laurentis è contestato anche da molti napoletani: troppo imprenditore... (Ph.Ansa)

Juventus batte Napoli 3 – 0 è il grottesco risultato di una partita mai giocata. Ed è anche l’ennesimo evento grottesco nella storica del Covid19. Fra l’altro 3 punti in più alla Juve e 3 in meno ai partenopei non evitano che gli scugnizzi precedano – alla pari con 8 punti ma per average – nell’attuale classifica di serie A la vecchia signora. Segno che non c’è più neppure rispetto per gli anziani…

Il verdetto, contro il quale padron De Laurentis si è appellato, non è piaciuto ad altri che agli juventini. Persino Elsa Fornero – chi l’avrebbe mai detto – si è interessata del pallone (potenza del football) e ha definito ‘inelegante’ il comportamento della Juve.

Ma le storie italiane hanno la durata delle telenovele e il grottesco caratterizza persino il teatro nazionale – Pirandello, Chiarelli, Giacosa… – e contagia anche il cinema da Fellini a Manfredi…

Così, a parte i due appelli in corso, si fa coinvolgere anche il governo che di grottesco è i certo maestro. Ed ecco che cosa avviene in casa del ministro Vincenzo Spadafora

La querelle sulla partita Juventus Napoli ripropone il dualismo fra dritto civile e diritto sportivo, una convivenza sui campi sportivi che è sempre stata difficile.

Spesso sia la prima che la seconda autorità agiscono in parallelo, si ‘doppiano’, prendendo autonome decisioni che non contrastano. Ciò avviene, però, più spesso in campo penale. Condanna e squalifica si possono sovrapporre senza confliggere…

Lo scontro fra giustizia ordinaria e giustizia sportiva, dunque, non è certo una novità. Ma Spadafora lo sa? Frattanto la main stream ‘ignorante’ tratta la querelle Juve – Napoli come un inedito.

Vincenzo-Spadafora (Ph Qui Italia)

Vincenzo Spadafora (Ph Qui Italia) nato ad Afragola, uomo di fiducia del partenopeo Di Maio. Non può dirsi, comunque, sia stato campanilista.

Di regola il ministro, per quanto demandato allo sport, deve sostenere il punto di vista della mano pubblica. Invece Spadafora fa il Ponzio Pilato e, proprio come nel caso del governatore romano determina, di fatto, la sentenza: ha ragione la Figc. Vince la Juve 3 -0. Inutile perdersi in altri particolari…

Il grottesco continua ed è sempre il colmo.

Per inciso va detto che la presenza di un ministro per lo sport al governo non è la regola in Italia. Del resto manca nella penisola del mare e dell’accoglienza un ministro della marina e uno per il turismo. Meno male che a quest’ultimo riguardo abbondino gli assessorati: non c’è regione né sperduto paesino che non abbia il suo addetto al turismo. Contenta anche l’UE che non fa menzione nei suoi tratti della parola sport. Mah!

Ma uno deicolmi’ è che lo sport venga affrontato talmente ‘sottogamba’ da assimilare – sia in sede ministeriale, sia in sede Coni – dilettantismo e professionismo, ma soprattutto l’attività sportiva come salute pubblica.

La storia anche qui si fa lunga: quando il ministero della pubblica istruzione aveva avuto un successo (grande) nello sport giovanile con i Campionati studenteschi, questi sono stati ‘bloccati’ dalla gelosia del Coni che istituì i pletorici e spersonalizzati Giochi della gioventù. Finiti per altro a …coda di topo: meno agonismo, contenti i puritani, meno reclutamento, meno divertimento. E lo sport dovrebbe esserlo. Chiaro fra tutti l’etimo spagnolo: deporte.

Ma tornando a bomba al nocciolo della questione, se il governo istituisce un ministero dello sport che non c’era – anzi or c’è, ora non c’è – esso deve vedere a 360 gradi lo sport (fenomeno sportivo) nell’ottica governativa e non in quella meramente agonistica attorno alla quale ruota giocoforza la mentalità delle federazioni sportive, figlie i ‘papà Coni’. Sì perché di fatto, è il Coni il vero ministero, fornito di continuità operativa e accentratore e di tutto anche e dello sport come salute. E’ il solo nel mondo non essere solo un Comitato olimpico, ma il padrone assoluto di tutto il fenomeno sportivo in tempi di olimpiade e non…

Una pletora senza uguali è lo sport in Italia col risultato di una crisi di vocazioni che oggi assume aspetti apocalittici. Con l conseguenza dello spopolamento di piste, campi e palestre. A parte quelle a pagamento. Grottesca fino all’ultimo questa storia vede il ministro dello sport schierarsi dalla parte della federazione calcio, cioè del Coni.

Perlo sport italiano – dal calcetto fra scapoli e ammogliati, alle partitelle fra ragazzini, fino al business esagerato dei diritti televisivi delle lotterie – non c’è speranza. Non se ne intravede. Così, almeno, ci sembra.

Germano Scargiali

Nota

A che serve un ministero dello sport, se si allinea pedissequamente alle voglie dell’esistente autorità sportiva? Parlava chiaro il saluto della Figc alla nomina di Spadafora. Leggiamo…

La Figc augura buon lavoro al neo Ministro allo Sport e alle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora”: è il messaggio del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, dopo la nomina dei nuovi ministri del governo Conte.

Colgo anche l’occasioneaggiunge Gravinaper ringraziare il premier Giuseppe Conte che ha inteso condividere un’esigenza fortemente sentita dal nostro mondo nell’istituire un vero e proprio Ministero dello Sport”.

Un ministero dello sport che non deve – però – fare un bel niente

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