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Mons. Viganò: una lettera a Trump ma anche una ‘prece’ al Presidente e una preghiera al Signore

Mons. Carlo Maria Viganò (al centro) è stato definito come 'il vescovo ribelle'. I vescovi - che posono essere sia soltanto monsignori, sia cardinali) sono il 'braccio operativo' della Chiesa. Ne amministrano, in sostanza, il 'potere esecutivo'. Perciò storicamente sono spesso critici nei confronti del soglio pontificio. Hanno contesetto, anche, il principio dell'infallibilità del Papa, propendendo - invece - per un principio di collegialità (che spettava loro), applicato prima della proclamzione del dogma che resale soltanto al 18 luglio del 1870, quando il Concilio Vaticano I, con la pubblicazione della costituzione apostolica Pastor Aeternus elevò a dogma di fede l’infallibilità del Papa. O meglio: l’infallibilità del Magistero papale. Ciò non significa che il Pontefice “ha sempre ragione”. Il successore di San Pietro, infatti, deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, ovvero quando esercita il suo “supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani” e “definisce una dottrina circa la fede e i costumi”. In ogni caso l'infallibilità, anche ex Cathedra, il Papa è vincolato come ogni altro al 'depositum fidei'. Sono i dogmi, ma anche i principi fondamentali della della fede e della morale cristiana. (Ph. da La Stampa)

Pubblichiamo una lettera si questi giorni in cui Monsignor Carlo Viganò ai rivolge a Donald Trump. L’alto prelato cerca di scongiurare – perciò chiede l’aiuto del presidente usa in cui ripone fiducia – quella che definisce ‘cospirazione glbale‘ a partire dal disegno dell’esecrabile (per come èconcepito) ‘nuovo ordine mondiale‘. E’ la seconda volta che il Cardinale e vescovo scrive a D. Trump.

Da Vox (testata online)

Monsignor Carlo Maria Viganò scrive una lettera che è un disperato appello al presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, in cui denuncia una cospirazione globale in cui le forze del Male vogliono prendere il potere. In questo scontro, Bergoglio è Sauron. La cosiddetta ‘teoria del complotto‘ – spesso oggetto di sarcasmo – è data peer scontata. Ci risulta che i massoni abbiano ‘la missione’ di smentirla categoricamente, irridendola…

(Si noti che Mons. Viganò si rivolge a D. Trump con grande fiducia e segni di stima, definendolo come “colui ‘che si oppone’ al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre”. E successivamente: “… Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale”.

Nella lettera D. Trump viene incluso fra chi compie la funzione di ‘katekon‘, che, secondo San Paolo, ‘si oppone alla manifestazione del mistero dell’iniquità‘. 

Chi ci legge sa che la posizione di Mons. Viganò non fa che esprimere in modo stentoreo, qui anche con parole di fede, quanto Palermoparla sostiene da sempre. E’un soddisfazione:non siamo noiaparlare ma un grand’uomo che conferma tutto quanto affermiamo e additiamo achi segue. Da tempo…

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Signor Presidente, mi consenta di rivolgermi a Lei, in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come Successore degli Apostoli, come ex-Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Le scrivo nel silenzio delle autorità civili e religiose: voglia accogliere queste mie parole come la «voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23).

Come ho avuto modo di scriverLe nella mia Lettera dello scorso giugno, questo momento storico vede schierate le forze del Male in una battaglia senza quartiere contro le forze del Bene; forze del Male che sembrano potenti e organizzate dinanzi ai figli della Luce, disorientati e disorganizzati, abbandonati dai loro capi temporali e spirituali.

Sentiamo moltiplicarsi gli attacchi di chi vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l’amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa. Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo suicidio della cultura occidentale e della sua anima cristiana, mentre ai cittadini e ai credenti sono negati i diritti fondamentali, in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto.

Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda.

Mons. Carlo Maria Viganò

Mons. Carlo Maria Viganò (Ph. da IlMessagero)

Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni.

Signor Presidente, immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021. A tal scopo, sono previsti ulteriori lockdown, ufficialmente giustificati da una presunta seconda e terza ondata della pandemia. Ella sa bene quali mezzi siano stati dispiegati per seminare il panico e legittimare draconiane limitazioni delle libertà individuali, provocando ad arte una crisi economica mondiale. Questa crisi serve per rendere irreversibile, nelle intenzioni dei suoi artefici, il ricorso degli Stati al Great Reset, dando il colpo di grazia a un mondo di cui si vuole cancellare completamente l’esistenza e lo stesso ricordo. Ma questo mondo, Signor Presidente, porta con sé persone, affetti, istituzioni, fede, cultura, tradizioni, ideali: persone e valori che non agiscono come automi, che non obbediscono come macchine, perché dotate di un’anima e di un cuore, perché legate tra loro da un vincolo spirituale che trae la propria forza dall’alto, da quel Dio che i nostri avversari vogliono sfidare, come all’inizio dei tempi fece Lucifero con il suo «non serviam».

Molti lo sappiamo beneconsiderano con fastidio questo richiamo allo scontro tra Bene e Male, l’uso di toni “apocalittici”, che secondo loro esasperano gli animi e acuiscono le divisioni. Non c’è da stupirsi che il nemico si senta scoperto proprio quando crede di aver raggiunto indisturbato la cittadella da espugnare. C’è da stupirsi invece che non vi sia nessuno a lanciare l’allarme. La reazione del deep state a chi denuncia il suo piano è scomposta e incoerente, ma comprensibile. Proprio quando la complicità dei media mainstream era riuscita a rendere quasi indolore e inosservato il passaggio al Nuovo Ordine Mondiale, vengono alla luce inganni, scandali e crimini.

Fino a qualche mese fa, sminuire come «complottisti» coloro che denunciavano quei piani terribili, che ora vediamo compiersi fin nei minimi dettagli, era cosa facile. Nessuno, fino allo scorso febbraio, avrebbe mai pensato che si sarebbe giunti, in tutte le nostre città, ad arrestare i cittadini per il solo fatto di voler camminare per strada, di respirare, di voler tenere aperto il proprio negozio, di andare a Messa la domenica. Eppure avviene in tutto il mondo, anche in quell’Italia da cartolina che molti Americani considerano come un piccolo paese incantato, con i suoi antichi monumenti, le sue chiese, le sue incantevoli città, i suoi caratteristici villaggi. E mentre i politici se ne stanno asserragliati nei loro palazzi a promulgare decreti come dei satrapi persiani, le attività falliscono, chiudono i negozi, si impedisce alla popolazione di vivere, di muoversi, di lavorare, di pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione si stanno già vedendo, ad iniziare dai suicidi di imprenditori disperati, e dai nostri figli, segregati dagli amici e dai compagni per seguire le lezioni davanti a un computer.

Nella Sacra Scrittura, San Paolo ci parla di «colui che si oppone» alla manifestazione del mistero dell’iniquità, il kathèkon (2Tess 2, 6-7). In ambito religioso, questo ostacolo è la Chiesa (cioè dovrebbe esserlo e lo è storicamente, ndr) e in particolare il Papato; in ambito politico, è chi impedisce l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale (come scriviamo sempre – detto anche soltanto Nuovo ordine – è il peggior disegno ‘globalizzato’ del momento.Ndr).

Come ormai è evidente, colui che occupa la Sede di Pietro fin dall’inizio ha tradito il proprio ruolo, per difendere e promuovere l’ideologia globalista, assecondando l’agenda della deep church, che lo ha scelto dal suo gremio (grembo, l’etimo viene da gremeire, ndr).

Signor Presidente, Ella ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione, One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti. È Lei, Caro Presidente, «colui che si oppone» al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre.

Per questo occorre che tutte le persone di buona volontà si persuadano dell’importanza epocale delle imminenti elezioni: non tanto per questo o quel punto del programma politico, quanto piuttosto perché è l’ispirazione generale della Sua azione che meglio incarna – in questo particolare contesto storico – quel mondo, quel nostro mondo, che si vorrebbe cancellare a colpi di lockdown. Il Suo avversario è anche il nostro: è il Nemico del genere umano, colui che è «omicida sin dal principio» (Gv 8, 44).

Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale.

L’alternativa è votare un personaggio manovrato dal deep state, gravemente compromesso in scandali e corruzione, che farà agli Stati Uniti ciò che Jorge Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna, e via dicendo.

 La ricattabilità di Joe Biden – al pari di quella dei Prelati del “cerchio magico” vaticano – consentirà di usarlo spregiudicatamente, consentendo a poteri illegittimi di interferire nella politica interna e negli equilibri internazionali. È evidente che chi lo manovra ha già pronto uno peggiore di lui con cui sostituirlo non appena se ne presenterà l’occasione.

Eppure, in questo quadro desolante, in questa avanzata apparentemente inesorabile del «Nemico invisibile», emerge un elemento di speranza. L’avversario non sa amare, e non comprende che non basta assicurare un reddito universale o cancellare i mutui per soggiogare le masse e convincerle a farsi marchiare come capi di bestiame. Questo popolo, che per troppo tempo ha sopportato i soprusi di un potere odioso e tirannico, sta riscoprendo di avere un’anima; sta comprendendo di non esser disposto a barattare la propria libertà con l’omologazione e la cancellazione della propria identità; sta iniziando a capire il valore dei legami familiari e sociali, dei vincoli di fede e di cultura che uniscono le persone oneste.

Questo Great Reset è destinato a fallire perché chi lo ha pianificato non capisce che ci sono persone ancora disposte a scendere nelle strade per difendere i propri diritti, per proteggere i propri cari, per dare un futuro ai propri figli. L’inumanità livellatrice del progetto mondialista si infrangerà miseramente dinanzi all’opposizione ferma e coraggiosa dei figli della Luce. Il nemico ha dalla sua parte Satana, che non sa che odiare. Noi abbiamo dalla nostra parte il Signore Onnipotente, il Dio degli eserciti schierati in battaglia, e la Santissima Vergine, che schiaccerà il capo dell’antico Serpente. «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8, 31).

Signor Presidente, Ella sa bene quanto gli Stati Uniti d’America, in quest’ora cruciale, siano considerati l’antemurale contro cui si è scatenata la guerra dichiarata dai fautori del globalismo. Riponga la Sua fiducia nel Signore, forte delle parole dell’Apostolo: «Posso tutto in Colui che mi dà forza» (Fil 4, 13). Essere strumento della divina Provvidenza è una grande responsabilità, alla quale corrisponderanno certamente le grazie di stato necessarie, ardentemente implorate dai tanti che La sostengono con le loro preghiere.

Con questo celeste auspicio e l’assicurazione della mia preghiera per Lei, per la First Lady, e per i Suoi collaboratori, di tutto cuore Le giunga la mia Benedizione.

God bless the United States of America!

 

Carlo Maria Viganò

(Arcivescovo Titolare di Ulpiana. Già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America)

 

Nota

Carlo Maria Viganò (Varese, 16 gennaio 1941) è un arcivescovo cattolico italiano dal 12 aprile 2016 già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Monsignor Viganò fu l’iniziatore del primo scandalo Vatileaks, in cui accusava Bertone di averlo cacciato dal Vaticano per coprire scandali e corruzione. Successivamente subì una pesante condanna pecuniaria per aver gestito ‘si disse disinvoltamente da solo’ i beni di un suo fratello, sacerdote disabile. Gli altri suoi fratelli scissero una lettera dettagliata spiegando come si trattasse di un’evidente macchinazione, un ‘rappresaglia’ contro di lui e che il fratello disabile, in condizioni di notevole debolezza, fosse stato ‘plagiato’.

L’antefatto: Il 16 luglio 2009 Mons. Viganò viene trasferito all’ufficio di segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, presieduto dal cardinale Giovanni Lajolo. La sua gestione, attraverso procedure contabili centralizzate e verificabilità dei costi, portò da un deficit equivalente ad oltre 10 milioni di dollari del 2009 a raggiungere un saldo positivo equivalente a circa 44 milioni di dollari l’anno successivo. Dopo insistenti voci che lo volevano allontanato da questo incarico per attriti con vari elementi di spicco del Vaticano, il 19 ottobre 2011 venne nominato nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Vi è rimasto fino al 12 aprile 2016, quando, dopo aver presentato le dimissioni come prescritto al compimento dei 75 anni, viene annunciata la nomina del suo successore. (notizie da Wikipedia)

Nota 2

Di Mons.Viganò è nota anche una dichiarazione secca: ‘Il Covid è un truffa‘. Come abbiamo scrittosin dall’inizio, il Covid viene sfruttato per accelerre un disegno tirannico, che si intravedecome già  in corso. Di esso fa parte il plagio della popolazione attrverso un’azione da ‘grande fratello‘ simile a quella delineata e temuta da G. Orwell.

Si potrebbe ritenere che già “l ‘app immuni“, nonostante le promesse di ‘secretezione’, sia – come minimo – un tentativo di ‘saggire’ la ‘risposta’ genealedelpubblico alla richiesta dall’alto di ‘rendersi controllabili’. Intendeiamoci: ‘per il bene comune‘. Tipica anche la frase scontta 8è una ovvietàeripetutacome unprecetto originale): “la mascherina devi portarla nell’interesese degli altri e di te stesso”. Non è vago iltimore che tutto siinquadriin una ‘prova generale di ditttatura‘.

Nota 3

Esistono nazioni nel mondo che sono al di fuori del ‘complotto’ internazinale. I risultati sono riconoscibili anche in occasione del Covid: hanno ridimensionto il problema (hanno potuto farlo) con metodi assolutmente difformi dal resto del mondo. Così come sono riconoscibili ‘i sintomi’della presenza dele complotto. Chi non ci crede provi a dimostrarlo a se stesso: noterà le tante coincidenze. Cioè le e’mosse’ tendenti, soprattutto,  con mezzi pratici e con la persuasione ideologica a rallentere la crescita. Vedi il culto per la …decrescta felice, che è quanto di più innaturale rispetto all’indole umana e alla logica storica che ne consugue…

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