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L’imminente futuro di cui si parla poco e male!

Questo torna ad essere il 'cuore del mondo': attraverso il Mediterraneo passa di nuovo la storia. Cioè i 'traffici che corrono da e per Cina, India e Far East. Ma ...non dimentichiamo l'Africa che 'spedisce' ancora profufghi, ma cresce oltre il 10% l'anno.Questo torna ad essere il 'cuore del mondo': attraverso il Mediterraneo passa di nuovo la storia. Cioè i 'traffici che corrono da e per Cina, India e Far East. Ma ...non dimentichiamo l'Africa che 'spedisce' ancora profufghi, ma cresce oltre il 10% l'anno.

C’è veramente tanto da dire sui problemi del momento attuale, ma già sul modo di interpretare fatti e dati che si trovno – come dire – sul …tappeto. Se i futurologi parlano menodi vent’annifa, è certament l’ignoto che c’è ‘doetrol’angolo’ ciò che deve più impegnare a pensare e pogettare l’uomomoderno.

Da dove iniziare?

Probabilmente è ‘più saliente’ acclarare come il mondo sia alla vigilia di una possibile ‘crescita‘ dai ritmi imprevedibili e incalcolabili. Strano? Follia? Vaghefggiamento? Niente affato: la main stream – tanto per cxambiare – afferma l’opposto della verità. Sappiamo bene come conceda la propria ‘predilezione’ ai timori di stampo ottocentesco: scarsità e possibile carenza delle risorse, sovrappopolzione, al contraio calo demografico e, andando a caso, desertificazione, inquinamento ambientale, mutamenti climatici…

Come abbiamo detto fino a ieri, questi sono i ‘nuovi deidi un paganesimo dilagante che consegue al culto per la morale laicail laicismo trasformato nel suo contrario: una vera e propria ideologia. Ovviamnte anticristiana.

Se affermassimo, come ci verrebbe spontaneo, che trattasi dipure fandonie‘ e/o di verità ‘artificiali’ sulla cui consistenza soffia chi vi ha interesse e sa come trarne profitto nel breve, medio e/o lungo termine, diremmo un’apparente enormità

Sono problemi che in qualche modo ‘esistono di certo‘.

L’errore – di chi teme e di chi ‘vuole’ tutto ciò, cioè il contrario di tutto – sta nei numeri et nei tempi. Inoltre si ignora – come avvenne per i timori ottocentschi di Malthus, Marx e dello stesso Darwin – che un madornale errore è quello di considerare una sola variante e non tutte le altre che faranno il proprio ‘gioco’ con il trascorrre del tempo e il mutuo evolversi dei ‘dati’: numeri, caratteristiche, modi, tempi di reazione…

E’ così che il progresso tecnologico e l’automazione non hanno impoverito il proletariato, ma hanno provocato – invece – un diffondersi esponenziale del benessere che tuttoggi continua, pur a ritmi momentanmeamente ridotti (fenomeno frizionale). Procede a ritmi più lenti, anche perché la crescita proporzionale (esempio aumento annuo del Pil) è maggiore in situazioni di minor sviluppo di partenza (gli stati dell’Africa crescono sovente a 2 cifre, mentre al momento quelli europei sarebbero ‘felici’di crescere al 2%), perché, partendo dal poco o dal nulla i vuoti da colmare sono più facili di quanto non lo sia l’accrescere una realtà che già è vicina alla possibile ‘perfezione’ consentita dai tempi, cioè dal livello tecnologico, socio civile e culturale di un terororio e di un popolo che lo occupa.

Ebbene, ciò che può avvenire da un momento all’altro, ciò che è –  per così dire – dietro l’angolo è che, grazie all’impiego dell’idrogeno e dello stesso nucleare evoluto, ma già del geotermico, l’energia possa rendersi disponibile ad un costo molto prossimo allo zero.

Un fatto del genere provocherebbe (o provocherà) uno ‘scardinamento’ dei meccanismi legati sin dai tempi remoti e fino ad oggi, al lavoro, al costo di base, al costo di produzione, alla ‘ricarica’ eseguita dal commercio, al valore aggiunto, al reddito d’azienda, al profitto, al risparmio (denaro non speso) reinvestimento del capitale (denaro prodotto destinato anuova produzione). Come funzionerà – con l’eerga a costo zero – quel grande Moloch vincente che chiamiamo mercato?

L’energia – badate – è tutto. Lo abbiamo già scritto altre volte. Si trasforma in tutto: calore, luce, movimento, cibo, beni di consumo e beni strumentali…

Ripetiamo anche qui qualcosa che abbiamo già detto altre volte: se si innescassero dei processi di sviluppo (miracolo economico, boom) simili (nella progressione) a quelli messi in movimento dall’avvento dei motori, dal conseguente tempo della rivoluzione industriale, culminati negli anni del ‘ballo excelsior‘ e della Parigi del can can (fra fine 800 e primi del 90o), o quelli degli anni ’30 (culminati nell’evento clou delle Olimpiadi di Berlino, 1936) o di quelli degli anni dagli ultimi anni 1960 agli ultimi anni  198o (il cui start -una prima presa di coscienza – fu costituito in Italia dalla grande Olimpiade di Roma), i cittadini del mondo si troverbbero (si troveranno) come in un otto volante lanciato a folle velocità tanto da esser difficile tenersi saldi sulla virtuale poltrona.

I ‘discorsi’ dei media non accennano che di stralcio a tali possibilità. Si dilungano – al contrario – nell’illustrare possibili comneguenze disastrose, dovute allo stesso progresso, dscrivendolo come… un cane che si morde la coda. Riproponendo, insomma, i ‘facili timori’ dell’800, alla vigilia e all’alba della Industrial revolution…

Ebbene, contro il progresso – la crescita e o sviluppo – si adoperano concordemente i grandi monopolisti (che tengono più alpotere che allaoro stesa crescita) e gran parte dei moralisti. Ecco peché J. Mario Bergoglio, arrogatosi misteriosamnte il job dei papi, escludendo Ratzinger, che resta canonbicamente il ‘vero papa‘, propende – anche apertamente –  per il NuovoOrdineMondiale. Questo ‘programma’ appartiene alle massonerie, di cui fanno parte certamente i magnati americani (e appresso a loro) quelli mondiali della finanza, di cui i banchieri nazionali sono men che vassalli. La massoneia – nella realtà della storia – è in posizione di inimicizia insanabile e di incompatibilità con il cattolicescimo. Ha cercato, però, da sempre dimetter le mani’ sul massimo centro di potere spirituale del mondo: il soglio pontificio, oggi il Vaticano.

Ce n’è abbastanza – dunque – per riflettere. Un articolo, del resto, non può essere ‘esaustivo’…

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Un altro agromento di grande importana è il ‘Neo Rinascimentoche il Mediterraneo intraprederà in un furturo che lentamente è già iniziato. Di esso il raddodoppio del Canele di Suez è un risultato, ma già un sintomo e diviene, infine, una concausa.

Ciò sta per procovare un ‘capovolgimento della clessidra della storia’: la ricchezza si era trasferita dal Mediterraneo agli oceani dal tempo delle conquiste gografiche. Ma furono il Mediterraneo e l’Europa a svelare la raltà del mondo, dopo aver sperimentato la vela latina, la massicciata stradale ed altre parallele invenzioni ed idee. La fucina della navigazione oceanica furono le repubbliche marinare. Già Venezia e, prima anc’oira Roma (Marc’Auelio) avevano raggiounto il Catai (Ciona). Non il contrario. E aperto le ‘vie della seta e delle grandi carovaniere’. Oggi su quelle styesser rotte si viaggia in ‘porta ncontainer’, ferrovia, gommato (trasporti intermodali). Attarverso le carovaniere si sopostano già grandi ricchezze…  Miriadi di toinnelklate di merci. E’ la crescita inevitabile ed sponenziale (pensate al contrario di cuipar la la main stram mediatica…). 

Al contempo prima della scoperta dell’America erano state create in Mediterraneo sia le banche, sia la partita doppia. L’Europa resta la culla, la fucina e il faro della civiltà mondiale e il Mediteraneo è nuovamente il ‘crogiulo’ dei traffici economici, della sperimentazione e della cultura del Pianeta. Tutto il mondo, evolvendosi, vuol sembrare Europeo.  Ma ciò non toglierà all’Europa l’egida del pensiero, dell’arte e del buon gusto, della qualità stessa della vita, nei modi e nei tempi.

Forse solo l’UE e gli europei non si accorgono di quale sia la vera forza che detengono, così come i popoli del Meditrraneo stentano ad avverdersi di che cosa stia crescendo intorno a loro. Gli europei snobbano se stessi come tutti coloro che hanno troppo da troppo tempo. Ma sarà la storia ad abbassre l’asticella del salto che presto compiranno comunque. così come il cosiddeto ‘Nuovo mondo’ ne uscirà sconfitto. Basterebbe che lUE si mettese in parallelo con la Russia e ..sarebbe cosa fatta!

In tutto questo la ‘grande sconfitta’ è, quindi, l’America. …Donald Trump aveva incominciato a gestire saggiamente tale retrocedere in fieri, limitandone i danni. Ne avrebbe la capacità. Tutavia, l’ingordigia dell’elite americana, avvezza a voler tutto sempre e subito, a dominare il mondo e vincere le guerre, non si accorge come …sia cambiata l’aria. Joe Biden, presidente fantoccio, è un ometto: condurrà l’America verso nuove sconfite, come quella subita dalla gestione Obama (dietro di queto sempre gli stessi stolidi poterri) e da precedenti gestioni, in Vietnam, in Afgganistan, in Siria e pesino in Libia, dove, consentendo e stimolando l’uccisione di Muhammar Gheddafi ha commesso, con la complicità di altri ‘stolidi poteri’ come quelli inglese e francese, uno dei massimi errori della storia contempoarnea. La gestion Biden porterà altre lacrime e sangue nello scacchiere del Mediterraneo allargato: un vero delitto storico. Purtroppo lo commetterà,a che perché vi perderà il senno…

Staremo a vedere. sarà comunque uno spettacolo: teniamoci stretti su l’otto volante

Gemano Scargiali

Grazie di cuore alle migliaia di lettori ch ci seguono”!

Nota all’articolo

Difendiamo un mondo più giusto e più probo, il mondo dei ‘valori’ della tradizione, coltivati dai nostri padri, spesso più saggi di noi, perchè alle prese con problemi non caratterizzati da altrettanta moltplicità e dal movimento di tutte le parti in contemporanea. Il problema di un domani ch è già oggi è gestire la modernità. Impossibile ed errato ritardarne la marcia più di …tanto. L’umanità ha sempre ‘osato’. Dal dì che i nostrta antenati addomesticarono il fuoco, fecero ruotare la ruota, si dizzarono nella savana ben sapendo che il leone li avrebbe visti e rischiavano di finire nell sue fauci. Questa è l’indole del vero homo, l’homo religiosus, a dispetto dell’homo non religiosus, ciooè delnon homo‘…

La moltepèlicità e il movimento sono caratteristiche inliminabili dl cosmo. La virtù sta nel gestire il divenire. Cercare di ridurre il problema all’unità, ad uno solo, cioè tentare una facile semplificazione, è il peccato. Nella vita mortale e da una vita all’altra tutto ‘diviene’, tutto cambia nel mondo sensìbile. L’unità è fuori dalla realtà sensibile. E’ certamnte in Dio, per il quale non c’è distinzione fra l’ieri e il domani, perché non esistono.

Ricordiamo le sacre scritture e le parole che ne cosneguono: il Figlio procede dal Padre, generato e non creato. In questo procedere logico, ma non legato al concetto sensibile del tempo, la creazione è ‘cememtata’ dallo Spirito Santo. Bellissimo! L’umanità è gratificata al dono della conoscena e della coscienza che la accomuna al Creatore (a sua immagini e somiglianza). Dal Creatore è chiamata a combarttere la lotta contro il male: il nemico di Lui, del Padre Santo. Il compito dell’umanità è quello di collaborare, dimostrare la superiorità di Dio contro il Male. Per questo Dio ha creato il cosmo. Non dev’essr stato facile neanche per Lui, se lo ha creato tanto complicato e caratterizzato dalla continua lotta (strugle for life). Occorrerà una lunga tenzone, che durerà fino alla fine di un lungo cammino, quello che comunemnete indichiamo come ‘la Storia‘.

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