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Lo sport: solo una cenerentola in un’Italia di appassionati sportivi

Manifesto per la cerimonia di apetura dei tanto attesi e pubblicizzati mondiali. Senza pubblico.Manifesto per la cerimonia di apetura dei tanto attesi e pubblicizzati mondiali. Senza pubblico.

L’intempestività del no – dopo il sì – alla presenza dei turisti sulle nevi , causa il timebondo atteggiamento sul Covid, penalizza i giorni dei mondiali di sci alpino in corso di svolgimento a Cortina.

Il ‘ripescaggio’ del ministero del Turismo, forse il solo atto (innegabilmente) positivo del nuovo governo Draghi, dopo la pardossale abolizione avenuta anni or sono, proprio nella nazione che del Turismo fa una bandiera, mette il dito sull’assenza di un ministero dello sport.

Quanto al turismo, inutuile illudersi: da solo non reggerebbe mai una nazione complesa come l’Italia. L’economia nazionale vive già di ben altro con attività letteralmente in ogni campo, dall manifatture all’agricoltura, all’industria leggera e  pesante, navale, automobilistica, aeronautica…

Luca Zaia, presidente Regione Veneto ha protstato col governo che da un giorno all'altro ha impedito l'arrivo di turuisti sulla neve.

Luca Zaia, presidente Regione Veneto, arguto e competente amministratore, ha protestato col governo,  quando, da un giorno all’altro, ha vietato la presenza di turisti sulla neve. Ciò dopo che gli albergatori s’erano imnpegnati nei preparativi per l’accoglienza e si aspettavano lecitamente un incremento delle presenze. Provvidenziale con la crisi in corso. I ristori (brutto neologismno) …Uno squallido palliativo!

Sport è, incece, una parola breve dal significato grande, ampio e articolato… Ed ha risvolti economici a vasto raggio che vengono – al contrario del turismo – sottovalutati. E’ facile dire sport. Simpatici gli spagnoli che dallo stesso etimo ricavano la parola ‘deporte‘.

Lo sport è appunto ‘diporto’, qualcosa in più, non strettamente necessario, un fenmomeno simile all’arte. Ma è anche agonismo, svago e soprattutto salute fisica e morale… Ma, per sovrappeso: è anche turismo. Sia perché necessita di spostamenti nazionali e internazionali, arrivi periodici e programmati, sia per l’indotto relativo ad attrezzature, abbigliamento, sbigliettamento, trasmissioni Tv, professionismo sportivo vero e proprio… Lo sport è un fenomeno tanto ‘soft’ nel suo insieme da risultare praticamente indefinibile, tanto si articol in mille realtà parallele o differenti. 

Jorge Mario Bergoglio (di cui siamo notoriamente accaniti oppositori) ha appena pronunziato un discorso stupendo sullo sport, che denota quella ch , per lui, una dichiarata passione. Ben venga, fra tanti ‘svarioni’ teologici (concetto errato di ecumnismo, decisioni contradditorie su nascite, eutanasia, omosessualità, addirittura gender…) questa sua passione.

Il problema iun Italia è un altro: lo sport è ormai latuitante, più che boccheggiante. Lo sport dilettanrtistico è morto, esiste solo a livello ‘master’ e amatoriale. Lo sport nelle scuole è stato placcato e steso per gelosia nei confronti del Ministero dell’Istruzione.  Mancano palestre e piscine rionali (da arondissement), mancano in città come palermo, palaztrti e palestre tribunate disponibili per le manifestaziuonie gli eventi più comuni di carattere agonistico,. Le poche esistenti non sono a norma con l’UE

Tutto lo port nazionale, nulla escluso, è ‘fagocitato’ dal Coni. Questiosi occupa di dilettanti e pofsionisti, sport di terra e di mare, sport giovanili e relative ‘leve’. Peggio: professionismo e dilettantismo. Ancora sport olimpico (la sola materia di sua vera competrenza come avviene all’estero) e non olimpico, sport amatoriale, sport come salute pubbblica fisica e morale. E’ evidentissimoch tutto ciò sia TROPPO.

E’ addirittuira ridicolo: uno strapotere che chi scrive, che non rinnega gli anni in cui in Italia si costruirono più campi sportivi, palestre, scuole e ospedal d’ogn tempo (con i mezzid’allora) – rispetto al quasi nulla del dopoguerra – definisce come ‘di tipica matrice fascista‘. Una istituzione, il Coni, fuori dal tempo, il frutto di una classica ‘scaltriata all’italiana‘. Ci si perdoni il vernacolo…

Si è polemizzato aspramente negli anni scorsi, se la politica debba presiedere allo sport. Il Coni ha reagito come fosse l’acqua benedetta davanti al diavolo.

Non è così: losi vogliua o no la politica è la sola reltà che rappresenti il popolo e l’interesse popolare, fatto, in amteria di sport, diapsetti ludici, salutari, agonistici. L’Italia è un paese dagli innumerevoli spontanei agonisti!

Un comitato olimpico dev’essere apolitico perle norme del CIO (Comitato intermazinale olimpico), ma lo sport, il ‘deporte‘ nazionale, non può e non dovrebbe essere del tutto in mano agli ‘agonisti’, che mirano esclusivamente a perfezionare (e lo hanno fatto malissimo) una squadra olimpica, pretendendo, anche, di amministrare ‘tutto il resto’. L’errore è evidente, palmare lapallissiano. La squadra olmpica italiana, quando ha riscosso sucessi, lo ha fatto – quasi regolarmente – con atleti cresciuti al di fuori delle federazioni, spesso in polemica con esse e col CONI. Poi questi si sono appropriati di quei successi, salvo a ‘silurare’ i protagonisti – con poche ‘misteriose’ eccezioni – escludendoli dai quadri, già pochi giorni dopo i brindisi e i festeggiamenti. Fra tutti la cerimonia dei medagliati presso il Presidente della Repubblica. Poi accade che un super medagliato, gran figlio d’arte, come Mario Aldomontano non possa allenare ua squadra si scherma senza il diplomino necssario all’ultimodella classe. E’ avvenuto, proprio così… E da lì a scendere verso miriadi di casi similari, anche se meno eclatanti.

Tutta questa è la pura realtà! All’insega dei paradossi, …andiamo avanti così!

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Uno spaccato dei primi giorni a Cortina dove i Mondiali si svolgono senza pubblico. Non è certo il aso di dire ‘a porte chiuse‘. C’è da chedersi quando il Governo si deciderà a dar spazio al senso di responsabilità del suopopolo (gli italiani), mentre dà, invece, per scontato che tratasi di un nugolo di ‘screanzati mezzi deficienti’. Forse quel giorno gli italiani diverranno più responsabili. Già: è nato prima l’uovo o la gallina? I rapporti fra governanti – pubblica mministrazione, stato – e governanti sono in Italia all’anno zero! Una sorta di catastrofe…

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Quattro manche nello stesso giorno per assegnare i titoli di combinata alpina. La seconda settimana dei Campionati del mondo di sci alpino si apre con le due gare che avrebbero dovuto inaugurare i Mondiali di Cortina.

Una manche di SuperG la mattina e una di Slalom il pomeriggio: la somma dei due tempi decreterà i vincitori. Entrambe le gare si svolgeranno sull’Olympia delle Tofane, che da anni ospita la tappa femminile di Coppa del Mondo.

Doppio spettacolo domani, lunedì 15 febbraio, a Cortina d’Ampezzo. Alle 9.45 e alle 14.10 le due run della gara femminile; alle 11.15 e alle 15.20 quelle della prova maschile.

La svizzera Wendy Holdener e il francese Alexis Pinturault (leader della Coppa del Mondo generale) sono i due campioni in carica. Ad Åre però, due anni, la combinata venne disputata con la discesa al posto del SuperG.

Domani il SuperG femminile verrà aperto dalla norvegese Ragnhild Mowinckel, bronzo due anni fa in Svezia; Marta Bassino avrà il 3, Federica Brignone il 7, Wendy Holdener il 9, Michelle Gisin il 15, Petra Vlhova il 26 e Mikaela Shiffrin il 28.

Lo svizzero Loic Meillard indosserà il pettorale 1 nel SuperG maschile; 5 per la medaglia d’oro di Åre Alexis Pinturault, 9 Victor Muffat-Jeandet, 12 Luca Aerni (vincitore a Sankt Moritz nel 2017 un centesimo davanti a Marcel Hirscher), 14 Marco Schwarz, bronzo due anni fa e grande protagonista di stagione in slalom.

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In pratica non manca occasione in cui non si debbano rimarcare – in fatto disport – gli svarioni del governo, che si interessa del ‘fenomeno’, tanto per cambiare, solo quando esprime divieti. E poi c’è il farraginoso comportamento del CONI, malato di anbizione ed elefantiasi, condizionato ugualmente – come tutto – dalla politica e dalle accolite di stampo massonico. Ma poi il CONI è  accreditato di un potere – ripetiamo – di natura ssolutamente fascista

La rovina o lo stato di profonda crisi dello ‘sport vero’ italiano, sia individuale che a squadre, inclusi quelli giocvati ‘con la palla’ (i più duri a moprire grazie alle sponsorizzazioni private) è sotto gli occhi di tutti. Per fare sport in Italia …si paga la palestra

Germano Scargiali

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