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Governo Draghi? No, è il Conte ter senza Conte

Il passaggio della campanella, una formalità: non è cambiato molto. L'Italia obbedisce ai potentati che dal deep state americano corrono al Vaticano di Bergoglio e alla Cina. Tre strani alleati, veramente strani: il diavolo, il totem e l'acqua benedetta!Il passaggio della campanella, una formalità: non è cambiato molto. L'Italia obbedisce ai potentati che dal deep state americano corrono al Vaticano di Bergoglio e alla Cina. Tre strani alleati, veramente strani: il diavolo, il totem e l'acqua benedetta!
Non prima di aver ostentato la disinfezione delle mani. Chissà, la campanellea, motivo di contagio?

Non prima di aver ostentato la disinfezione delle mani. Chissà, la campanella, fosse veicolo di contagio? Anni fa si diceva: …un piscio! Cioè: idioti, oltretutto, da pisciarsi addosso!

Un ‘Governo Conte senza Conte‘. Questa la migliore definizione attribuita al governo Draghi. Che cosa è cambiato infatti? Non i ministri, specie i peggiori, non gli indirizzi. Un cambio di guardia pro forma, voluto dalle stesse forze ultranazionali che pilotavano Conte come un burattino, con occhio a chi sa quali manovre. Men note. Un governo in una nazione dalla politica e dall’amministrazione articolata come l’Italia ne ha di legna al fuoco! Metter mano al governo significa muovere – comuque – le pedine di una grande nazione con affari che ammontano a molti milioni di euro e coinvolgono potenti interlcutori: non è certo uno scherzo, per quanto si cerchi di spacciare mediaticamente l’immqgine di unaitaliettaalle prese con l’incolmabile debito pubblico. A fronte cè una bilancia commerciale ed una dei pagamenti che sono puntualmente in forte attività, di cui – però – non si parla mai!…

L’aspetto più preoccupante è la condiscendenza dei media, che giugono fino alla piaggeria ed oltre, nei confronti del ‘nuovo’ governo: tutto bello, tutto buono, tutto positivo. Le mani di Mario Draghi sarebbero magiche. Lui è l’uomo giusto al posto giusto, quello con le phisique du role. Non si poteva trovar di meglio. Perché chiedersi come mai l’Italia sia caduta nell’ennesimo governo imposto, non votato, voluto dall’alto: Ecco un’Italia nuovamente ‘commissariata‘, questa la verità nuda e cruda. Ogni altro ragionamento è peregrino, cade miseramente, non ha senso. Non si può iniziare un discorso critico a valle di quelle premesse…

Si va avanti con formulette e sciatti neologismi per innescare la ‘ripartenza‘ (che brutta parola, ma come le pensano…) ed occorrerebbero colpi di reni, cambi di passo, fughe in avanti ed altre piccole e grandi performance prese a prestito dal calcio e dal ciclismo. Una cosa è certa: i più frequenti sono i ‘colpi di testa’.

Qualcosa di penoso. Provvedimenti seri sarebbero la riduzione delle tasse a livello di una riduzione dell’Iva, fin quasi ad annullarla sui generi di prima necessità. La riduzione delle tasse sulle ‘case’ per rilanciare l’edilizia ed assicurare alloggi a chi non ce l’ha. O no? Invece, si lancia l’economia in verde (che di verde ha solo il nome, ma di certo può …ben lasciarci al verde) che costituisce un lusso, che prevede impieghi di capitale a perdere. Creerebbe posti di lavoro? Ma, se vogliamo creare stipendifici, creiamoli per sopperire alle reali necessità,  alle tante emergenze, alla stessa pulizia delle città, alla raccolta rifiuti, alla coltivazione dei giardini. Lasciamo che il mercato segua nuovamente le proprie regole, all’ecologia ci penseremo dopo. Una volta usciti dalla crisi, innescata la ripartenza, assicurato un pezzo di pane a chi già ce l’aveva e a chi non l’aveva neanche prima, ci penseremo! Perché per assicurare pane occorre produrlo, non cincischiare con la green economy: un’autentica fregnaccia.

Sembra che tutti, persino il vecchio Bersani, parlinoda veri liberisti: “=ccorre aver chiaro – afferma Bersani – che laricchezza laproduicesoltanto l’impresa conilvaloreaggiunto”. VERISSIMO! Ma ciò confligge con ilconcetrtobase del ‘vechiio marxismo’ (di cui per altro si condivide ancora la mentalità – forma mentis – ideologica) per cui l’utile diazienda è il ‘plusvalore‘, ciò dicui l’impresa o lì’imprenditor fa rapina a dannodeilavoratori. Per inciso oggi è chiaro che il valore aggiunto,cioè l’utile azienadale, il successodell’azienda è determinato non già dalla qualità – o meno ancora quantità –  del ‘fattore lavoro’ (i fattori della produzione sono terra, lavoro, capitale, impresa), bensì dalla qualità del fattore impresa: se l’idea alla base della produzione è azzeccata, l’imprea produce valore aggiunto. Viceversa, da un’idea sbagliata, incontrasto con il ‘mercato’, non nascono che perdite, indipendentemnte da quanto lavoro sia profuso nella produzione.

Fattosta che, già epidermicamnte, governi comequello Contee Draghi,ispirati come altri (i demoinUsa) ad un falso socialismo, intriso di nostalgie marxiste, conunvertice assolutamentecapitalistico(capitalsocialismo) non può che portare alpeggio neicnfrontidella nazion:una qualità della vita assolutaenteinferiore a quella potenziamente ottenibile. Ciò per craenze che sono culturali, cioè motali, oltre che ‘concrete’, cioè materiali.

Ma questo è niente di fronte a governi frutto evidente non già della volontà popolare ma di veri e prori ‘golpe bianchi‘: il popolo vota, ma il vertice dello stato ‘fa letteralmente ciò che vuole’. A questo, non meno, assistiamo sin dalle dimissioni di Berlusconi a favore di Mario Monti in Italia. E anche all’estero non è ch e vada molto meglio.Tanto da far direttamente pensare ad un disegno di marca internazionale di mtrice occientale che ormai perde quella connotazione vaga, incerta di qualche anno fa, ma si fa sempre più evidente, riconoscibile, indicabile a dito con un j’accuse a chiare lettere.

Aspettarsi qualcosa di buono? Il rilancio economico, chiamnato  con orriibile neologismo ‘ripartenza’? Fandonie, prima ancora che illusioni. Mario Draghi, qui per salvare l’Italia? Quellacheluistessochiama ìil vostro paese’? Lui untaumaturgo dell’economia e della politica? Forse, ma non certo per risanare l’Italia. Semmai qui per affiossarladeltutto. Un insuccssoper lui? No: l’adempimntodinunporecisomafìndato dapart di chitramainun certo modo – ormai+ìben conformato riconoscibile – controquello he cisiostinaa chiamare l’Occidente ma che ormai nion ha piuù alcunsenzo né politico, né militare, né econopmico.

L’Occident è spaccatoindu. coiva sottio lka cner la gelosia dellapolitica oceanica per un fenomenoin fieri h vde già attivo,sipur in modostrisciant, un Neo Rinascimnto del Mediterraneo, Altro che neo umanesimo (guardatvid questa ambigua esprssione): dal Mediterraneo, sull navi containers, attravrso Suez e i Dardanelli passa il denaro; sua maestà. Nullalo fermerà. L’Amrica sitrincra com italianie  austriaci nella primaquerra mondial, ma pocofarà. La rivalità è nei fatti. la geosia per il Meditrranocoinvolge lk’EuropadiBruxelles e di Berlino: dièdisattesa lapolitica per lo sviluppodel Mediterrano,sicontuina adinpoedui+ire lo sviluppodelkl0aAfrica. Matuttoavverrà comunque,perché nssunopuò sfidare le leggi naturakidekllastoria  dlklageografia.

Non resta che attendere: guardare ‘lo spoettacolo’. Ci sarà di che divertirsi. I morti e feriti saranno ben altri che non i popoli del vecchio mondo per ipotetica carenza di acqua e di risorse (Ah, ah, ah). Ce n’è a non finire ancora per secoli, praticannt per sempre. Perché quando venissero meno, non ce ne sarebb più necessità.Le risorse tradizionali sarebbero state già sostituite da altre. Peresempio: nuove fonti d’energia,nuov materioplatstiche di provenienza organica…

Tutta la logica di cui sentiamo mediaticamnte parlare è assolutamnte frutto di mera invenzione: un maligno giooco di fantasia, teso – al pari di tanti altri espedenti – a rallenatre la crescita invista di un mondo irregimentato, più controllabile, con una borghesia manageriale esigua ed un immenso proletariato di consumatori. E’ il chiaro disegno dei ‘cattivi del mondo’, i grandi banchieri che vogliono dominare l’econonia sotto il tallone – lo strapotere – della fiananza.

Germano Scargiali

Nota

Una serie di ‘simulacri’ servono a fuorviare l’attnzione generale. Dire che la mafia dei Riina e Provenzano sia ‘la vera mafia‘ è una panzana, un paravento per la mafia vera e propria, che non uccide (appartentemente, ma opera). Dire che i pericoli del mondo di oggi sono fenomeni come la ecomafia (fenomeno marginale), la carenza delle risorse (inesistente), peggio quella di acqua (assolutamente inesistente. l’acqua è ovunque), i mutamenti climatici (un’invenzione assoluta, del tutto ascientifica), il problema dei rifiuti (già risolto con i termovalorizzatori), le energie rinnovabili (sole e  vento servono a garantire la sopravvivnza all’uso indisensabile di petrolio, gas naturale, carbone, mentre le energie pulite sono idrogeno e nucleare) è un paravenbto davanti ai ‘reali problemi’. Primo fra tutti la grande nafia interrnazionale di stampo massonico e finanziario al livello di ‘The Goldman Sachs Group, Inc.

Nota 2

Espressioni da cui diffidare e perndre le distaanze: Nuovo Ordine mondiale, Nuovo Ordine, Neo Umanesimo, Nuova teologia… Sono ‘disgbni’ dietro cui si nacondono i mali peggiori del mondo di oggi: il culto – adorazione del Diavolo, il neopaganesimo, la ricompensa ‘statale’ del relativismo etico, il Gneder, la pederastia rinominata pedofilia e legalizzata, l’aborto (anche fino al nono mese), l’eutanasia…

 

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