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Melania ed altre donne: quanti guai per le infamie ‘sessiste’

Anche Melania Trump è stata oggetto di infamia sui social e in Tv. Il giornalista americano Alan Friedman l'ha indicata come la 'escort' di D.Trump.  Un eccesso di zelo nell'assecondare lamani stream che costerà caro al noto columnist. Certi svarioni il giornalismo non li perdona. Non li perdoina il pubblico...Anche Melania Trump è stata oggetto di infamia sui social e in Tv. Il giornalista americano Alan Friedman l'ha indicata come la 'escort' di D.Trump. Un eccesso di zelo nell'assecondare lamani stream che costerà caro al noto columnist. Certi svarioni il giornalismo non li perdona. Non li perdoina il pubblico...

C’è chi accompagna un coniuge a cogliere in flagrante l’altro a letto con l’amante. C’è il vigile che manda a casa la multa a chi è in auto in compagnia di una prostituta. Di pratiche inumane e scellerate son pieni i pozzi. L’ultima, una vicenda giunta sulle prime pagine dei quotidiani, in pieno civilissimo Piemonte…

Nel 2018 una maestra d’asilo del Torinese perse il posto di lavoro dopo la diffusione non voluta (da lei) di foto intime. Il Tribunale ha pronunciato due condanne.

Tre denunce per “revenge porn” si sono di conseguenza registrate nel Trapanese… Una condanna , di un anno e un mese di reclusione con la condizionale, alla direttrice dell’Istituto. L’altra, di un anno, per una delle mamme. La giovane insegnante si è costituita parte civile e ha ottenuto il diritto a un risarcimento e delle somme di denaro a titolo di provvisionale. Il tribunale ha anche inflitto 8 mesi a una collega dell’insegnante, mentre è stato assolto il marito di una delle mamme.

La maestra d’asilo, dopo la sentenza del Tribunale di Torino, ha affermato: “Quel che è fatto è fatto e il danno non si cancella. Ma almeno con questa sentenza è emersa la verità. Posso dire che è andata bene“.

Non ho ancora trovato lavoroha precisato la signorama il mio obiettivo è tornare a insegnare in un asilo, non provo rancore, non sono io che devo perdonarli, la mattina mi alzo e ho la coscienza pulita. Questa storia è stata raccontata fin troppo bene, senza molti dettagli, le scuse posso anche accettarle ma non me ne faccio niente“.

La direttrice dell’asilo, invece, ha commentato così: “Siamo tutti lupi cattivi di una storia mal raccontata…

Il Fatto

E’ il marzo 2018 l’insegnante, di circa 20 anni, raccontò che il ragazzo che frequentava all’epoca aveva inviato senza il suo consenso immagini intime di lei in una chat di amici e che in seguito, sparsasi la notizia, era stata costretta a firmare una lettera di dimissioni.

L’accusa ha sostenuto che nei suoi confronti ci fu una vera e propria “gogna scolastica”. L’uomo, assolto nel processo con rito abbreviato, girò le foto alla moglie mentre, secondo l’accusa, il collega condannato le inoltrò alla direttrice dell’istituto.

La maestra, quindi, fu spinta a rassegnare le dimissioni durante una riunione burrascosa in cui fu ‘additata e umiliata’ per avere fatto …certe cose. Nel procedimento parallelo, celebrato con il rito ordinario, per la preside erano stati chiesti 14 mesi e 12 per la madre di una bimba dell’asilo. L’amico cui la giovane insegnante mandò le immagini, pregandolo di non diffonderle, dopo l’apertura dell’indagine ha chiesto la messa alla prova.

 

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