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Termini Imerese, la bella addormentata, si risveglierà col nuovo porto

Uno spaccato del panorama da Termini alta a Termini bassa col porto (nascosto a sinistra) sul golfo che guarda Cefalù e le Eolie: apparizioni incantate, mete altrettanto fantastiche...Uno spaccato del panorama da Termini alta a Termini bassa col porto (nascosto a sinistra) sul golfo che guarda Cefalù e le Eolie: apparizioni incantate, mete altrettanto fantastiche...

Un nuovo porto turistico che nasce da un piano regolatore a vasto raggio (oltre un usuale PRP, Piano regolatore portuale che verrà stilato dopo) in preparazione presso il titolato Studio Sigma di Palermo, può cambiare la storia di Termini Imerese. Finalmente l’Autorità portuale di Palermo, anzi ‘di Sistema’ (Sistema portuale della Sicilia Occidentale), mette mano con vigore al cassetto della cassa, che è zeppo di fondi europei. Il porto palermitano è, infatti, sin dalla nascita dell’UE un ‘PORTO CORE’ dell’Unione (si pensi che Augusta, nata per essere la ‘porta d’Europa’ ha dovuto ‘brigare’ per divenirlo). Ciò concede a Palermo la precedenza assoluta e immediata sull’utilizzo dei vastissimi fondi destinati al piano di messa in rete dei trasporti continentali TEN-T (Trans Europe network transport) che regola i trasporti intermodali ‘mare, treno, gommato’. Grandi cose sono da attendersi al porto di Palermo. Di recente è stata inaugurata la nuova Stazione marittima, che era ancora come a Napoli, non unica fra le infrastrutture statali, quella del tempo del Fascismo (ospedali, scuole…)

Termini Imerese è una ‘piccola – grande’ città. Se fosse un individuo, si direbbe che è …un genio incompreso. Nel bel mezzo del percorso fra Palermo e Cefalù, a circa 30 Km dall’una e dall’altra, è soverchiata dalle due più note ‘rivali’. Al confronto, il turismo a Termini è …appena un optional. Un tempo era ‘la Città delle terme’, da cui il nome. Lo storico albergo, gestito distrattamente da Abano, langue con la sua architettura belle époque come un nobile decaduto. Per decenni, fino al dopoguerra, quartier generale della Targa Florio, Termini cedette quel ruolo a Cefalù nel periodo ‘clou’, che andò da Fangio, Moss, Collins, Von Trips, tutti, proprio tutti i campioni, persino Mario Andretti da Indianapolis, contro i divi di casa Taruffi, Castellotti, Musso, fino al siculo Vaccarella, per alcuni anni il più grande stradista del mondo…

Termini ha uno storico intellettuale in Giuseppe Patiri, paletnologo e studioso di storia orientale. Visse glianni del risorgimento e dell'Unità in odo attivo. Era un teen-ager al tempo dell'Unità Morì nel 1917 dopo aver vissutgo vari decenni nell'amata Italia Unita che servì da grande italiano.

Termini Imerese  ha uno storico intellettuale in Giuseppe Patiri, paletnologo e studioso di storia orientale. Visse gli anni del Risorgimento e dell’Unità, quand’era appena un ragazzo modo attivo. Era un teen-ager al tempo dell’Unità. Morì nel 1917 dopo aver vissutgo vari decenni nell’amata Italia Unita che servì da grande italiano.

Termini è una città che di storie da raccontare ne ha da vendere, percorsa anche da ‘fremiti culturali’ del tipo che solo in provincia si ha il tempo di coltivare. In Sicilia non è raro… Un giorno si prospettò di trasformare il grande golfo, che dal porto giunge fin quasi a Cefalù, in zona turistica lungo l’immensa spiaggia sabbiosa. Un sindaco d’allora, ricordato ancora come il fatidico ‘fesso’, preferìla zona industriale per ‘motivi di moralità’: donne discinte avrebbero invaso le vie cittadine: Incredibile! Di fatto l’industria lì non ha mai decollato, tranne l’artiuficiosa, seppur benefica per alcuni decenni, presenza diuno stabilimento Fiat, ormai da tempo in poenoso disarmo….

E’ facile sentir definire Termininiente di che’. Invece, la cittadina Imerese – dal fiume Imera che lambisce la colonia greco fenicia di Himera parzialmente oggetto di scavi e sede del più settentrionale dei templi siculo greci – ha letteralmente ‘di tutto’: una zona relativamente moderna, Termini Alta, e una modernissima su un nuovo versante, sempre nella parte alta. Termini Alta, nella zona che già storica, offre un belvedere che va dalla piazza del duomo e del Comune, lungo una falesia, in cui accoglie due discese verso …Termini Bassa, la metà più antica del centro abitato. Vi discende da due strade: la storica ‘Serpentina’ asfaltata, da dove un tempo facevano tradizionale passerella, pronte a prendere il via lungo il leggendario Circuito delle Madonie, le auto della Targa Florio.

Un’altra discesa, in ciottoli a secco di tipo mediterraneo, è una stradina da percorrere almeno una volta nella vita. Vi si incontra una chiesa con cupola rivestita in ceramica policroma, la Chiesa dell’Annunziata, e delle catacombe visitabili di Sant’Orsola, mentre si ammira il mare e l’antico caseggiato. Nelle catacombe giacciono resti mummificati in uno stato di semi abbandono che mozza il fiato e dà il metro del ‘troppo’ che abbiamo dalle nostre parti. Altrove chissà come valorizzerebbero il tutto… Si discende lungo questa magica via non prima di aver lasciato a destra il museo: uno scrigno che ospita la famosa Fiale d’oro, una larga coppa in lamina aurea di origine greca (II, IV secolo A.C.) proveniente dalla già nominata Himera e riscattata qualche anno fa dal Getty Museum, che a lungo l’aveva posseduta clandestinamente ed esposta. Fece notizia quando venne rivendicata con successo dal Comune termitano…

Fiale d'oro particolare OK Termini imerese 21407

Un notturno dal porto. A Termini esiste una comunità di diportisti, a motrore ed a vela. Trarranno grande vantaggioodal nuovo porto turistico, ma tutta klarea portuale, a terra ed a mare sarà integralmente rifatta in chiave moderna, ricca di servizi espazi anche ameni destinati ad un gradevolesoggiornoin porto.

Un notturno dal porto. In alto la ‘magica’ Fiale d’oro d’inestimabile grande valore antiquario. A sinistra altre vedute dal Panorama. A Termini esiste una comunità di diportisti, a motore ed a vela. Trarranno grande vantaggio dal nuovo porto turistico, ma Termini diventerà ‘meta eletta’, quando – fra podo –  tutta l’area portuale, a terra ed a mare, sarà integralmente rifatta in chiave moderna, ricca di servizi e spazi anche ameni, destinati ad un gradevole soggiorno in porto nel rispetto della natura e della tradizione. Il porto, come quellopiù grande di Palermo, mantiene le sue tre vocazioni: commerciale, turistico e peschereccio. I lavori a Termini sono attualemnte il più+vistoso investimento da parte dell’Autorità di Sistema portuale sotto la governace del porto di Palermo. Trattasi diunporto da sempre riconosciuto come CORE dall’Unione europea. Come tale super finanziato per innovazioni, ampliaentirifacimenti che possono riguardare anche Trapani e porto Empedocle. Sesi considera la prsenza di Augusta, massimoporto naturale d’europa, la portuiaità può considerarsi la chiave di volta dello sviluppo dell’Isola. “Vi lascio tanto, ma soprattutto ciò cheavevate: la posizione in Medityerraneo”: qste furono fra le uiltim parole di Federico II uno degliuomini chepiù amarono l’Isola fondatore di Augusta che chiamò Augusta come Augusto (lo era lui come inìmperatore=

Tutto il costone che da Termini Alta scende a Termini Bassa è perfettamente esposto al sorgere del sole. E’ lì che i cavernicoli si stabilirono in epoca remotissima. Il sole la mattina illuminava le loro grotte fino in fondo e guardavano il mare dove speravano già di prendere qualche pesce, come avviene tuttora: freschissimo, al mercato ogni mattina, tanto pesce azzurro, ma anche di scoglio…

Termini ha scavi latini, un anfiteatro, un doppio belvedere (verso est e verso ovest) un acquedotto medievale o tardo romano e un panorama su un gran golfo che termina al monte di Cefalù ed è dominato dal San Calogero, una montagna di quasi 1000 metri a ridosso del mare, meta di escursioni a piedi. Lì presso, a Sciara ed a Cerda si coltivano carciofi (spinosi) dall’eccellente profumo, oggetto di sagre stagionali.

Il porto turistico, che si prevede ultramoderno e capiente, destinato aconviverecon quello commerciale e quello peschereccio, potrebbe certamente ‘sdoganareTermini dal suo impasse storico’, appena interrotto dalla sfilata dei carri di Carnevale (la più antica dell’Isola). Tale impasse è culminato in anni recenti con la chiusura definitiva dello stabilimento Fiat che aveva portato ad anni di benessere, sia direttamente per operai e impiegati, sia per un rilevante indotto…

Né la Regione, né il governo centrale hanno saputo offrire inmodo allettante il sito e motivare una nuova impresa industriale, nonostante i reiterati tentativi… Probabilmente la sola cosa che possa riscattare Termini, senza incorrere nel timore della presenza mafiosa e massonica, è un’imprenditoria frammentata, del tipo ‘paese albergo, o diviso fra i gestori delle attività che faranno da satellite al nuovo porto….

Un tempo il porto ebbe un’attività fiorente, perché vi si imbarcavano lo zolfo, il salgemma e il sommacco (arbusto semi-selvatico con le cui foglie si conciavano le pelli).

Oggi Termini fa da ‘spalla’ al porto di Palermo per l’arrivo e le partenze di grandi traghetti per il Continente e vi fa già ‘capolino’ qualche nave crociera. I fortunati turisti ‘mordi e fuggi’ hanno, già, la possibilità di ammirare in 24 ore qualcuna delle attrattive dei luoghi…

Termini Imerese ha, senza alcun dubbio, i numeri per diventare una ‘scoperta’ del turismo nazionale e internazionale. Si direbbe che ‘è pronta’ …al decollo.

Anche la gastronomia vanta le sue specialità: a parte i carciofi e il pesce fresco, le popolari ‘panelle’ si dice siano più buone che a Palermo, i gelatialla siciliana’ (meno cremosi, più dissetanti), sono una specialità… Il gusto di limone è eccelso, quando non si può avere il gelato di cedro (i frutti sono il vanto della vicina Trabia, la città che, si dice, inventò la pasta, anzi i maccheroni).

Ma bisogna vedere per credere, purché si abbiano ‘gli occhi per guardare’: Termini è sostanzialmente adagiata su un anfiteatro sul mare. E’ come una gran bella donna. Passeggiare sulla lunga piazza del belvedere, che dal Duomo con la casa comunale e il museo giunge fin sopra la serpentina, è come guardare attraverso gli occhi di questa ineffabile dea: lì c’è il mare dei Fenici, dei Greci e dei Romani, sembra di sentire le grida dei marinai in manovra, su un orizzonte in cui appaiono una dopo l’altra le sagome intriganti del monte di Cefalù e delle ‘sette ninfee’, le sette sorelle Eolie: Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli.

Se l’Italia è una continua scoperta, la Sicilia certamente stupisce. E’ l’Isola in cui le Terme si sprecano e si lasciano in disuso nei boschi inselvatichiti. E’ la regione con più biodiversità, che ha più vino che acqua, con tante rovine storiche che neppure i siciliani le hanno visitato tutte.

La terra è detta ballerina’: il rombo del vulcano sembra sentirlo anche quando non c’è. Termini Imerese ne rappresenta idealmente un baricentro. Uno di quelli …possibili. C’è proprio da ‘tifare’ per il nuovo porto: che risvegli, dopo tanto sonno, …la bella addormentata.

Germano Scargiali

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