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Pasqua: una riflessione non tutta dolce non tutta amara

Madonna in Corso Vittorio Emanuele. Le manifestazioni di fede e d'amore del popolo palermitano per l'Addolorata  commuovono, sollecitando la nostra fede 'colta' ad una più spontanea, quella cui certamente allude Gesù nel discoso della Montagna. Quest'anno pare che il Covid ci priverà anche di questo: non ci sono mascherine che tengano. Lagente si assiepa per vedere passare la mamma di Gesù piangente più da vicino, per condividere con Lei il dolore e il sacrificio. Sarà poi lenito dalla Resurrezione: un concetto difficile. E' ben più certo che, in quel momento, una vera mamma ha perso in modo orrendo il suo vero Figlio. E noi diciamo: è Colui che, di sicuro, tante belle e buone cose ci ha insegnato, fra cui il coraggio, la forza di morire per un ideale e tutto ciò lo ha fatto e ci è stato narrato poeticamente. Leggiamo la poesia del Vangelo ed anche quella delle altre Sacre scritture. E ricordiamo che l'uomo Gesù non fuggì davanti alla Croce. Avrebbe potuto e saputo farlo: era certamente più cheun un 'magician' per dirla all'inglese. Ma solo morendo così ha fondato una religione. Con evidenza, la più grande. Per chi scrive 'la sola'. Per le altre solo ilrispetto.Madonna in Corso Vittorio Emanuele. Le manifestazioni di fede e d'amore del popolo palermitano per l'Addolorata commuovono, sollecitando la nostra fede 'colta' ad una più spontanea, quella cui certamente allude Gesù nel discoso della Montagna. Quest'anno pare che il Covid ci priverà anche di questo: non ci sono mascherine che tengano. Lagente si assiepa per vedere passare la mamma di Gesù piangente più da vicino, per condividere con Lei il dolore e il sacrificio. Sarà poi lenito dalla Resurrezione: un concetto difficile. E' ben più certo che, in quel momento, una vera mamma ha perso in modo orrendo il suo vero Figlio. E noi diciamo: è Colui che, di sicuro, tante belle e buone cose ci ha insegnato, fra cui il coraggio, la forza di morire per un ideale e tutto ciò lo ha fatto e ci è stato narrato poeticamente. Leggiamo la poesia del Vangelo ed anche quella delle altre Sacre scritture. E ricordiamo che l'uomo Gesù non fuggì davanti alla Croce. Avrebbe potuto e saputo farlo: era certamente più cheun un 'magician' per dirla all'inglese. Ma solo morendo così ha fondato una religione. Con evidenza, la più grande. Per chi scrive 'la sola'. Per le altre solo ilrispetto.

Il Cristianesimoci diceva il docente di Lettere, ed era un prete al liceo classico stataleè immortale. Nessuno, nonostante certi episodi contingenti, lo sconfiggerà mai. E col tempo vincerà il confronto con la storia”.

Il Cristianesimo era per lui – correttamente e chiaramente – l’insieme della grande assemblea dei credenti di tutto il mondo, laici e prelati. Più un patrimonio di scritti, memorie e tradizioni entrati nel costume del mondo…

Non dimentichiamo che gli anni si contano dalla nascita di Cristo, nonostante casi di calendari particolari senza risonanza mondiale. Né dimentichiamo le parole che Benedetto Croce trasfuse – con spirito laico – nel saggio “Perché non possiamo non dirci cristiani”. Fra tutte, queste sue brevi parole: “…‘Gli uomini, gli eroi, i geni’ che vissero prima dell’avvento del Cristianesimo ‘compirono azioni stupende, opere bellissime, e ci trasmisero un ricchissimo tesoro di forme, di pensiero, di esperienze’ ma in tutti essi mancava quel valore che oggi è presente in tutti noi e che solo il Cristianesimo ha dato all’uomo”.

Come abbiamo già scritto di recente, la supremazia del Cristianesimo, specie cattolico, si vede dai suoi nemici. E Gesù lo aveva detto chiaro: vi perseguiteranno… E’ la religione per eccellenza, quella che gli atei piùcontestano, ma è quella che da sempre e tutt’oggi vanta più conversioni sia anche nei territori ‘terzi’.

Tornando al mio vecchio professore di latino, era chiaro per lui – oggi diremmo ‘già allora’ – come il Cristianesimo non fosse, insomma, il Vaticano. Tanto meno – scusate – lo è oggi: troppi scandali si sono susseguiti. Sembra quasi che – in modo assolutamente inatteso – siamo tornati ai tempi dei ‘papi Borgia’, degli antipapa e simili. Tempi che sembravano addirittura ridicoli, ormai, anticaglie da dimenticare…

Se oggi si è fatto di peggio o se così non è potrà dirlo solo il futuro. Anche fra breve. Ma scusate questo piccolo sfogo…

Sarò ‘troppo all’antica’ come cristiano, se l’altro giorno ho leccato in terra bagnandomi la mano e rileccandola dove il prete aveva fatto cadere l’ostia consacrata… Avevo visto chinarsi e farlo direttamente da un altro professore: il prete di religione in persona.

Di più: l’ho fatto in spregio al Covid dopo che ‘il celebrante’ s’era lamentato che avesse la chiesa mezza vuota per il Covid condannando la paura. Non sono certo un eroe: so bene che i virus non possono essere né volatili nell’aria in generale come vuol far credere certo allarmismo anche di ‘buona’ fonte, né per terra a meno che non vi sia uno sputo, proprio lì …sotto l’altare.

Ma ciò che voglio dire è che, poco a poco, mi rendo conto che ‘la Chiesa che trovo in chiesa’ non sia più la stessa dal tempo del concilio Vaticano II, della sua conclusione ad opera di Paolo VI, che sugellò l’opera del …famoso Papa Giovanni. Per esempio, la Domenica delle Palme andavo a messa con mamma, ancor prima persino con le mie nonne,e poi ancora permolti anni era ‘uina parentesi festosa’ prima della settimana di passione. Da qualche anno, Gesù è già morto o quasi entrando a Gerusalemme. Boh! I ramoscelli d’olivo stanno lì di lato, sembrano incastigo, tristi e dimenticati. Delle palme, nella gran chiesa di San Giuseppe, raggiunta circuenndo i divieti del Sindaco Orlando, neppure una tracciaGesù, sulla croce più che mai, l’hanno fatto morire prima.

Vedete, il fatto che la Chiesasiamo noiè oggi un concetto  più importante – stavo per dire più utile – che mai.

Ci aiuta a fare ciò che il cattolicesimo ufficiale non ama: parlare con Nostro Signore. Pregare così, anche nell’azione quotidiana. Ma è’ chiarissimo, lo era dal tempo dei cosiddetti (sommariamente) ‘Papa Borgia’: gli uomini peccano. Tutti. Papi compresi, che hanno il …loro confessore.

Nostro Signore è lì. Li ascolta e parla con cuascuno.

Il cattolicesimo – che personalmente considero non solo la mia religione, ma l’unica possibile – non ama questo concetto? Ma certo che no! E’ ben noto che vieta la ‘libera interpretazione’, ma vi racconto un aneddoto.

…Ad un recente convegno ‘mi permisi’ di esprimere il seguente concetto, un’idea che mi accompagna da alcuni anni. Qualcuno, quando l’ho espressa, mi ha detto persino un inatteso ‘grazie’:

“Dio parla con tutti noi, credenti o meno, quasi certamente anche con i non cristiani. I santi riconoscono chiaramente la sua voce. Altri la ascoltano e ne capiscono la provenienza. In altri si traduce in quel generico ma riconoscibile sentimento di giustizia e di morale che troviamo nei cosiddetti laici, negli agnostici, negli atei veri e propri,appunto nei non cristiani nel sensopiù ampio…

Cavolo! Non ci crederete! Il convegno era condotto da un teologo venuto ‘fresco fresco’ da Roma Caput Mundi

Neanche fossi un nuovo Giordano Bruno! “…Lei vuole fare a meno della Chiesa! Lei sventola un concetto pericoloso! Così tutti crederanno (o potrebbero credere, non so come disse, perché ero annichilito) di poter parlare con Dio trascurando la voce di chi la religione la capisce e la spiega!”

Potrei fermarmi qui. Con un americano ‘no comment’. …Importante fu il ‘teologo’ e chi lo invitò! Ma un teologo non è – forse – anche un filosofo?

Perché in filosofia, adesso, la domanda è questa: “può un filosofo creare una tale barriera ideologica fra una qualunque dottrina, sia anch’essa religiosa, e chi la pratica, la pensa, deve condividerla?”

Vogliono rinnovare il cattolicesimo? In giro per Roma in quei giorni dopo la conclusione del Concilio circolava una barzelletta ovviamente blasfema (Roma, si sa, è piena di Cola di Rienzo) per cui gli alti prelati uscivano dal Concilio, dicendo assorti che molte cose erano in effetti cambiate e buttavano giù un paio di bestemmie…

Ma che cosa è pregare, se non parlare direttamente con Nostro Signore e, per chi vuole, con la Madonna e i Santi? E il teologo mandato da Roma ‘questo’ non lo sa? Devo chidere il permesso a lui?

Cambiano le parole del Padre Nostro dopo aver sostenuto per secoli che erano state dettate da Gesù in persona. Le cambiano dimostrando di non aver letto niente di Chomsky e De Saussure, che non erano cristiani per quel che mi risulta, ma studiosi di linguistica. Addurre è lo stesso etimo di condurre e dedurre. Il linguaggio non segue una logica ‘strettissima’, ma corrisponde ad un variegato contesto di carattere psicologico, morale e soprattutto situazionale. E come hanno fatto con il latino con quel ‘…nec inducas nos in tentationem? L’hanno cambiato dopo duemila anni? 

Ancora più assurdo è quell’anche (come anche noi perdoniamo…), quasi che il Dio Redentore, della remissione dei peccati …potesse ‘Non’ perdonare: …anche Tu, Signore, lo fai e noi ti imitiamo. Ma è logico, è scontato che Lui lo faccia! Le altre religioni ci criticano per la nostra remissione dei peccati, il perdono, l’assoluzione, concetti pur sublimi (e anche difficili) come la tolleranza…

Sia chiaro: quell’anche è messo davanti a ‘noi’, ma non può che riferisi al fatto che riconosciamo – cioè precisiamo –  che ‘anche Dio lo fa’. Mentre prima poteva sembrare che noi rimettessimo i debiti ai debitori e invitassimo Lui a fare altrettanto. Quasi che – dicendo in quel modo tradizionale – rischiasse di non rimmetere i debiti.  Ridicolo, assurdo, contro ogni logica. Anche qui, per il contesto, i presupposti e lecircostnze il concetto era già chiarissimo, acclarato! E vai a cambiare il padre Nostrodopo aver ipetuto e lo ripeti che è…comne Gesù stesso ci ha insegnato? …Ma questi sono da ricovero! Ebene:mi sono meso adirlo in latino con quel ‘nec inducas‘ ch signica per me da sempre ‘non mi condurre’, cioè non imi fare imbattere contro la tentazione peché potrei ben cedere, purtroppo.

Cavolo! Il Cardinal Martini, quello dell’eutanasia, ha detto che la Chiesa è indietro di 200 anni (mah!) e io voglio portarla indietro di 2000 anni”

Bestemmio, bestemmio, bestemmio: ne sono certo: dovrò confessarmi di questo!

Ma io mi interesso ancora di Abramo, Isacco, Rebecca, Sarah, per non dire che leggo quanto disse Isaia. Andrò all’inferno!

Germano Scagiali

 

Nota

Don Minutella, da poco, a Bergoglio: “…il peggior nemico del cattolicesimo romano”. Minutella non è certo il solo. Sarà perché gli amici celgo ma 8 – 9 mici su 10 la pensano come lui.

Abbiamo eviatto di accennare ai fatti di Marcinkus ed agli ‘strani’ Papi Santi …dell’ultima genrazione: uno, due, tre. Mamma mia! Mancavano di un caratteristica non trascurabile per un cristiano: la fedeParlavano tutti cento volte più del male nel mondo che non del tanto bene che un cristiano vede intoirno a sé.

Fermo restando che il cammino verso il difficile traguardo postoci da Dio e personalmente da Gesù Cristo (siamo cristiani in quanto suoi proseliti) è ancora lontano, molto lontano: un cammino da pecorrere fra tante difficoltà, cercando di limitare il Male dentro gabbie sempre più piccole‘  per porre un freno a tutto ciò con cui ci perseguita. Prende forma dal Male che purtroppo circola in questo universo meraviglioso in cui Dio ci ha donato ‘vivere vedendo e conoscendo’: il peccato, l’ingoranza, l’errore, la malattia e la catastrofe.

Contro queste 4 manifstazioni – che sono come degli errori rimasti nell’universo che conosciamo – l’umanità, ascoltando la parola di Dio, crea da sempre rimedi che sono personali ma anche sempre più istituzionali. Incluso quell’apparato religioso ufficiale che abbiamo criticato, ma che in larga misura comunque ‘funziona’ (il male è dappertutto e non può non annidarsi anche lì, anzi…). Sarà forse quel cammino verso una vittoria finale. Sarebbe meravigloso!

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SIGNORI MIEI: L’HO SCRITTO ALLE SEI EDEL MATTINO E ALLE 6 30‘ AVEVO GIA’ I PRIMI 30LETTORI. IO SONO MATTO MA VOI SIETE PIU’ MATTI DI ME. GRAZIE, COMUNQUE!

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