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La Via Crucis firmata Bergoglio: niente proselitismo, lasciate chi crede ad altro al suo destino!

6 delle 14 Stazioni della VIa Cruci6 delle 14 Stazioni della VIa Cruci

Una Via Crucis sui generis quella cui abbiamo assistito ieri in San Pietro. Non per il vuoto di pubblico cui la pandemia ci ha abituato, ma per lo svolgersi non itinerante, tutto parlato: parole, parole. Ben diversa da quella svoltasi in Gerusalemme – vista stamane in Tv – con i fedeli in salita dietro il crocefisso lungo le stazioni…

Infatti la Via Crucis (Via della Croce) è nata dal desiderio di ripercorrere spiritualmente insieme a Gesù la via che l’ha condotto dal pretorio di Pilato al sepolcro. Le ‘14 Stazioni’ sono 14 episodi presi dal Vangelo. Essi vengono commentati con citazioni dai testi biblici, meditazione personale e di amore riconoscente per Gesù.

Tutto si è svolto a Roma in piazza San Pietro (come nel 2020) in modo differente dalla tradizione – tanto per cambiare – mentre il  programma notturno in Tv ha proceduto come fosse un lungo programma pubblicitario su Bergoglio e …sui vaccini. Tutto zeppo di ovvietà sui triti problemi del mondo di oggi nella forma più stereotipata possibile: la mafia, la fame nel mondo, l’inquinamento… Ripetizione analitica di osservazioni sul già visto. Nessuna proposta, nessun ‘a fondo’ in direzione delle vere responsabilità e dei veri responsabili.

Il programma sembrava rivolto ai giovanissimi, ma l’ora notturna fa ritenere che ben pochi di essi fossero in ascolto. Piuttosto, a questo punto, era rivolto ad ‘un gruppo di bambini vestiti da cretini o qualche cretibo vesto dabambino‘? Ci perdonino i Boy Scout di Foligno, in piena regione storicamente ‘rossa’. Perché da cretini venivamo trattati noi che – per curiosità o masochismo – eravamo collegati fin oltre la mezzanotte su Rai 1. …E continuavamno a guardare e sentire per vedere fino a che punto giungesse la ‘diretta notturna’. La diretta del nulla, perché la Via Crucis non c’era, ma veniva raccontata come se ci fosse. Va bene il virus, ma… Ma un Gesù con la croce, una Madonna, una Veronica ben distanziati, un Giuseppe d’Arimatea… Ma che ci voleva? Niente!

Da dove cominciare per entrare nel vivo?

Bergoglio affronta il problema del male. E’ il suo ‘ponte dell’asino’. Torna sulla topica relativa alla risposta fornita al bimbo che gli chiese come mai i bambini (senza colpa) soffrono o muoiono. Bergoglio ritorna proprio sul tema dei bimbi, come se fossero i soli a soffrire e morire senza colpa e non vi fossero tanti malati e tanti che finiscono uccisi da azioni criminali, incidenti casuali o catastrofi naturali di cui non hanno nessuna colpa. Per spiegare perché muoiono i bambini Bergoglio stavolta ‘si rifugia’ nel concetto di libertà, a lui caro. Lo fa diffondendosi in mille parole su tale concetto. Sì, è bellissimo (?): il Signore non solo ci ha creati ma ci ha fatto anche liberi di fare bene o di sbagliare. Dunque i bimbi’ muoiono perché sono liberi di farlo, di prendersi un tumore, di finire con la fatidica tegola in testa? Ma questa è ancor più bella: ‘i bambini muoiono perché sono liberi di farlo’.

Nella sostanza Bergoglio scopre per l’ennesima volta la propria mentalità platonica. Il grande filosofo ateniese – Platone – eredita da Parmenide e Zenone di Elea (greci dell’Italia tirrenica) l’idea che un Dio perfetto può aver creato solo un mondo perfetto. Platone stesso da vecchio e, in seguito, il suo epigono Agostino (filosofo e santo di Tagaste, cives romanus) compresero l’immoralità sostanziale di tale convinzione: quale sarebbe stato il ruolo dell’umanità in un mondo già perfetto? Perché essere saggi e non peccare?

E’ di evidenza immediata, invece, come il male sia presente in natura (nel mondo), come esso sia il ‘nemico di Dio’. Se non fosse esistito, neppure gli angeli trasformati in diavoli avrebbero potuto ‘abbracciarlo’, sceglierlo. Neppure Adamo. Ma, a prescindere: se nell’individuo il male si presenta sotto forma di peccato, errore, ignoranza, nella natura si presenta sotto forma di malattia di catastrofe: sono dei momenti in cui l’individuo soffre ed anche muore innocente. Non perché è libero, bensì perché colpito al male (Covid-19).

Nel corso dei secoli i platonici hanno giustificato malattie e disgrazie anche come una punizione del Cielo’ su questa terra, rispolverando concetti sia del vecchio testamento, sia tipici di vere e proprie superstizioni.

Siamo – come è evidente – su false piste.

Sappiamo come i libri sacri e la tradizione chiariscano che l’umanità, vista come somma di individui (non come gruppi sociali) sia gratificata da Dio anche perché viene da Lui chiamata come alleata contro il Male. E’ questa la volontà di Dio: che l’uomo vinca nel corso della storia, anche con il suo aiuto, il confronto contro il male simbolicamente personificato all’intorno dagli angeli ribelli. Da qui non c’è da meravigliarsi di tutti i guai umani e della sofferenza e delle morti precoci da parte di bimbi, giovani e vecchi. Sono evidenti aggressioni del Male che sulla terra è ben rappresentato da un’eruzione improvvisa e nello spazio siderale dallo scontro fra astri come l’asteroide che colpì con gravi conseguenze la terrae quello che potrebbe colpirla ancora…

No, non è bello seguire il poetico, ma deleterio Platone che del messaggio del Cristo non poteva conoscere – per motivi di spazioe di tempo – neppure una parola. Si dà il caso che siamo cristiani, cioè seguaci di Gesù Cristo e obbedienti ai suoi insegnamenti. Il Gesù dei Vangeli ci mostra bene come il male sia fra noi, quando Egli stesso viene sottoposto a subdole tentazioni. Il male è lì duro come la roccia, astuto e tentattore come il serpente di Adamo e, quando ci colpisce moralmente e soprattuitto fisicamente, mette a rischio la nostra fede. Ma c’è chi ne esce rafforzato: il Male si può sempre – almeno moralmente – sconfiggere. Anche quando sembra ci abbia ‘stesi’. Molte conversioni e atti ed episodi di intensa fede si sono verificati in città come Mossul (Siria) nel corso delle atrocità commesse dai messi dello Stato islamico…

La trasmissione notturna in Tv procede fra un linguaggio spesso troppo aulico e poi a tratti scadente, come destinato volutamente a delle ‘mezze calze’ del pensiero …così per farsi capire. Mah!

Fra un volo pindarico ed una ‘nozioncina’ per scolaretti il discorso va avanti con altri veri e propri ‘spot’ tutti pro Bergoglio e la sua figura.

Si passa al dovere di’ ‘tutti noi’ a partire dai bambini di considerare chi ha fame nel mondo. Niente responsabilità in alto loco! Niente considerazione per le sofferenze immateriali, cioè morali, del prossimo, quello vicino (the next, la porta accanto), come dice la parola stessa. E niente sul ‘tanto di bello’ (mai la bontà, solo la cattiveria) che ci circonda, né sulbrutto banale’, quello su cui possiamo realmente intervenire i persona. Il linguaggio è sostanzialmente inumano: tutto è astratto e lontano. Ma le responsabilità sono sempre ‘nostre’. Tutto il male dipende …dalla mentalità che abbiamo!

Laddove, invece, vi sono colpe in alto, ben riconoscibili, in parte pesino riconosciute, ma qui non menzionate, taciute, proprio come avviene sulla main stream mediatica.Dobbiamo accogliere i profughi, non già preoccuparci del loro sottosviluppo, dei motivi, o dei possibili rimedi! E ricordarci – dice uno dalla platea – di quando lo eravamo ‘noi’. E qui applausi…

Ovvietà dopo ovvietà, nel valzer del già visto – come dicevamo – si innesta l’immancabile problema dell’inquinamento. In testa il è mare (in realtà siamo, piuttosto, a zero nel suo sfruttamento, economia in blu). Dipenderebbe dalla plastica che ’sempre noi’ gettiamo mare. Ma quanta ne possiamo gettare? Quante occasioni avremo di evitarlo?

La realtà superiore è che il Mediterraneo, col raddoppio di Suez e l’arrivo dai Dardannelli sta divenendo (tornandoad esser dopo 500 anni) il centro dei traffici mondialiest – ovest”, cioè sta assorbendo da quasi il 40% dei traffici di già 20 anni fa, fino al 70% almeno. Questo è il problema.

L’enorme traffico comporterà una escalation economica, ma difficilmente avrà caratteristiche di compatibilità come oggi si vuole.

Sull’Africa sono le guerre alimentate dagli Usa (Biden in testa) che non vogliono molare il Mare Nostrum e la realtà mediterranea ‘allargata’ scatenano da anni guerre in tutta l’area a partire dal Medioriente…

Si costruiscono armi e i vendono? Anche in Italia? Ebbene è inutile – come fa Bergoglio – rimproverare solo chi le costruisce in un’economia di mercato. E’ chi fa le guerre, chi le provoca, non chi fa le armi che comincia ad uccidere, il primo e vero responsabile. Ma accusarlo diventerebbe un rischio. E chi di noi non ne conosce – ormai – nome e cognome?

Il problema del mondo – secondo la logica della cerimonia ben poco mistica di stanotte – sarebbe ancora maltusianamente ‘la carenza di risorse’. E’ una vera follia!

Da tempo si produce di tutto in quantità sovrabbondanti, si distrugge di tutto per mantenere il prezzo, per non mettere in ginocchio il mercato. Il problema è, insomma, anche qui l’opposto – semmai – di quello che si dice. Così anche su questo punto la versione di stanotte ‘fa il gioco’ della main stream mediatica, che è al servizio proprio di chi produce ‘all’ingrosso’, in modo globalizzato e distribuisce tramite organizzazioni come la GDO (Grande distribuzione organizzata).

Bergoglio torna sul concetto ‘trito e ritrito, fra quelli a lui più cari. Elementare: la ricchezza nel mondo è concentrata nelle mani di pochi. La sua visione dei problemi è sempre quella statica di Parmenide, non quella dinamica di Eraclito, che la storia – specie la più moderna – ha dimostrato corretta: la ricchezza non è qualcosa di ‘dato’, non è contenuta in un forziere a può – pertanto – venir divisa con un mero atto di volontà. Chi ci ha provato ha fatto peggio: l’ha distrutta… La ricchezza è – oggi più che mai – una realtà assolutamente dinamica, per dirlo on una battuta ‘sa dove andare’. Va dove deve andare, da chi ha saputo farla giungere in sua mano. Che dietro vi siano manipolazioni da mascherare siamo i primi a sostenerlo: il male è proprio lì, l’abbiamo detto, ma bisogna snidarlo, indovinare quale si e dove sia.

Inutile ‘apostrofarlo’! Lo scandalo è che all’abbondanza della produzione non corrisponda un’adeguata distribuzione del ‘necessario’, della chance di crescita. Questa oggi viene negata sempre più non solo ai poveri, ma anche ai rappresentanti della classe media, ridotta sempre più vicina al proletariato. Dopo che, invece era quest’ultimo che stava salendo i gradini verso la borghesia.

Ciò avviene – lo ripetiamo – perché  ‘vendendo il necessario’  a livello globalizzato (peggio mondializzato) si realizzano comunque ‘numeri mastodontici’, mentre quel che meno conviene ai massimi livelli è di generalizzare la possibilità di crescita col rischio di vedersi accanto nuovi concorrenti, allargando la base della produzione. Tutto il resto, la carenza di risorse naturali, di acqua, di energia, la necessità di produrla dal vento e dal sole, quella di intervenire sulla natura sono espedienti che solo in pochi possono permettersi sono tute mere invenzione. E la fonte è unica. Dire il contrario, cioè allinearsi ai tali ‘potenti, significa ‘connivenza’. Criticare genericamente senza entrare con il bisturi in ‘corpore vili’ è mera ‘letteratura’. Usiamo un termine fuori moda: demagogia.

Bergoglio raccomanda: “mai fare proselitismo!” Ignora l’ultimo commiato da parte di Gesù risorto ai 12 Apostaoli: “andate in giro per il mondo e convertite tutti. Una raccomandazione che ogni buon cristiano deve far propria. Da qui l’ecumenismo (da ecumé, casa in greco). In sostanza: “…Fate giungere il Cristianesimo ovunque vi sia una casa, …una famiglia”.

La copertina di Newsweek che un paio di ni fa si chiede sarcasticamente se Bergoglio sia cattolico

La copertina di Newsweek che un paio di ni fa si chiede sarcasticamente se Bergoglio sia cattolico

Ma c’è molto di più: da cristiani siamo convinti che chi non è battezzato non si salva. Peer noi l’atto di bontà è convertire e battezzare. O no? Come tirarsi indietro davanti ad un tale dovere:apostolato ed anche con coraggio!Chiediamolo a chi ‘crede’.Leggiamo Don Milani!

E’ ovvio che non bisogna farlo con arroganza, ma rispettando il pensiero degli altri. Basti dire che bisogna fare anche questo, come tutto il resto, con …amore.     

Di falsità in falsità, d’errore in errore la notte giunge a termine. Povero Gesù, salito frattanto, in Croce. Ce n’eravamo quasi dimenticati. In compenso ci è rimasto impresso Bergoglio. A ciascuno a modo proprio!

Germano Scargiali

Nota

Finzione o realtà. O meglio, la realtà supera la fantasia quando Monsignor Galatino, (Don Nunzio Galatino) fresco di una nuova carica in Vaticano ha esortato lettori e ascoltatori a “…non credere alle tante ‘parole di circostanza’ dei …soliti noti”.

Un paradosso bello e buono: “…guarda da che pulpito viene la predica”. E, quando dico pulpito, so quel che dico! 

Nota 2

Chi ci legge sa benissimo che non è la fede in Gesù che ci manca, né vacilla di fronte alle delusioni che ci fornisce il Vaticano (come dobbiamo chiamarle). Anche se la nostra stessa fede non è tale da ‘soddisfarci’. Abbiamo preparato la pasqua con uno dei consueti articoli, come facciamo per Natale. Iniziando con lo specificare che la Santa Chiesa si compone di milioni di fedeli e si completa con il suo clero. Il cattolicesimo ha un clero come lo hanno tutte le altre religioni della storia. Il clero è fatto di uomini, migliori e peggiori. Bello e significativo è il momento della S.Messa in cui suonano le parole: “non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa!”

La realtà è che gli ultimi pontificati, sono stati per molti versi tutti deludenti per i cattolici più ferventi e quelli che conoscono meglio sia le sacre scritture, sia la loro interpretazione, sia l’intimo senso della fede cristiana, la quale per un cattolico non può essere altro che ‘cattolica’. Sano o meno qui papi stati santificati. La nostra è una religione rivelata. Lo è e lo pretende. Se la si abbraccia bisogna professarla in toto… Portandosi appresso – come avviene – quei dubbi, quei tentennamenti che la fede comporta di regola. Anche San Francesco chiedeva al Signore: …dammi fede certa, dammi fede forte. E Madre Teresa si disperava negli ultimi tempi della propria vita dei tentennamenti e dei dubbi che sentiva nel proprio animo… 

Ecco una delle preghiere di San Francesco in cui in cui esprime la richiesta al Signore di ‘maggior fede’…

PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta, speranza certa e carità perfecta,
senno e cognoscemento, Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento. Amen

(Francesco d’Assisi)

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Nella sua ultima enciclica “Fratelli tutti”, pubblicata il 3 ottobre, Papa Francesco ha espresso apertis verbis in chiave assolutamente inedita un’idea di fratellanza universale, come legame che unisce tutti gli esseri umani, al di là della loro fede, ideologia, colore della pelle, estrazione sociale, lingua, cultura e nazione. Si tratta di un pensiero che è vicino agli ideali che costituiscono fin dalle origini le fondamenta stesse della Massoneria..

Nella sua ultima enciclica “Fratelli tutti”, pubblicata il 3 ottobre, Papa Francesco ha espresso apertis verbis in chiave assolutamente inedita un’idea di fratellanza universale, come legame che unisce tutti gli esseri umani, al di là della loro fede, ideologia, colore della pelle, estrazione sociale, lingua, cultura e nazione. Si tratta di un pensiero che è vicino agli ideali che costituiscono fin dalle origini le fondamenta stesse della Massoneria..

La Massoneria è da sempre la nemica giurata del Critiansimo e del Cattolicesimo in particiolare. Propugnando una ‘deità’ generica, adattabile a tutte le fedi, nega sostanzialmente al Cristianesimo i suoi principali dogmi basati sulla ‘Rivelazione’, i suoi principi di ‘religione unica’ come il Dio unico in cui crede (…non avrai altro Dio all’infuoi di Me).

Fondamentale è l’errato concetto di ‘ecumenismo’ propugnato dalla Massoneria: consisterebbe nella fraetellanza far tutte le fedi. L’ecumenismo è la violontà dei cristiani, dettata da Gesù Crist agli apostoli, di 0’fare apostolato’: convertire, portare il Cristianesimo ‘ovunqe vi sia una casa’ (ocumé in greco).

Ecco, invece, un’altra sorprendente (o scandalosa) manifestazione degli ideali condivisi tra i massoni e Francesco I. Questa volta è stato il capo della Gran Loggia d’Italia a scrivere a Francesco proponendogli un’unione più stretta dato che egli è convinto che la Massoneria e la Chiesa conciliare perseguano gli stessi scopi. Questo documento la dice lunga sull’enorme rivoluzione scoppiata all’interno della Chiesa cattolica a partire dal Concilio Vaticano II, una rivoluzione che ha trasformato i perpetui nemici di ieri nei nuovi amici di oggi. Questo sconvolgimento sta giungendo al suo culmine sotto il pontificato di Francesco I.

Il Gran mastro della Massoneria Lucia Romoli (vedi sotto) si è pubblicamente congratulato con Bergoglio in occasione delle ultime due enciclicjhe.

Ed ecco come la pensano…

“Il pensiero massonico è patrimonio dell’uomo, dell’uomo dei suoi tempi e oggi più di ieri perché le ideologie non esistono più, le religioni fanno fatica a tenere il passo della scienza e della tecnologia, mentre la massoneria è sempre attuale perché pone al centro l’uomo.” A parlare a L’Unico, è lo stesso Luciano Romoli, Gran Maestro Venerabile della Gran Loggia d’Italia degli ALAM ((Antichi Liberi Accettati Muratori), Luciano Romoli.

 

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