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Il cimitero delle biciclette – nuovo problema ecologico – parte dalla Cina

SHANGHAI, CHINA - Uno dei tanti cimiteri delle biciclette nel paese del Sol levante (Photo by VCG)SHANGHAI, CHINA - Uno dei tanti cimiteri delle biciclette nel paese del Sol levante (Photo by VCG)

Dopo la ‘sbornia’ degli ultimi anni, in estremo Oriente rimangono i luoghi di smaltimento che raccolgono i resti di centinaia di migliaia di ebike. E il settore sta già cambiando, assieme all’idea che la stessa Cina, dove la bici fa parte del costume, ne aveva costruito…

In buona parte queste bici fanno parte del tentato bike sharing. Adesso fanno parte dell’incubo degli urbanisti: migliaia di biciclette del bike sharing abbandonate lungo le strade delle grandi città…

In Cina con circa settanta di aziende di noleggio di biciclette sul mercato e un giro d’affari di 1,3 miliardi di euro, il 2017 era stato decisamente l’anno d’oro del bike sharing in Cina: un evidente tentativo di ‘cambiamento’ del costume. Ma a causa di investimenti frettolosi in un settore che si presupponeva in via di sviluppo, la bolla è scoppiata in fretta e, appena un anno dopo, le foto dei cimiteri di biciclette sparsi in tutto il paese hanno iniziato a circolare su internet.

Presso una moderna città. altro cimitero. Sono le bicvi in disuso dicui i cinesi si liberano. Si sono ricordati che ...sonostate inventate le aytomobili le moto.

Presso una moderna città, altro cimitero di bici. Sono quelle in disuso di cui i cinesi si liberano. Si sono ricordati che …sono state inventate le automobili e le moto. Si fa presto a dire: deve maturare il costume…

Oggi, secondo Bloomberg, il numero di aziende nel settore è drasticamente diminuito. Così le loro priorità sono cambiate: nelle grandi città sono rimaste solo tre ‘compagnie’ e tutte hanno deciso di essere responsabili dell’intero ciclo di vita delle loro biciclette.

“Molte piccole aziende di bike sharing – ha affermato Xie Peng, manager di Hellobike, una delle compagnie ancora attive – non avevano la sensibilità o la possibilità di essere ecosostenibili” Nel frattempo, per strada e nelle discariche improvvisate, circa 30 milioni di biciclette rotte, usurate o inutilizzate aspettano ancora di essere smaltite o rimesse in circolazione. A Fujan, nel Sudest della Cina, il cimitero più grande contiene circa 200mila piccole carcasse.

“Una piccola bicicletta gialla – ripete una voce automatica da una bici agli abitanti di Changsha – gli è caduta. Per favore, sbrigati e rimettimi in piedi!”:

Si tratta di un cantiere abbandonato, del grido d’aiuto di una delle biciclette abbandonate del bike sharing a marchio Ofo, le cui caratteristiche livree gialle possiedono un altoparlante interno che si aziona quando finiscono a terra.

Secondo Abacus, il magazine del South China Morning Post dedicato alla tecnologia, le lamentele degli abitanti della zona – che trovano questi messaggi alquanto inquietanti, oltre che fastidiosi, specialmente la notte – sono diventate virali sulla piattaforma Weibo grazie a un video di Tencent News.

Ma la piccola bicicletta gialla è solo una dei milioni di biciclette abbandonate di cui ora il governo cinese deve farsi carico. Spariti gli investimenti multimilionari, ora tocca ai contribuenti pagare per la rimozione di cicli ritrovati un po’ ovunque, alcuni persino nel letto dei fiumi.

Secondo le autorità della città di Hangzhou, rimuovere una bicicletta dalla circolazione costa 9,6 yuan, ovvero circa 1,20 euro. In aiuto delle autorità locali sono arrivate aziende come China Recycling, che dal 2017 ha rimosso e acquistato circa 4 milioni di biciclette per recuperarne i materiali (acciaio, metallo e plastica). Inoltre, le tre compagnie superstiti hanno trovato modi creativi di riciclarle: Mobike ha creato una linea di mobili di design e costruito una pista di atletica; Ofo e Obike hanno venduto le loro biciclette usate a un imprenditore birmano che le ha riparate e donate agli studenti del suo paese.

La passione per il mezzo a due ruote e pedali – che pure è lecito e presente – ne esce di certo fortemente ridimensionato, assieme all’intenzione di trasformare le nostre città a mezzo di non sempre opportune e logiche (anzi!) piste ciclabili.

(Liberamente tratto – con nostri commenti – da Wired.it a firma Roberta Cavaglià ed altre fonti)

Nota

Bici, auto elettriche, monopattini: scelte ideologiche. In America la statistica dice che delle auto elettriche vendute due vengono retituite entro 2 anni. Soprattutto dalle donne. Eppure molti americani vivono in villa e possono  collocare presso di loro una colonnina per l’energia elettrica.

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