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La domenica tricolore, quegli antipatici degli inglesi e la ‘ripartenza’ dietro la porta

Matteo Berrettini mostra orgoglioso il piatto d'argento per il secondo posto a Wimbledon. E' giovane, l'imperativo - come ha detto lui stesso - è ...continuare.Matteo Berrettini mostra orgoglioso il piatto d'argento per il secondo posto a Wimbledon. E' giovane, l'imperativo - come ha detto lui stesso - è ...continuare.

Persino gli scozzesi e i gallesi hanno tifato Italia. E che dire dei Francesi? L’antipatia degli inglesi, irriconoscibili come inventori del fair play e del gentleman agreament, si è sommata all’affronto della brexit. Così si era pronunciata alla vigilia persino la ieratica Ursula Von der Leyen…

Gli italiani si sono presentati come i ‘mister simpatia’ di ‘sole, pizza e amore’ ma hanno giocato da campioni. Il calcio giù dalle Alpi è da sempre una gran passione, del resto. Anche se nacque come foot-ball, in America divenuto soccer, ma sempre made in Great Britain. Ma se i giapponesi hanno perso talvolta nel judo, gli inglesi lo hanno fatto molte molte volte nel calcio. Siamo lontani dal tempo in cui accettavano di giocare solo una partita ogni tanto contro ‘il resto del mondo’.

Ma la domenica è stata tutta italiana: grande l’Italia sportiva, presente anche a Wimbledon, dove il romano Matteo Berrettini ha fatto tremare a momenti anche il grande Djokovic, l’uomo dalle duecento finalissime… E …lo sport non è un’opinione, non è roba da nulla per configurare una nazione che è piccola per superficie, ma grande per storia e civiltà, capace ancor oggi di ‘sfornare’ letteralmente di tutto.

Un coro di antisportività quello degli inglesi dopo la sconfitta. Bruciante – in effetti – perché l’Italia, pur vincendo ai rigori, non ha rubato niente: giocando in casa inglese, ha prevalso nel possesso palla e in tutto il gioco a centrocampo. L’Italia ha recuperato in bellezza il gol subito e avrebbe potuto raddoppiare in più occasioni. Infine, smentendo una tradizione, gli azzurri hanno vinto per la seconda volta ai rigori come era avvenuto contro la fortissima Spagna. Il portiere napoletano Donnarumma ha avuto certo la sua parte di merito. La vittoria del titolo è dipesa comunque dall’amalgama e dall’impostazione che l’allenatore Mancini ha conferito a 360 gradi all’insieme.

Gli inglesi si sono comportati in modo antisportivo, offendendo anche il protocollo. Dal pubblico – reo in precedenza dell’uso di un laser contro un portiere avversario – alla squadra i cui giocatori si toglievano con stizza dal collo la medaglia del secondo posto. 

Ma il colmo lo ha toccato il principe William che – incredibilmente – è andato via dalla tribuna con la pur splendida moglie Kate e il figlioletto George, senza attendere la premiazione. William, che da solo rappresentava la Casa reale inglese, ha mancato di stringere la mano al presidente Mattarella: uno sgarbo da incidente diplomatico. William, del resto, pare abbia avuto un recente ‘crollo nervoso‘ e sia sbottato nella inattesa dichiarazione: “non voglio fare il re!“.

Matteo Berrettini mostra orgoglioso il piatto d'argento per il secondo posto a Wimbledon. E' giovane, l'imperativo - come ha detto lui stesso - è ...continuarte.

Matteo Berrettini mostra orgoglioso il piatto d’argento per il secondo posto a Wimbledon. Il tennista romano è giovane, l’imperativo – come ha detto lui stesso – è …continuare.

La eccezionale domenica sportiva è andata come aveva sperato e dichiarato a Wimbledon Novak Djokovic: L’Italia deve vincere solo a Wembley”. Il serbo è attualmente imbattibile. E’ il numero uno al mondo e ha avuto parole d’elogio per Matteo Berrettini: “è un martello eccezionale – ha dichiarato dopo l’incontro .. e ne porto ancora addosso i segni.

Berrettini con questa finale (primo italiano nella storia di Wimbledon) è entrato con autorità nella ‘top ten‘ del ranking mondiale, attestandosi all’ottavo posto scavalcando il grande Federer. 

Ripetiamo: una grande giornata per l’Italia e non solo per lo sport. Perché questo è uno dei termometri della salute di un popolo. E dovrebbe esser chiaro a tutti che la crisi è ‘solo dello Stato’ italiano. Solo lo stato è in debito. Gli italiani hanno nella maggioranza le casse piene, proprietà immobiliari, attività in attivo. Ciò a dispetto dei dati sulla disoccupazione e sugli effetti del Covid19. L’Italia è tutt’ora meta di immigrazione e non solo da parte dei poverissimi migranti africani, ma di sudamericani, argentini etc di buon livello culturale: diplomati e laureati. Vengono a trovare ‘di meglio’ fra le Alpi e Lampedusa. O vogliono diventare europei e fruire di quel territorio continentale che – pur piccolo e a dispetto dell’Ue – gode della più altra qualità della vita nel mondo.

Se ci sarà la ripresa – vogliamo chiarire ancora una volta – non sarà come si dice troppo, grazie agli interventi statali ed agli ‘aiuti’ tipo recovery fund per intenderci. Sarà grazie al cosiddetto ‘rimbalzo’, alla voglia di consumare dopo l’astinenza (altro che economia circolare…), ma soprattutto grazie al rallentamento della stretta burocratica e fiscale – inevitabile  spontanea – che finirà per determinare il comportamento dello stato. Questo sta transigendo – non solo in Italia – rispetto alla usuale ‘nevrosi hegeliana’ dello Stato padre e madre, che tutto può, tutto decide. La salute dei popoli liberi è dovuta, dal tempo della ‘Industrial revolution’ alle doti intrinseche del ‘libero mercato‘. Il popolo, – il cittadino in particolare – è sovrano, è protagonista. Lo stato deve essere al suo servizio. Lo insegnò già Pericle, creando il concetto di democrazia e di stato liberale.

Lo sport è certamente un termometro della salute e del benessere dei popoli. Perché l’attività sportiva (il deporte dicono in Spagna) è gioco, è espressione del tempo libero. Qualcosa di cui solo una società evoluta e con un certo grado di benessere può permettersi. 

Germano Scargiali

Nota

Tutto il mondo ha tifato er l’Itala inclusi i britannici non inglesi (Galles, Scozia, Irlanda). L’Inghilterra è oggi antipatica più che mai ed è ‘riuscita’, forse per la prima volta, a ricompattare i paesi dell’area UE, perché questi hanno concordato nel rimproverarla per la brexit.

Qualcuno (i francesi) avevano dato dei razzisti agli italiani, perché non avevano alcun neo in quadra. A wembley è successo di peggio: i tifosi hanno rimproverato i neri di aver giocato male e di aver sbagilato un rigore fatale.

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