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Disastro sanità

Ridi ridi... Roberto SperanzaRidi ridi... Roberto Speranza

Tanto premurosi per i vaccini, una incognita medico farmaceutica da sempre quando rivolta al virus dell’influenza, mutante per eccellenza… Si preoccupano tanto della ‘nostra’ salute, dunque: vaccinarsi è un must, non vaccinarsi una sorta di reato contro la società.

Frattanto il sistema sanitario si è fatto trovare a corto di personale e attrezzature, mentre il piano dell’emergenza – notoriamente – non era stato aggiornato. Insomma, la regola è che ‘della nostra salute‘ …se ne fregano! Ma adesso…

Di fatto agli anziani e ai malati gravi non resta che disperarsi e attendere di morire: mancano i posti, gli ospedali rifiutano i casi gravi e le lungodegenze. La sola risorsa è rivolgersi ai privati e agli ‘ospice’, confidando che non siano soltanto un posto per i ‘terminali’ in attesa della fine. Ma anche lì, comunque, le difficoltà …piovono.

Questo è uno spaccato ‘autentico’ della situazione sanitaria in Italia. E dire che fino apoco tempo fa affemavamo ‘tronfi’ di averne una fra le migliori del mondo. Persino la prima. Era l’illusione di tante medicine gratis, esami col ticket accessibile, e di certi facili ricoveri…Che cosa è successo negli anni recenti? Come siamo caduti così in basso?

Frattanto molti medici – ma non vogliamo incolpare la categoria come tale, né i singoli che si sacrificano anche fino all’eroismo – sembra non abbiano neppure letto il giuramento di Ippocrate. Per non parlare delle amministrazioni ospedaliere. Gli amministratori non hanno giurato sulle parole del medico più noto dell’antichità. Ma sembra non lo conoscano neppure.

Si bussa, porta dopo porta, ai nosocomi più importanti della prima, della seconda, della terza città: si possono trovare porte chiuse ovunque… “Siamo senza posti, e dobbiamo mandare pure medici e personale in ferie…

Un grosso ‘guaio’, fra gli altri, è che per anni medici e personale sono stati pensionati senza però essere rimpiazzati. Eroi per forza’ i medici più zelanti e coscienziosi fanno le nottate in serie…

Il vecchietto dove lo metto‘, cantava il grande D. Modugno e concludeva con lungimiranza quello che sarebbe avvenuto. Sarcasticamente: ‘va a finire che non c’è posto neppure nell’aldilà!

In tutto ciò pesa come un macigno lo spettro dell’eutanasia. Con essa la scure del testamento biologico. Sì, proprio la scure, quella con cui è simbolicamente rappresentata la morte: la vita si vilsce, il suo valore sbiadisce, qualche giorno, qualche mese, qualche anno di vita in più che cale? Meglio levarselo di torno questo costoso vecchietto, questo supposto ‘terminale’. Anche se molti guariscono, possono vivere ancora, avere degli affetti, avere il tempo di pentirsi dei peccati, di perdonaree ed essere perdonati. Niente di tutto ciò: l’importante è che siano vissuti in pieno relativismo etico e che altri possano farlo. La religione che coltiva il paradiso coltiva anche con vigore la vita su questa terra. La scienza medica comanda ai medici di lottare per la vita e mai procurare la morte. Ma ecco il profilarsi all’orizzonte dei due ‘dei’ malvagi: aborto, eutanasia. E questo …è ‘progresso’. Viva!

Frattanto non mancano i battiti di mano al governo in carica e al ministro Speranza. Quello che bocciò il ‘piano pandemico’. Bravo Speranza. Siamo al paradosso. Il suo nome fece subito ridere: “chi di speranza campa…” afferma un famoso detto. La sanità era già allora su un piano inclinato… Ma lui è stato peggiore del previsto. Proprio un ‘senza speranza‘. Come i malati rifiutati sulla soglia degli ospedali.

Al sistema sanitario italiano non resta che cantare il de profundis. La speranzaè solo che, con una sorta di metempsicosi, il sistema sanitario, che ha seminato solo il panico dell’influenza Covid 19, traformandola nella peste del momento, risorga a nuova vita. Irriconoscibile come avviene nelle credenze orientali.

Il ministero della sanità ha seminato l’incultura. Ha fatto credere che il contagio accompagnasse come una nuvola gli ‘untori’ che passeggiavano per strada. Ha ordinato ridicole ‘sanificazioni‘, coniando questo termine mai sentito, di ambienti non frequentati da giorni…

Ha infine obbedito alla prima forma di speculazione della pandemia: vaccinate tutto il mondo con una fiala da 18 euro. La somma totale è la più grande del nuovo millennio. Per il resto, la pandemia ha giovato a chi vuole che il mondo non riprenda a crescere come negli anni dal 1960 al 199o. I poveri diventarono borghesi e i borghesi ricchi. Soprattutto scomparvero i proletari. Ciò non piacque a tutti. Anzi: subito si scatenò la contestazione più intempestiva della storia: il cosiddetto ’68. Si coniò anche la parola progressista per nascondere chi vuole un calo del Pil, immolandolo sull’altare delle ideologie più strampalate.

Frattanto – come molti prevedevano – chi non si vaccina rischia un’influenza, chi si vaccina rischia di più. Sono stati 14 mila i medici e gli ospedalieri italiani ad affermarlo chiaramente schierandosi con i no vax. Li hanno minacciati di cancellarli dall’Ordine professionale. Ovviamente non l’hanno fatto. Avevano certamente le loro ragioni…

Frattanto l’aggressione all’economia di mercato e alla libertà prosegue con le cosiddette ‘varianti‘ alfa, beta, gamma, delta, epsilon, zete, eta, teta, iota, kappa, lamda. Arriveranno ad Omega? Ma, forse, non si sapeva che il virus sarebbe variato? Ma non sono – badate – delle varianti del Covid19 come dicono, ma del virus dell’influenza.

Anche il Covid19 era una variante! Del Covid 18, che era una variante del Covid 17…

Ci sono – insomma – mille modi per accorgersi che ci troviamno davanti ad un maledetto imbroglio!

Gesse

Nota

La verità sottostante è che – come in svariati altri casi – manca il soffio dell’amore. Senza l’amore per gli altri, quindi per lavita, per il creato, nulla va a regime… Se non si considera, oltre tutto, l’umanità al vertice della creazione, ma soltanto qualcosa fra le tante, tutto crolla.

Una vita senza Dio, una morale basata sui meri valori sociali, è priva dell’amore. Siamo alla temibile ‘morale laica‘, che funziona solo all’apparenza, ma in una realtà in cui è accompagnata da una morale più alta, sottile – forse – meno palpabile ma di valore instimabile. Ne nascono la carità e soprattutto speranza, che spinge la vista oltre l’ostacolo, che stimola la creartività per la creatività. Quella che ha spinto il Creatore ad uscire da se stesso, a generare il Figlio  poi attribuire ad alcune creature, cioè ad una stipe su un pianeta sperduto e forse ad altre in altri pianeti, l’intelligenza per ‘capire tutt0’, finoi al segreto del tempo fuori dal tempo. Già: come ha fatto Dio Padre a generare il figlio se è un tutt’uno con Lui? Come ha fatto se non per la sua intrinseca generosità? E’ quella che gli è propria. E dovrebbe appartenere alle sue creature pensanti.

Se non si ha questo ‘dentro’, se non si spera almeno in questo, la vita diventa una macchina burocratica, un insieme di leggi, prescrizioni e divieti. E’ ciò cui molto spesso – noin sempre – assistiamo.

Germano Scargiali

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