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Green pass non tutti ci stanno: la reazione del Professor Camperio Ciani

Non tutti gli italiani si adeguano – perché convinti o spesso “per necessità familiari” – ai dictat del momento in fatto di quella grave influenza indicata come Covid 19, anche se si sa benissimo che – essendo giunti a 4 mesi dal 2022 – si dovrebbe parlare di ‘normali inflenze’, di …itoro alla normalità. Perché quella del 2021 e 2022 e dovrebbero essere gravi come quella del 19? Questa è una delle mille prove della grande ‘montatura’ che, per gli svariati intgeressi in campo, circonda quello che si può definire come ‘il fenomeno covid‘. Un evento ‘storico’ ben più complesso di una epidemia d’influenza coime tante nel passato…

Chiaro che si debba parlare di normale influenza. Perché, infatti, dover temere che l’influenza del 20 e del 2021, siano gravi come quella del 19?

Lettera di un docente al suo rettore

Collega Rettore, (non uso superlativi per ciò che segue), io sottoscritto prof Andrea Camperio Ciani, professore ordinario di codesta libera Università degli studi di Padova, avendo appreso dal decreto rettorale dell’obbligatorietà della tessera Green pass per svolgere lezioni, dichiaro formalmente, a lei, e per conoscenza al ministro dell’Università Maria Cristina Messa ed al Ministro della Sanità Roberto Speranza, che avrò l’onore e la dignità di rimettere davanti a lei il mio Green pass, accettando la sua dimissione dall’insegnamento dei miei corsi di ‘Evolutionary psycology’, ‘Genes mind and social behavior’, e ‘Animal and human behavior’, e la radiazione della mia cattedra di insegnamento quale professore ordinario, e sospensione dell’intero stipendio. Io mi prendo la responsabilità di ciò che affermo e aspetto il suo decreto di radiazione da codesta Universita’ di Padova”.

Nelle interviste il Prof. Ciani ha paragonato il green pass alla tesera del fascisno. Come è noto, c’era su scritto l’acronimo PNF. Ma spiritosamente in giro (mille erano le barzellette sul fascismo e il Duce ‘giurava’ di riderci spesso su anche lui) si diceva che non significasse Partito nazionale fascista, bensì ‘per necessità familiari‘. Avere la tessera in tasca era un lasciapassare che …faceva la differenza.

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Non ci vuol molto a capire gli inganni e le contraddizzioni che stanno dietro a quella che è gi ‘la storia infinita’ di Covid19, lockdown, vaccini, mascherine, greenpass, tampoini: una storia piena di contraddizioni, di beffe alla scienza dirette a un popolo credulone, che non sa nulla del pensiero di Orwell o di Chomsky, che non ha fatto tesoro di anni di spiegazioni del processo di contaggio dell’influenza, della scarsissima resistenza dei qualuynque virus all’aria ed altro ancora…

Non tutti, ovviamente, capiscono come un giornalista – la main stream nediatica – può facilmente giocare miuschiando i difettosi sillogismi cui parla Dante, facendo il gioco di prestiggio fra significante e significato, oppure fra denotszione e connotazione..

Un gioco orribile che è stato fatto è stato di scrivere come se si fosse reticenti nel dire tutto il male, nell’alludere fra le righe a voler tacere quanto – nella suppposta realtà – fosse pericoloso il virus. 

C’è stata gente che ha detto a sé e agli altri: “Un metro? Ma ce ne vogliono almeno due! La mascherina in pubbloico, ma io la porto anche in casa! Fino all’ltro giorno a Cefalù in cui una signbora faceva il bagno di marte con la mescherina. Certmente: il ‘potere’ ha vietato dsi passeggiare sui lungomare…

E’ molto triste che sia così: che sia così scadente la cultura cpsì come l’intelligenza diffusa e che sia così becero il ‘potere’.

Germano Scargiali

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