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Berlusconi al colle o in pensione?

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Come al solito su Berlusconi se ne dicono tante. E adesso che la sua candidatura al Quirinale si fa sempre più concreta lo stupore generale sembra accentuarsi.

Ma come? Si candida a presidente della Repubblica un pluridenunciato? Il protagonista di tanti scandali nazionali (più o meno veri, più o meno gonfiati)? Un uomo anziano con vari problemi di salute?

Ma – diremmo noi – il vero Berlusconi corrisponde a questo stereotipo?

Cominciamo dal primo punto: pluridenunciato sì, ma anche pluriassolto in quasi tutti i processi contro di lui. Processi talmente numerosi da far venire più di qualche dubbio. E sulla magistratura, invece, niente da obiettare?  

E quante denunce, invece, contro tanti autori di gravi reati, oggi in Italia a piede libero, mancano all’appello?

E infine, ci chiediamo, quanto denaro dei contribuenti viene sprecato senza beneficio alcuno per i suddetti?

Silvio Berlusconi è l’uomo che, per primo, in Italia, ha cercato di dare spazio e voce ai “non comunisti”, cioè a quel vastissimo elettorato che non si sentiva più rappresentato dai partiti della Prima Repubblica. Un elettorato che andava dai socialisti agli ex misini, comprendendo democristiani e centristi. L’ha fatto bene, l’ha fatto male, di sicuro non era un compito facile.

Se ci fosse riuscito in pieno, forse oggi avremmo una democrazia con due poli, uno di destra e uno di sinistra, che potrebbero alternarsi al governo della nazione.

Tutti corrotti o fuori di testa i sostenitori del Berlusca?

E sull’altro fronte solo colombe immacolate? Le cronache di questi anni la raccontano un po’ diversamente.

Le demonizzazioni – si sa – non solo non sortiscono l’effetto sperato, ma spesso proprio quello opposto.

Ma, a proposito delle prossime votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, dobbiamo chiederci perché mandare Draghi al colle sarebbe un bene per l’Italia? Forse il banchiere delle multinazionali potrebbe sostenere l’economia reale del nostro Paese (come alcuni credono), di cui la finanza è acerrima nemica?      

Infine, c’è anche chi crede che, scartando entrambi i contendenti, Berlusconi e Draghi, si potrebbe ripiegare su qualche figura di secondo piano, possibilmente “non divisiva”. E questa sarebbe la solita soluzione “all’italiana”, talmente antica da trarre origine dai tempi degli staterelli del ‘400, quando nessuno era in grado di prevalere sugli altri, ma ognuno era abilissimo nel non farsi conquistare. Peccato che alla fine arrivarono Spagnoli e Francesi a contendersi lo Stivale.   

Lydia Gaziano Scargiali

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