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ELEZIONI NAZIONALI ITALIANE 2022. LA MAGGIORANZA SILENZIOSA HA FINALMENTE PARLATO

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Risultato epocale delle elezioni italiane. Vince, con ampio margine su tutti gli altri partiti Fratelli d’Italia, la vera destra tradizionale, patriottica, sovrana e sociale. Vince portato al successo da una leader donna, Giorgia Meloni, artefice di un successo frutto di impegno, costanza, capacità e merito.

“L’Italia ha scelto noi e non la tradiremo se saremo chiamati a governare lo faremo per tutti gli italiani con l’obiettivo di unire questo popolo ed esaltare ciò che lo unisce anziché ciò che lo divide. Faremo sì che gli italiani siano di nuovo orgogliosi di essere italiani” così la Meloni commentando il successo di Fratelli d’Italia su Facebook alle elezioni politiche. Forse favorita, in quanto donna, ma non per il suo genere, bensì per la sua caparbietà, sensibilità e immaginazione che l’hanno portata a concepire e poi realizzare traguardi ritenuti troppo ardui in una nazione, quella italiana, permeata da politici che in tutti i modi e con tutti i mezzi hanno tentato per decenni di inculcare nella gente la fobia per la destra.
Ed il pronunciamento degli elettori riteniamo che sia un grande momento di democrazia, una voglia di voler finalmente voltare pagina nella storia italiana.
Grazie a Giorgia Meloni ed a tutti quelli che l’hanno votato riteniamo che finisca finalmente oggi una discriminazione lunga quasi 80 anni. Un conflitto, un ostracismo che ha tolto voce e rappresentatività a milioni d’italiani.
Una segregazione frutto di una sistematica occupazione di tutti i centri di potere e di rappresentanza nel campo finanziario, della comunicazione, della scuola e della magistratura.
Vince la Meloni ed è un riscatto per tutti quegli italiani discriminati e vilipesi che, nonostante fossero la maggioranza, in questi anni non hanno avuto voce e carriera semplicemente per la loro appartenenza.
La chiamavano maggioranza silenziosa, quella maggioranza d’italiani capace di lavorare, impegnarsi, sacrificarsi per portare avanti famiglia e società, ma che non doveva avere voce, rappresentanza nella politica del Paese. Una maggioranza raggomitolata nelle proprie associazioni, nei propri gruppi, nelle sale di partito e di associazioni.
Gente che aveva patito e subito persecuzioni come quelle postbelliche, come quella dalmata. Gente che, nei cosiddetti anni di piombo e successivamente, era stata uccisa, violentata e derisa. Irrisa ed emarginata se osava ancora credere nella triade mazziniana Dio, patria e famiglia.
Ma che aveva sempre, con dignità, mantenuto dritta la schiena ed il proprio atteggiamento dedito alla famiglia ed alla patria cui non ha mai smesso di credere.
Anni bui, tristi, ma animati sempre da un grande spirito di appartenenza, di giustizia e di consapevolezza. Sapendo di essere dalla parte giusta. Sapendo di essere un ribelle che non ha paura di sfidare i luoghi comuni e non ha paura di arrendersi.
Dall’altra parte la politica dei furbi, quella rossa o cattocomunista dei doppiopesisti. Una politica che, rimasta orfana dell’ideologia marxista, collassata alla prova della storia si è riorganizzata in un sistema esclusivo, egemone, elitario, dei salotti e dei cosiddetti intellettuali. Raramente impegnato nelle periferie e nelle sedi di sofferenza sociale, ma presente nel gestire girotondi e squallide manifestazioni frutto di improponibili trasmutazioni di pesci e piante mediterranee.
Ammantato comunque da una stupida presunzione e che ha sostituito l’impegno per la classe operaia con il mondialismo, la globalizzazione e l’immigrazione incontrollata supportata dalla tecnocrazia e dal controllo del capitale a fini plutocratici. Che ha esasperato e strumentalizzato alcuni diritti civili tralasciando quelli sociali e tralasciando in toto i doveri. Che, con l’ausilio di pseudosindacati e di ricatti economici (bonus, rdc, etc) ha distrutto il mondo del lavoro e, abolendo la meritocrazia, lo ha reso inefficiente popolandolo di poveri, discriminati e ricattabili.
Oggi finalmente la maggioranza silenziosa ha parlato. E ha detto basta!

Guido Francesco Guida

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