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Doppio gol della Meloni Anche alla Camera eletto presidente il candidato del centrodestra Con Lorenzo Fontana, leghista, un segnale di forte cambiamento nel panorama culturale italiano

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Il candidato indicato dal centrodestra per la presidenza della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, è stato eletto con largo margine. Non ci sono state frizioni tra i componenti della coalizione, come accaduto ieri, prima dello scrutinio in Senato.

Questa elezione ha dimostrato che i rapporti tra Fratelli d’Italia e la Lega sono ottimi, quelli con Forza Italia forse meno, ma non sembra ipotizzabile che la terza gamba della coalizione si metta di traverso quando i fatti, con i voti in più andati a Ignazio La Russa, hanno dimostrato che, tutto sommato, Berlusconi grandi margini di manovra non ne ha e che sta emergendo una volontà generale di responsabilità e di governabilità.

Il coro mediatico sta tentando, come di consueto, di screditare l’azione politica della Meloni, di delegittimarla.

Se guardiamo, invece, ai fatti, che alla fine sono quelli che contano, la Meloni oltre dell’appoggio popolare gode anche di quello del “Potere”, i segnali che arrivano da quelle parti sembrano, infatti, di sostegno e non di opposizione. Si vedrà.

Appare, però, piuttosto singolare che la Meloni riceva, contemporaneamente, critiche sia dai sostenitori della sinistra sia da quelli della destra più estrema.

Per i primi, il governo che sta nascendo sarebbe “illiberale e fascista”, per gli altri, invece, troppo moderato e troppo accondiscendente coi Poteri forti. Insomma, critiche da entrambe le parti. Non sappiamo quali strategie il nuovo governo metterà in campo, ma pensiamo, con buona pace della sinistra, che il fallimento dei loro governi è stato plateale e farebbe meglio a rendersene conto, per quanto riguarda l’altro estremo, invece, riteniamo che la politica abbia a che fare con la realtà effettuale e non con quella virtuale, per cui chiunque si trovi a governare, debba comunque tenerne conto e questo non vuol dire, necessariamente, buttare a mare buoni principi e buoni propositi.

Infatti, se la realtà umana fosse del tutto antitetica all’etica e non potesse rapportarsi con essa non ci sarebbe alcuna speranza di progresso morale, anche se la strada non è facile.   

Si sta formando un governo politico con una connotazione nuova, nettamente divergente da quelli passati. Dovrà affrontare sfide alte e difficili, ma sbaglia chi crede che sarà isolato. C’è il popolo che lo ha votato e lo sosterrà, soprattutto se manterrà le sue promesse, se sarà in grado di tutelare i più fragili, i bambini, le famiglie, i disabili, gli stranieri che si vogliono integrare…

Ma chi è Lorenzo Fontana? Nato a Verona, di modesta estrazione sociale, colto, laureato, cattolico, già ministro della famiglia e della disabilità, è anche il vice di Matteo Salvini. Nel suo discorso di insediamento, ha esordito parlando delle sue iniziali difficoltà d’inserimento, difficoltà che lo hanno, però, spronato a crescere e a migliorare. Ha, poi, ricordato agli Italiani che la loro nazione è un grande paese, la sesta economia del mondo, un territorio che vanta tesori artistici e culturali ineguagliabili, nonché una tradizione di impegno sociale tra le più attive a livello mondiale.

Ha parlato di religione, di fede e, ricordando le belle parole del ragazzo santo Carlo Acutis: “tutti nascono originali, ma alcuni muoiono fotocopie” ha sottolineato l’importanza di essere se stessi, di avere il coraggio di difendere le proprie idee e di saper essere coerenti.

Lorenzo Fontana non ci sembra, in realtà, come da taluni è descritto, un ultracattolico intransigente, ma una persona aperta al dialogo e all’incontro. D’altro canto, si mostra fin dall’inizio per quello che è, senza ipocrisie: una persona di fede, un combattente per i diritti umani a partire dai più deboli, un uomo che non è disposto a cedere sui principi non negoziabili.  

Lydia Gaziano Scargiali

 

 

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