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Soumahoro e compagni. Sembrare o essere?

Il deputato dell'alleanza Verdi-Sinistra Italiana Aboubakar Soumahoro durante il programma Rai Mezzora in Pi condotto dal Lucia Annunziata, Roma, 13 novembre 2022. ANSA/ANGELO CARCONIIl deputato dell'alleanza Verdi-Sinistra Italiana Aboubakar Soumahoro durante il programma Rai Mezzora in Pi condotto dal Lucia Annunziata, Roma, 13 novembre 2022. ANSA/ANGELO CARCONI

Nei confronti di Soumahoro Aboubakar, il neoeletto parlamentare della sinistra e verdi, arrivano accuse da più parti: da persone che lavoravano nelle due coop di famiglia, da un sacerdote, don Andrea Pupilla e da altri ancora.

La sua candidatura, inizialmente apparsa vincente ai dirigenti del suo partito, si sta rivelando, alla prova dei fatti, un boomerang.

Soumahoro, secondo i suoi accusatori, non solo non sarebbe una vittima dello sfruttamento, come suole affermare, ma addirittura un carnefice e se non proprio lui in persona, i suoi stretti familiari, la moglie e la suocera, dato che gli ospiti delle due strutture si sono lamentati di non ricevere quanto spettante e, persino, poco cibo e poca assistenza. 

La vicenda è emblematica di un certo modo di procedere della sinistra e si presta a molte riflessioni.

Il sacerdote Don Pupilla, direttore della Caritas di San Severo (Foggia), ha raccontato che Soumahoro raccoglieva fondi per fare dei regali di Natale ai bambini di Torretta e di Borgo Mezzanone, ma ha fatto notare che “nel ghetto di Torretta non ci sono bambini, mentre a Borgo Mezzanone sono molto pochi. C’erano dunque ben pochi giocattoli da distribuire, non essendoci bambini a cui poterli donare”. Inoltre, il sacerdote ha aggiunto che questa non sarebbe stata solo una sua impressione: “Ci sono stati problemi, e li abbiamo avuti anche noi, con alcune persone che facevano riferimento prima a Usb e poi a Lega Braccianti”. Don Pupilla riferisce che gli avrebbero impedito anche di fare corsi di italiano. “Noi ci rechiamo a Torretta Antonacci ogni settimana per ascoltare e aiutare le persone. In alcuni periodi sale la tensione, perché ci sono sempre personaggi che vengono da fuori a fomentare gli animi – dice il sacerdote – e magari ci costruiscono una carriera politica sopra. Davanti a fenomeni complessi non c’è bisogno di navigatori solitari, ma di risposte corali. Non serve un sindacalista che viene da fuori, urla, fa i selfie e magari costruisce una carriera politica, soprattutto quando c’è anche un po’di incoerenza. Non puoi dire a tutti che il business della solidarietà non va bene e poi ce l’hai in casa tua”.   

Dopo aver cercato di difenderlo, sembra che ora il PD lo voglia scaricare, ma sarebbe troppo comodo.

Non soltanto, infatti, Sinistra e Verdi hanno candidato la persona sbagliata, ma in tal modo ne hanno escluso altre che si sono sentite messe da parte ingiustamente.

Che dire, poi, dell’attacco alla Meloni appena insediatasi, scortese e, come poi si è visto, del tutto fuori luogo?

Purtroppo il caso Soumahoro non è isolato, ma anzi, da un po’ di tempo in qua, rappresenta il tipico modo di procedere di “certa sinistra”: candidare personaggi di facciata, teorici rappresentanti dei cosiddetti “diritti umani”, cui di questi non importa proprio nulla.

Prima di dimettersi, però, ci sembra che, come di dovere per quanto emerso, non solo Soumahoro, ma pure i suoi dante causa, anche dovrebbero compilare una lista, molto lunga, delle persone cui chiedere scusa.

Lydia Gaziano Scargiali

 

 

 

 

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