accorso in Francia per difendere la vita
Il pontificato di Leone XIV si annuncia fin dall’inizio connotato da una nuova fermezza della Chiesa nei confronti del valore della vita.
Il papa, infatti, accolto trionfalmente, da milioni di francesi in tutti i luoghi dove si è recato nel suo viaggio apostolico, non ha fatto sconti al “laicissimo” governo di Macron, dicendo a chiare lettere che: “Eutanasia e suicidio assistito non sono compatibili col credo cristiano perché un cristiano deve difendere la vita sempre. Ogni vita, in qualunque momento dell’esistenza umana, dal concepimento fino alla morte naturale, ha diritto di essere protetta, accompagnata, difesa. Solo così si potranno difendere poveri, bambini, disabili, anziani, malati, migranti, tutte persone che hanno una dignità intrinseca che non dipende dalle loro condizioni fisiche o dalle loro disponibilità economiche.” Questo, in sintesi, il discorso di papa Leone.
Sembra così evidente come il relativismo etico, tanto in voga in Occidente negli ultimi decenni, cominci a dare segni di cedimento e sempre da più parti, nel mondo della cultura e nella società, si sollevino, invece, dubbi e critiche al riguardo.
Infatti, molto spesso, si propagandano, come soluzioni o rimedi, pratiche dirette a sopprimere la vita umana con le motivazioni più varie, soprattutto col pretesto di porre fine alle sofferenze di qualcuno.
E’ certamente vero che le sofferenze umane possono essere, a volte, gravi e reali, ma il pensiero cristiano non può accettare che a queste si possa dare, come soluzione, la soppressione di una vita quando le azioni per dare sollievo a chi ha gravi problemi dovrebbero essere ben altre: come il sostegno psicologico, la vicinanza, la presa in carico del soggetto a rischio…
Il viaggio di Leone XIV ha dimostrato, inoltre, la vitalità della Chiesa cattolica che, lungi dall’arrendersi ai suoi demolitori, sta ritornando protagonista a livello internazionale.
In tutta la Francia, in queste tre giornate papali si sono visti per le strade, con gli abiti sacerdotali, tanti preti intenti a confessare moltitudini di penitenti, tra cui molti giovani.
Una bella risposta a chi credeva che il cattolicesimo fosse ormai destinato a scomparire del tutto.
Infine, il viaggio è stato anche un omaggio a Parigi, Lourdes, Merz, tre località della Francia scelte per il grande contributo che, nel tempo, hanno dato, non solo alla spiritualità francese, ma anche a quella europea.








