Molto bella – spettacolare – la presenza di tanti stranieri, extracomunitari, di mezzo mondo in Cattedrale. Abbiamo pregato insieme (preghiere – cattoliche, menomale – in tutte le lingue) come avviene del resto ogni domenica, in piccolo, tante chiese d’Italia… Meno bella l’omelia del Vescovo Corrado Lorefice che ci è sembrata prolissa, banale e ripetitiva. Anche perché ripresa nel finale – prima della benedizione – con i medesimi concetti in parte discutibili e la giustificazione non richiesta: “non è politica, a me la politica non interessa”. L’atmosfera, dato anche lo “sciamare” diparte della gente in chiesa, non è mai stata veramente mistica…
Ha anche parlato, prima della messa, un laico, ancora più ovvio, banale, ripetitivo dei “soliti” concetti. Nessun vero fermento nel suo discorso, poca ispirazione, tanta demagogia…
Solo dato positivo, l’aver spostato l’ottica sull’intera Europa, tutto a favore dell’accoglienza. Lo stesso del resto,a sorpresa,faceva il Papa ieri a Roma. Certo! Finalmente! Ma perché, allora, non spostarla sul mondo intero, sull’Occidente, cioè anche oltre Oceano, dove risiedono le maggiori responsabilità del mancato sviluppo dell’Africa? No: “toccatemi tutto ma non …la Merica”.
Infine, sia chiaro come l’accoglienza sia solo una “soluzione tampone“. Ovvio che un cristiano debba “votarsi” all”immediata carità verso “il prossimo”, cioè letteralmente verso chi è vicino nello spazio e quindi anche nel tempo, con tutti i suoi problemi. Ma resta evidente che pochi desiderano tornare “a casa”, trovandovi una realtà in via di sviluppo, di liberazione dai problemi, quanto chi è stato costretto ad emigrare, lasciando parte degli affetti, degli amici, dei ricordi,delle radici nella terra natia…
No: alla logica in atto, interessa solo l’accoglienza, problema divenuto difficile per l’Italia, paese frontaliero. Problema, ormai, necessariamente politico. Viceversa che cosa sarebbe la politica? Come si può affermare di non fare politica quando si dice il contrario di ciò che tenta di fare il governo? Cioè.in questo caso, porre un argine allo sbarco selvaggio di profughi sulle coste nazionali? Quasi che l’Italia fosse il solo scudo ad un fenomeno dovuto al mondo intero?
Quanti altri risvolti ha il problema? Perché, se Edoardo De Filippo ammoniva come un ignorante sia una cartella di rendita, altrettanto lo è un povero, specie se è parte di tantissimi poveri. Allora attorno a tali poveri si coagulano stanziamenti, elemosine, la possibilità di rappresentare quelli che non sono “poveri”, né “profughi”, ma sostanzialmente esseri umani…
Allora proprio l’anti razzismo diviene il suo contrario, fa parte di argomentazioni pieni di “distinguo”. “Amiamoli, anche se hanno la pelle di un altro colore…” Ma non dobbiamo neppure accorgerci della differenza in termini di valutazione umana! E la maggior parte degli italiani già non se ne accorgono…
Altro è il principio – giusto, condivisibile, ampiamente condiviso – altro è circostanziarlo: esaminare la situazione reale, al di fuori delle ideologie. E solo così si potranno approntare soluzioni a questo spinoso problema (come altri): considerandolo per quello che è in ogni sua componente…
Come si può tirare avanti un discorso accusando il popolo, anzi gli italiani, dell’ennesima colpa: prima, quella di aver sperperato, consumando troppo nel 900, anzi nel dopoguerra, quando fu – invece – protagonista della ricostruzione post bellica? Razzisti? Come si può alludere a questo per gli italiani, che in gran parte neppure sanno che cosa sia il razzismo?
Bene, di certo, al plauso rivolto all’ecumenismo: la voce di Cristo – come da preciso mandato, specifichiamo noi – giunga ovunque vi sia una casa (ecumé), una famiglia. Ma con i seguaci di ogni altra religione i cristiani possono solo essere pacifici e tolleranti. Non si dica che – tutto sommato – abbiano una religiosità similare. I veri cristiani avvicinano i non credenti con un sola aspirazione: convertirli. Perché – vedi caso – questo è ciò che raccomandò loro Gesù prima di andare in cielo.
Dialogo sì – insomma – identità no. Viceversa tradiamo il primo comandamento: Non avrai altro Dio all’infuori di Me. Si tratta di un Dio fatto in un certo modo, non altrimenti e, per chiarirlo, ci sono voluti secoli di profeti, i libri del vecchio e del nuovo testamento, più una evento non certo qualunque come la venuta di Gesù Cristo sulla Terra: il figlio di dio.
Se poi vogliamo trascurare tutto questo, altro che Concilio ecumenico, altro che enciclica, ci vorrebbe…
No la religione cristiana e quella cattolica – la religione per eccellenza, quella che fa contare a tutti gli anni solari dal giorno Natale di Gesù ha anche una propria severità – non consiste in un generico “volemose bene”.
Già, non è necessario che lo dica qualcuno che l’uomo che morì sulla Croce è quello che ha cambiato la storia di tutto il mondo.
Germano Scargiali
Nota. Il peggio di certi “atteggiamenti – ammiccamenti” è che sarebbero assolutamente “da evitare” come intempestivi. Essi si allineano ad un programma ben noto: quello di un “nuovo ordine mondiale” che prevede la mondializzazione (più della globalizzazione) e una religione unica che tradisca inevitabilmente la tradizione e il contenuto della religione cristiano cattolica. Ripetiamo: la religione per eccellenza, quella cui più si oppongono gli atei – o si scagliano gli apostati – nel negare l’esistenza di Dio, del trascendente…
Nota 2. Comunque, per la cronaca, tranne un paio di simboliche rappresentanze, i presenti di tutto il mondo, in cattedrale a Palermo, erano cattolici. Come ha detto un vaticanista in questi giorni, il cattolicesimo ha per capitale Roma, ma è presente per l’80% dei credenti (sono numeri) fuori dalla stessa Europa e cresce a dismisura nell’Oriente del mondo. Insomma, ovunque vi sia una casa (ecumé). Proprio come voleva e prevedeva Gesù: una storica attuazione del “sia fatta la Tua volontà”. (G.S.)







