Confimprese Palermo ha trasmesso all’Arcivescovo metropolita, Mons. Corrado Lorefice, una proposta per consentire la ripresa delle celebrazioni della Prima Comunione già nel 2027.
La proposta prevede un percorso transitorio intensivo destinato ai bambini più grandi, che saranno i primi a completare il nuovo ciclo di preparazione. Si tratta di rendere possibile la ripresa delle celebrazioni della Prima Comunione già nel 2027, predisponendo un percorso transitorio intensivo per i bambini più grandi, destinati a completare per primi il nuovo ciclo di preparazione. Un po’ come a scuola, nei percorsi di recupero. A spiegare i dettagli della proposta è il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice. “Non si chiede di tornare al precedente modello catechistico, di eliminare parti del programma – dice Felice – o di modificare stabilmente il nuovo progetto pastorale. Si propone di concentrare nell’anno pastorale 2026-2027 i contenuti delle due o tre annualità mancanti, lasciando alla Curia, ai responsabili della catechesi e alle parrocchie il compito di definire gruppi, tempi, contenuti e modalità pedagogiche”.
Secondo la proposta di Confimprese, “nessuna parte del programma dovrebbe essere eliminata: cambierebbe, soltanto per questa fase e per i bambini più grandi, la sua scansione temporale”. Tutto questo, secondo un principio organizzativo già utilizzato nei percorsi di recupero scolastico: gli obiettivi formativi restano integri, mentre attività e tempi vengono concentrati. “Spetta naturalmente alla Curia, ai responsabili della catechesi e alle parrocchie individuare i gruppi interessati – dice Felice – stabilire se debbano essere recuperate due o tre annualità e organizzare contenuti, incontri e strumenti pedagogici”. “A Confimprese Palermo non compete predisporre il programma catechistico – si legge nella lettera – ma compete rappresentare una soluzione possibile e chiedere che venga valutata nel merito”-. Dal successivo anno pastorale il nuovo progetto proseguirebbe secondo il proprio decorso ordinario.

Le richieste di confronto rimaste senza risposta
La lettera ricostruisce il percorso seguito sino a oggi. La richiesta di incontro, formalizzata anche con la nota del 18 maggio 2026, non ha però dato luogo ad alcuna interlocuzione.
Il comunicato della Curia del 14 marzo aveva risposto alle preoccupazioni degli operatori economici contrapponendo la missione educativa della Chiesa al profitto e alle abitudini sociali, senza affrontare la domanda concretamente posta: se gli stessi obiettivi pastorali possano essere perseguiti soffermandosi di più sulle conseguenze sui bambini, sulle famiglie e sulle imprese.
Un anno già destinato alla preparazione
Confimprese ricorda inoltre che le disposizioni transitorie dell’Arcidiocesi, emanate il 31 agosto 2024, avevano già previsto che nell’anno pastorale 2024-2025 non iniziassero nuovi percorsi per la Prima Comunione.
Quell’anno doveva essere utilizzato per approfondire i sussidi, informare e formare i soggetti coinvolti e sensibilizzare le comunità parrocchiali. Secondo Confimprese, “è legittimo domandare quali risultati abbia prodotto quel periodo”.
Fede, lavoro e famiglie non sono realtà contrapposte
La lettera respinge con fermezza la rappresentazione degli imprenditori come portatori di interessi economici contrapposti alla fede.
“Gli operatori coinvolti – dice la lettera – sono contemporaneamente lavoratori, genitori, fedeli e cittadini. Le attività interessate sono prevalentemente microimprese familiari: fotografi, ristoratori, operatori delle bomboniere, acconciatori, ambulanti e artigiani. Prendere in considerazione gli effetti economici non significa mettere il profitto prima della persona. Significa riconoscere che il lavoro sostiene la persona e la famiglia ed è parte essenziale della comunità”.
Ed ancora: “La proposta presentata alla Curia non riduce il percorso di fede – scrive il presidente di Confimprese Palermo – e non modifica il progetto pastorale. Cerca, invece, una soluzione per evitare che alcuni bambini arrivino alla Prima Comunione a dodici, tredici o quattordici anni, con il rischio di un progressivo abbandono del cammino intrapreso. Di fronte alla falsa contrapposizione tra fede e profitto, abbiamo scelto le famiglie. Famiglie che non sono estranee alla Chiesa, ma fanno parte della comunità cristiana e meritano di essere ascoltate”.
La festa non è il contrario della fede
Confimprese affronta anche il tema dei festeggiamenti per la Prima Comunione, additati come “cerimonie” sfarzose e lontane dal significato profondo del sacramento. Spiega il presidente Felice: “Il rischio di eccessi consumistici può esistere e la Chiesa ha pieno diritto di richiamare le famiglie alla sobrietà e al significato dell’Eucaristia. Tuttavia, la durata della catechesi non determina il modo in cui una famiglia deciderà di festeggiare. Allungare il percorso non elimina ristoranti, fotografie, abiti o bomboniere. Può contribuire a migliorare la preparazione religiosa, se sarà capace di coinvolgere, ma non cancella la dimensione familiare e comunitaria della celebrazione. Occorre quindi distinguere gli eccessi dalla festa e non utilizzare la presenza di un momento conviviale per rappresentare il lavoro degli operatori economici come antagonista della fede”.
“Adesso serve una risposta”
La proposta è stata formalmente rivolta all’Arcivescovo Corrado Lorefice.
“Auspichiamo che il mancato confronto sia stato determinato da fraintendimenti o disguidi e non dalla volontà di sottrarsi all’ascolto di una componente della comunità – chiosa Felice – Vi è ancora il tempo per costruire una soluzione che consenta la ripresa delle celebrazioni della Prima Comunione nel 2027. Il dialogo non obbliga la Curia ad accogliere la nostra proposta. Impone però di ascoltarla, valutarla e fornire una risposta nel merito. La proposta c’è. Le famiglie hanno fatto sentire la propria voce. Adesso spetta alla Chiesa di Palermo decidere se aprire il dialogo.
Se anche questa richiesta dovesse rimanere senza risposta, Confimprese Palermo si vedrà, suo malgrado, costretta a cambiare linea e ad attivare gli strumenti di rappresentanza e di iniziativa pubblica”.







