Concluso con successo a Palermo il CFC Congresso federativo di Cardiologia

I cardiologi nel corso dell’intervista: da sx Guido Guida, Riccardo Asteggiano, Gabriella Vitrano, Luigina Guasti
Il Cuore, una pompa mirevole soggetta ai moti dell'anima, tanto da simboleggiarla poeticamente e quasi materializzarla...
Il Cuore, una pompa mirevole soggetta ai moti dell’anima, tanto da simboleggiarla poeticamente e quasi materializzarla…

Se tornare capitale è, per Palermo,  una perdurante ambizione – che risale a quando, certamente, lo fu – ciò è stato vero per un giorno in tema di cardiologia. Con tutti gli onori, il team medico cittadino animato dalla presidente nazionale Gabriella Vitrano e dal comunicatore Guido Francesco Guida ha ricevuto i più attivi colleghi da tutta Italia e una rappresentanza a livello europeo. Il Congresso Federativo di Cardiologia ha affrontato, infatti, per due giornate a Palazzo Steri  i più svariati aspetti diagnostici e terapeutici, secondo i più aggiornati studi in materia, con i risultati conseguiti e gli imminenti traguardi in via di sperimentazione. Sono stati coinvolti 87 operatori del settore, tra medici, infermieri, psicologi e farmacisti. E’ stato proposto lo stato dell’arte della cardiologia odierna dal punto di vista della prevenzione e della cura: farmacologica, interventistica e chirurgica. Trattate anche le più avanzate tecniche gestionali del settore. Tra i principali temi: lo scompenso cardiaco, le aritmie, la cardiopatia ischemica (infarto ed angina), i problemi cardiologici dei soggetti con tumori, le malattie del metabolismo, problemi legali ed assicurativi. E’ stato approfondito il tema specifico dell’ ecografia polmonare. Fra i partecipanti i principali esperti della cardiologia italiana ospedaliera e del territorio, cui si sono aggiunti dall’estero, per la cardiologia europea, i massimi esponenti del Council for Cardiology Practice della Società Europea di Cardiologia.

Il Collegio Federativo di Cardiologia (CFC) – apprendiamo – è una associazione cardiologica scientifica relativamente giovane, ma impegnata e particolarmente attiva. È nata nel 2004 con l’intento di aggregare, informare ed aggiornare tutti i medici di diversa estrazione professionale (medici di famiglia, ospedalieri, universitari, ambulatoriali, liberi professionisti) e culturale (cardiologi, internisti, geriatri, diabetologi etc…) che si interessano di cardiologia pratica. Al CFC aderiscono anche infermieri professionali e psicologi con interesse per le malattie cardiovascolari. Il Collegio ha sezioni regionali, gruppi di studio, progetti di studio, un sito web, una newsletter trimestrale chiamata Cardionews. A livello nazionale il CFC organizza congressi, seminari, corsi di Basic Life Support (BLS-D). Per diversi anni alcuni anche in video-teleconferenza mettendo a confronto medici da diverse sedi italiane. Organizza anche corsi ECM e partecipa attivamente alle campagne istituzionali di informazione sanitaria. L’impegno del CFC è stato premiato a livello europeo con l’iscrizione al Council for Cardiology Practice (CCP) della Società Europea di Cardiologia e la partecipazione a tutte le sue iniziative: newsletter, e-journal, linee guida, convegni tra cui l’European Meeting of Cardiology Practice (vedi www.escardio.org).

Precedenti eventi cardiologici nazionali sono stati: Sicilia Cuore, Roma Cuore, Milano Cuore, Congressi Nazionali e seminari nazionali. Il CFC è consociato, a livello nazionale, con AIMAR, Centro Studi Cuore, GIEC, SPE

Per informazioni: info@sumeet.it info: 0332231416 www.sumeet.it – guidoguidafrancesco@outlook.it

Nel corso di una conferenza stampa abbiamo avuto modo di ascoltare tre rappresentanti scelti in rappresentanza del Collegio Federativo di Cardiologia e del Council for Cardiology Practice. In particolare, la dott.ssa Maria Gabriella Vitrano (PA), presidente nazionale CFC (gabriella.vitrano@tin.it), il  dott. Riccardo Asteggiano (TO): chair Council for Cardiology Practice (asteggianoricc@hotmail.com), la  Prof.ssa Luigina Guasti (VA): Responsabile del Comitato Scientifico Nazionale luigina.guasti@uninsubria.i

Si è parlato di cardiologia, ma non solo, Nel complesso è emerso, con soddisfazione dei giornalisti presenti, che per una volta, fuori da ogni polemica, si sono impegnati in domande costruttive, fuori dalla ricerca di ogni “spunto” scandalistico… E dire che, sui problemi della gestione generale dell’assistenza medico ospedaliera, proprio nella prospettiva dell’utenza e del territorio, non sono mancati momenti di grave riflessione. Non può dirsi – è emerso – che siamo vicini agli obiettivi che una società civile dovrebbe porsi, data l’evoluzione in atto e i progressi della stessa scienza medica.

“E’ vero che la sanità – ha detto la Prof.ssa Guasti – pone problemi economici di estrema entità, ma una razionalizzazione si attende da tempo, non solo a livello nazionale…”

La Dott.ssa Vitrano ha ribadito che la classe medica è poco ascoltata nel suo insieme. Inoltre i quadri sono ridotti numericamente. L’imperativo è quello di risparmiare. Da ciò non dovrebbe conseguire, come avviene, che al pensionamento degli anziani non seguisse l’opportunità di rimpiazzarli. “In pratica – ha precisato letteralmente la presidente del Cfc – vi sono oggi meno medici in ospedale, a fronte di un incremento sensibile ricoverati”.

E’ stato confortante rilevare come i tre medici dimostrassero di tenere a cuore la salute pubblica,  come come a conferma di una sentita forma di fedeltà al giuramento di Ippocrate, oggi al centro di qualche paradosso, non a caso ricordato e divenuto argomento di inatteso dibattito nei suoi particolari… Un problema di base, particolarmente sentito in cardiologia, è il periodo di convalescenza e mantenimento in cura.  Il sistema gestionale, detto spesso anche “all’americana”, impone all’azienda ospedaliera espedienti di risparmio dai quali non è estranea una precoce dimissione del paziente. Noto è, per altro, il costo del mantenimento di una ricoverato “intra moenia”…

“Nei primi anni 2000 – ha precisato il dott.Riccardo Asteggiano, riprendendo un tema attorno al quale si era giù mossa la discusssione – erano state azzardate in  Piemonte forme di collegamento fra l’ospedale e il territorio, affinché dopo  la dimisssione il malato fosse ancora seguito da chi lo aveva  avuto in cura durante la degenza”. “Attualmente – ha ribadito il chairman del  Council for Cardiology practice – il malato viene pressoché abbandonato a se stesso…”

Nel bilancio del congresso, però, ha prevalso il valore e il numero degli interventi, che hanno dimostrato come il settore della cardiologia sia estremamente vivo e vitale nella sperimentazione, mentre emerge evidente la volontà di rendere comuni e dividere le esperienze dettate dalla pratica medica e ospedaliera nella controluce delle più avanzate novità terapeutiche. Questa collaborazione a 360 gradi è, del resto, il fine primario del Collegio Federativo di Cardiologia che conta a Palermo su una rappresentanza particolarmente attiva.

Testo e interviste raccolte  e commentate da Germano Scargiali e Lydia Gaziano

Articoli correlati