Trent’anni fa cadde il muro di Berlino. Era il 9 novembre del 1989. Sembra ieri o sembra passato più tempo? Era stato costruito dall’Urss nel 1961 per evitare fughe nella Germania Ovest da parte dei tedeschi dell’est.
Il Muro di Berlino che per 28 anni aveva spezzato l’Europa, dividendo in due una città, all’improvviso si sgretolò sotto i colpi delle mazze e dei picconi, mentre famiglie di tedeschi, che dall’agosto del 1961 erano state separate dalla barriera della vergogna, tornavano ad abbracciarsi sotto gli occhi delle guardie, costrette a lasciarle passare. L’Occidente, guidato allora dagli Usa, aveva vinto la sua battaglia socio civile, aveva vinto la guerra fredda, che non aveva più ragione di essere combattuta. Per l’Urss fu una capitolazione,che precedette di poco un altro evento di grande portata storica ed un altro colpo mortale per il marxismo e il comunismo…
Le immagini fecero rapidamente il giro del mondo, divenendo il simbolo del crollo anche di un sistema politico che per 44 anni, dal tempo della prima Guerra mondiale, aveva retto le nazioni passate sotto l’influenza dell’Unione sovietica.
Coloro che avevano sperato che la nuova Russia, divenuta comunista con la violenza nel 1922, facesse da traino alla sognata “internazionale comunista” restarono amaramente delusi. Anche dell’internazionale non rimase che un ricordo nella storia…
L’ Urss nel 1991 scompare dalle carte geografiche. Mosca torna a essere soltanto la capitale della Russia, come ai tempi degli zar. Boris Eltsin è di fatto il nuovo leader degli immensi territori su cui regnarono Ivan il Terribile e Pietro il Grande, Lenin e Stalin. Mikhail Sergeevic Gorbaciov mantiene per ora il controllo dei 30 mila missili nucleari sovietici, ma prevede apertamente, per la prima volta, la sua uscita di scena.
Furono, dunque, fatti che scrissero il capitolo finale della guerra fredda, combattuta tra le nazioni occidentali e quelle orientali, non tanto con le armi, ma a colpi di propaganda e di politica, così dura da giungere fino al rischio di una nuova grande guerra. L’Urss aveva fatto paura al mondo intero…
La Russia apre da allora fino ad oggi all’economia di mercato e al capitalismo, ma non al liberalismo inteso come scelta sociale e civile. La cultura scolastica e quella generalizzata non si affranca a causa del permanere di un regime semi dittatoriale. I danni morali del comunismo continuano a produrre i loro effetti e ci vorrà tempo per cancellarli…
In queste ore in cui viviamo in tutto il mondo c’è chi si ricorda e chi fa un bilancio: emerge che oltre un giovane russo su quattro non ha mai sentito della caduta del Muro di Berlino: lo rivela un sondaggio del Centro demoscopico Levada pubblicato in vista del 30esimo anniversario dell’evento storico.
Stando alla ricerca, il 28% dei russi di età compresa tra i 18 e i 24 anni intervistati da Levada ha dichiarato di sentir parlare per la prima volta della caduta del Muro di Berlino.
Nella fascia d’età 25-39 anni un intervistato su 5 (19%) sostiene di non saperne nulla, una quota che si riduce al 12% nel campione complessivo. In totale, il 43% dei campioni giudica positivamente la caduta del Muro, il 13% negativamente e il 35% sostiene di non nutrire interesse per l’evento.
Tutti parlano della festa della città di Berlino: la Germania sconfitta – che era risorta ‘alla grande’ solo nella parte libera – era di nuovo una, i parenti rimasti lontani si riabbracciavano commossi…
Ciò che si racconta molto meno è il lato prosaico di quell’evento. La Germania Ovest, per prendere in carico “quei morti di fame” dell’est, chiede a tutto l’Occidente, Italia inclusa, di essere finanziata. Tutti gli stati più fiorenti, insomma, contribuiscono. Sanare l’errore del comunismo costa denaro a tutti.
La Germania,però, chiede anche dell’altro. “Regali” sul terreno del business, dell’industria e del commercio. Un esempio fra tutti, chiede all’Italia di interrompere lo sfruttamento della miniera di Pasquasia in Sicilia. E’ una delle due più grandi miniere di sali minerali del mondo. La miniera viene chiusa e infamata da allora in mille modi con “illazioni pretestuose“: inquinerebbe il fiume Salso, sarebbe pericolosa e da ammodernare nelle strutture. Oggi si dice che contiene scorie radioattive… C’è di più: in cambio l’Italia fornirà dei macchinari alla Germania per la produzione di sali potassici di sintesi. La fornitura avverrà dal Veneto…
Ma il lato peggiore di tutta la storia è che la fine dell’Urss, il nemico numero uno, non sfocia nella pace nel mondo, come era lecito attendersi. Gli Usa e la stessa Russia decidono di farsi guerra nel terzo mondo. Fomentano, quasi creandolo loro, l’odio fra Musulmani, Ebrei, Cristiani che in quei luoghi convivevano in pace, o quasi, da molti secoli.
Si crea un nuovo grande nemico, costruendone le premesse: è il nemico musulmano che, con la complicità di altri – musulmani anch’essi – che in quei territori si erano arricchiti col petrolio, viene sospinto verso quei flussi migratori che conosciamo. Nelle loro terre la guerra diviene la regola. La presenza di un nuovo nemico giustifica che si prosegua la costruzione di armi da guerra…
La fine del comunismo reale viene camuffato con l’etichetta della “Caduta del muro di Berlino” da chi allora ne pianse. Oggi, dopo 30 anni, è giusto comunque festeggiare, perché quell’evento ha chiarito simbolicamente all’umanità una volta per tutte come realmente stessero le cose nel “paradiso comunista”. Molti occidentali, però, lo avevano da sempre ben chiaro…
La fine del sogno legato al comunismo reale non pone fine neppure alle ideologie, che restano fondamentalmente due, legate nella psicologia umana al pensiero di Parmenide, ripreso da Platone da un lato contro la visione di Eraclito e Democrito dall’altro. Alla seconda si rifà la mentalità liberale di Pericle, che era il nipote di Platone. Paradossalmente la mentalità che oggi è stata adottata dall’ideologia “di sinistra” nasce sin dall’inizio da un “radical chic” del pensiero. Platone lo era: era un aristocratico che predicava una visione altamente morale della realtà, ma aveva tutta l’intenzione di difendere il proprio potere in politica. Pericle, il fondatore dell’idea di democrazia liberale, tutt’ora un sogno, un traguardo da raggiungere per l’umanità, avversava fortemente Platone, essendosi accorto dei gravi difetti del suo pensiero…
Germano Scargiali
Nota
Il ricordo di quel giorno si è già offuscato e sfugge ai più giovani… Tra coloro che hanno 18-24 anni, il 54% si dice indifferente, mentre il 32% giudica positivamente la caduta del Muro di Berlino che, il 9 novembre del 1989, smise di dividere la Germania. Il sondaggio è stato condotto su 1.616 individui in 50 regioni della Russia tra il 24 e il 30 ottobre.
Le due mentalità, tramutatesi spesso di ideologie, non “muoiono” certo a seguito di un evento pur di grandi proporzioni come il rumoroso flop del socialismo reale. E’ tipico della mentalità cosiddetta “di sinistra” confrontare ogni problema ed ogni decisione vedendola in trasparenza rispetto all’idea di base che hanno assimilato sul mondo: questo sarebbe caratterizzato dall’unità e dalla staticità. Della storia è riconoscibile sostanzialmente la fine, perché nulla in realtà muta, di fronte ad una natura che sopravvive all’individuo e che, comunque, l’umanità non può modificare, né nella sostanza, né nella “calligrafia” della vita. La natura sovrasta l’uomo che può soltanto danneggiarla nella sua presunzione di grandezza…
Al contrario i liberali credono nel movimento e nella molteplicità della natura, nella quale l’umanità interviene attivamente, essendone la regina… Il mondo inanimato non averebbe neppure un senso se qualcuno non lo conoscesse e non interagisse con esso,conoscendolo esplorandolo e persino modificandolo a proprio vantaggio combattendo contro le avversità naturali e alla ricerca di una vita migliore, più comoda, più sicura. I liberali sono convinti che il cosmo non tradirà lo sforzo di crescita dell’umanità alla ricerca di uno “sviluppo” senza fine. Come si vede, il muro contro muro fra le due mentalità è insanabile. E’ raro che una qualsivoglia decisione pratica venga assunta perché giudicata da tutti obiettivamente “giusta”. (Ge. Sca.)
Nota 2
E’ chiaro quale sia la nostra scelta i campo: non si capisce perché la Natura o il Creatore si siano sbagliati solo con l’umanità, facendo perfetta solo la natura inanimata assieme alle piante ed agli animali. La Natura o Dio hanno dato all’umanità conoscenza e coscienza nel loro impeto di perfezione. Il cosmo è probabilmente il meglio che abbiano saputo fare e coinvolgere nella conoscenza l’umanità fa parte di questo sforzo perfezionistico cui l’umanità deve certamente collaborare. Non chiedeteci perché dobbiamo vivere in questa sorta di paradosso, ma è evidente che sia così. Un risposta può darla soltanto la fede. Secondo un’accreditata teoria teologica, Dio avrebbe creato il mondo per sfidare il male e sconfiggerlo gratificando l’umanità della vita e della sua collaborazione…







