70° Festival di Taormina

Una chiusura in grande stile

Dopo aver ricevuto un bel NASTRO D’ARGENTO ALLA CARRIERA, Peppuccio Tornatore, la mattina di sabato 20, ci ha regalato la proiezione di un suo magnifico documentario del 1982 DIARIO DI GUTTUSO.

Di quando cioè, iniziò in sordina il suo mestiere di regista, confezionando per la RAI documentari dedicati a personaggi di rilievo della nostra Sicilia, e soprattutto della sua Bagheria. Ma mentre ci regalava un meraviglioso ritratto del grande pittore con le sue passioni come Villa Palagonia con i suoi mostri, questi seguiva alacremente il percorso che ne fece un pittore di fama internazionale. Chi non conosce: LA VUCCIRIA?

Ma ci racconta anche lo stretto rapporto che legava il pittore a BUTTITTA, a SCIASCIA, a VITTORINI e a CARLO LEVI.  Era davvero una stagione felice per la nostra cultura, che ricordiamo con piacere. Ma c’è di più. A dialogare con Tornatore per ameno un’ora, da par suo, c’era Costanza Quatriglio, Direttrice Artistica del Centro Sperimentale di Cinematografia, sezione palermitana di quello di Roma, specializzato proprio nel documentario. Ne viene fuori – pregi e difetti – quel che non sappiamo di Tornatore documentarista, un genere che lui privilegiava e privilegia, ma anche la complessa, travagliata genesi dei suoi film. Bella chiusura per un Festival che tutti amiamo, che ne ha visto di tutti i colori, ma con la nomina a Direttore Artistico di Marco Muller, uno dei migliori sul campo, sembra aprirsi a una stagione felice. Purtroppo però, chi lo finanzia e decide non ha perso il vizio di scegliere troppo tardi. Un mese e mezzo, sia pur per un maestro come Muller, è davvero troppo poco. Molto hanno fatto, oltre ai film, anche altre iniziative che riguardano lo spettacolo in genere. Si sono visti tra gli altri anche Ficarra e Picone che hanno fatto ascoltare le belle musiche dei loro film, commentando simpaticamente. Sul palcoscenico del Teatro Antico, anche star del calibro di SHARON STONE, insignita di un bel Cariddi d’Oro alla Carriera. Luci ed ombre quindi in questa importante edizione. Marco Muller potrà fare di meglio il prossimo anno. Sempre però che non decida di mollare. Sono tante le critiche ricevute, che non tengono conto del poco tempo di cui disponeva. Sarebbe davvero un peccato.

Eliana L. Napoli

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