E’ Toma (Forza Italia) il presidente in Molise

Il nuovo presidente della Regione Molise Donato Toma (F.I.)

Confermato il risultato in Molise: vince il Centrodestra. A trionfare è il candidato governatore del centrodestra, l’avvocato Donato Toma di Forza Italia che, in campagna elettorale, è stato sostenuto sia da Silvio Berlusconi, sia da Matteo Salvini.

Toma ha chiuso intorno al 45% con un netto distacco su Andrea Greco (M5s), sopra il 37%. Molto distante Carlo Veneziale, del centrosinistra, al 16,5%.

Niente sorpasso della Lega su Forza Italia. Il dato delle elezioni regionali in Molise vede come primo partito della coalizione di centro destra Forza Italia che con 12.518 voti si attesta al 9,40%.

Piccola, ma molto attiva ed in crescita economica, la Regione Molise è sempre stata in prevalenza legata alla destra liberale e molto “fedele” a Forza Italia e Berlusconi

E’ risultata seconda la lista civica Orgoglio Molise 11.209 voti (8,42%). Al terzo posto la Lega con 11.031 preferenze (8,28%). Buono anche il risultato ottenuto dai Popolari per l’Italia 9.595 voti (7,20%). A seguire le altre liste: Fdi 5.975 (4,49%), Iorio per il Molise 4.755 (3,57%), Movimento nazionale per la sovranità 3.745 (2,81%), Il popolo della famiglia 545 (0,41%).

Il Molise è una regione con il più alto tasso di crescita del Centro-sud. Tale tasso – grazie all’apporto dei liberali – è adesso destinato, certamente, a crescre ancora…

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L’OPINIONE DI PIPPO ALGOZINO

Nello stallo della politica, il voto di oggi nella piccola regione del Molise diventa un test per sondare le ripercussioni che il balletto Di Maio – Salvivi ha sulla pubblica opinione. La presenza di tutti i rappresentanti dei partiti, nella fase della campagna elettorale, ha mostrato chiaramente come ognuno vuole trarre profitto da questa chiamata alle urne. Di Maio spera di conquistare questo piccolo lembo di terra per posizionarvi una poltrona a 5 Stelle e per gridare con più voce la sua richiesta di fare il premier. Salvini tenta di scorporarsi dal centrodestra, strappando qualche punto in più, con il pensiero fisso per ciò che accadrà il 29 in Friuli. E’ proprio nelle elezioni di questa regione che intende trionfare e diventare leader adulto, lasciando la fase di dipendenza da FI, per manovrare con libertà la partita con Di Maio sul nuovo governo.

Anche i  Dem sono in trepida attesa per i risultati di stanotte per vedere se la corsa verso il baratro si è arrestata, sperando di guadagnare qualche chance per entrare nelle olimpiadi di questi giorni. Il Quirinale è pure in attesa che qualche evento esterno al teatrino politico – in questo caso le elezioni in Molise – possa fare pendere l’ago della bilancia verso un soluzione ad opzione unica.

E gli italiani che fanno? Certo non sono in fibrillazione come i capi dei loro i partiti ma si sono rotti di assistere al ping pong tra il Pentastallato e il rappresentante del Carroccio, anche perché la politica non è un campionato di calcio dove ognuno partecipa con piacere, come se fosse il CT della squadra nazionale.

La settimana che inizia dovrebbe essere quindi quella decisiva per un stringere i tempi sulla crisi; speriamo di uscirne prima che il Paese vada in frantumi. (Pippo Algozino, corrispondenza da Catania)

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