Anche l’indagine in corso sul “caso Montante” dimostra che un certo andazzo si stato alla base degli “alti guai” che hanno rischiato di dare il colpo di grazia alla Sicilia negli ultimi anni. Sulle indagini in corso che non sembrano serto essere prive di fondamento, né destinate a finire nel nulla, gli uomini politici non hanno mancato di manifestare le proprie sottolineature e non hanno taciuto aperti riferimenti al coinvolgimento del Senatore Beppe Lumia e dell’ex presidente della Regione Rosario Crocetta…

Il primo commento proviene da Claudio Fava, neo presidente della Commissione Antimafia in Sicilia.
“Dopo l’arresto con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e di aver spiato l’attività della Magistratura (accusa che si somma a quella di concorso in associazione mafiosa, per cui è tuttora indagato) – ha affermato Fava – è scandaloso che l’ex presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante conservi intatte le proprie cariche: presidente della Camera di commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa, una consociata di Confindustria nazionale”.
Fava è stato appena scelto dal nuovo Presidente della regione Nello Musumeci alla guida dell’Antimafia in Sicilia, nella carica che lo stesso Musumeci aveva ricoperto fino al momento della sua elezione a Palazzo d’Orleans. E’ appena il caso di notare come la scelta si riveli significativa sull’apertura di Musumeci anche verso personaggi chiaramente ritenuti estranei alle sue tradizioni politiche. La nomina dello stimato Fava è sembrata azzeccata ed è stata gradita da una larga base di cittadini.
“A lungo protetto dall’ex presidente della Regione Crocetta e dall’ex senatore Lumia – insiste Fava – chi consente ancora oggi al signor Montante di ricoprire quegli incarichi, nonostante da due anni sia indagato per reati di mafia? Quale sistema deviato di potere è stato costruito negli anni attorno a questo imprenditore? Quanti altri protettori occulti e palesi, dentro e fuori le istituzioni, hanno protetto la sua carriera? In attesa di una risposta, chiediamo agli organi preposti, nonché al presidente nazionale Confindustria Boccia e al presidente della Regione Musumeci, di adottare i provvedimenti urgenti ed opportuni affinché Montante venga sollevato immediatamente dalle sue funzioni. Se ad accuse così gravi e circostanziate non segue un atto di autotutela delle istituzioni, rischia di prevalere il senso tragico e ridicolo dell’impunità personale.”

“Nessuno di fronte al decoro delle istituzioni – incalza l’uomo politico – può essere considerato per così tanto tempo un intoccabile”.
Sull’arresto di Montante è intervenuto anche il sindaco di Palermo: “Confidando nel lavoro della Magistratura su questa ed altre vicende che riguardano l’ex presidente di Confindustria Sicilia – ha commentato Leoluca Orlando – non posso che ribadire l’anomalia, da me più volte denunciata in diverse sedi, di un sistema Confindustriale che ha determinato, per almeno sei o sette anni, le politiche dei precedenti governi della Regione in settori strategici dell’economia e della vita delle nostre comunità”.
Un po’ oscuro tale commento. Né potrebbe essere diversamente, visto che proviene da un Orlando che, nello stesso periodo, ha trovato gli ambienti del PD regionale talmente accoglienti da aderirvi, pur restando sul piano personale un dichiarato avversario politico di Crocetta, ma al suo interno e nell’ambito delle mire alle cariche politiche…
(Le parole di Fava e di Orlando sono tratte testualmente da: Il Sicilia.it . Ndr)

LE PENOSE “PORCHERIE” EMERSE
Nelle intercettazioni effettuate degli investigatori è registrato un dialogo tra l’ex capo dell’Irsap Alfonso Cicero e l’ex assessore Marco Venturi, negli uffici della Sidercem, in cui si parla di un finanziamento per la campagna elettorale di Rosario Crocetta, a fine 2012, di 20 mila euro in nero.
La somma sarebbe stato richiesto dall’ex senatore Pd Beppe Lumia a Venturi. Cicero e l’ex assessore ne discutono durante la preparazione di un documento concordato per cristallizzare i ricordi di Venturi prima di rendere dichiarazioni ai magistrati.
La richiesta, si deduce dai particolari del dialogo registrato dagli investigatori, apparve strana a Venturi perché arrivava a fine della campagna elettorale. Lumia, andato a Caltanissetta per incontrare Venturi gli avrebbe detto che poi “sarebbe passata la segretaria di Crocetta”. In realtà Venturi non diede il contributo a Lumia, gesto che gli procurò le rimostranze di Antonello Montante.
L’altra vicenda che coinvolge l’ex senatore Beppe Lumia riguarda il rapporto con Massimo Romano, titolare della rete Mizzica-Carrefour in Sicilia. L’esponente della sinistra lo avrebbe invitato a denunciare un’estorsione in realtà mai avvenuta per accreditarsi come imprenditore antimafia.
Lo rivela lo stesso Romano in un colloquio intercettato il 18 settembre 2015 negli uffici Sidercem di Marco Venturi, a Caltanissetta con Alfonso Cicero e Venturi. Stesse pressioni avrebbe avuto da Antonello Montante.
Nel luglio 2016 interrogato a Caltanissetta dai magistrati, Romano ribadisce che in un incontro a Roma con Montante Venturi, Lumia gli disse che faceva parte del “percorso legalità” e che se non avesse denunciato avrebbe creato un “neo” al percorso intrapreso.Romano ribadì a Lumia che non aveva “mai pagato nessuno” e che non aveva acquisito “elementi in tal senso” neanche dopo un’indagine interna alla sua azienda. “Ricordo – dice Romano – anche che dopo la cena ebbi una terribile discussione con Montante il quale, quasi violentandomi psicologicamente insistette sul fatto che dovevo denunciare e che non facendolo li avrei rovinati tutti. In quel periodo vi era in animo di costruire una nuova associazione antiracket a Caltanissetta e ho avuto la sensazione che il discorso di Montante fosse funzionale a farmi divenire presidente di quella associazione”.
Anche nel corso di un’altra riunione nell’azienda di Venturi, Lumia “insistette affinché mi recassi in procura a denunciare ma mi mostrai fermo nelle mie convinzioni e annunciai che mi sarei dimesso da Confidi e Confindustria. Presentai le dimissioni che non venero accettate”.
(Le dichiarazioni, in forma diretta e indiretta, dei personaggi su citati sono riprese: Da Il Sito di Sicilia, giornale online. Ndr).
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