Un passo avanti verso l’escavazione del porto canale di Mazara del Vallo. Si libererà finalmente dall’insabbiamento? Il problema è, puntualmente, ecologico: dove sversare la sabbia tolta dai fondali? Presso la sede del Distretto produttivo della Pesca e Crescita Blu, ha avuto luogo una riunione tecnica finalizzata alla ricerca di soluzioni per l’escavazione dello storico porto, una grande struttura, protetta da moli foranei, che da lungo tempo estende sul mare il millennario asilo che le barche trovano nell’ultimo tratto alla foce del fiume Mazaro: non viene dragato da anni. I lavori per l’escavazione, seppur aggiudicati da mesi alla ditta messinese Ecol2000, non sono iniziati a causa del parere negativo dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente allo sversamento dei materiali prelevati nella cosiddetta “colmata B”. Nel porto, attorno al quale fioriscono industrie per la lavorazione, la conservazione e l’esportazione del pescato, più un notevole indotto di attività collaterali, industriali e artigiane, si trova una sede della Capitaneria di Porto moderna e dimensionata al pari delle sede dei grandi porti commerciali.
Alla riunione hanno partecipato coralmente tutte le parti interessate. Oltre ai promotori del Coordinamento Territoriale Filiera Ittica Mazara (Confederazione Imprese Pesca-Federpesca, Distretto Produttivo della Pesca, Co.Ge.P.a. Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume Mazaro-UNCI Pesca, O.P. Il Gambero e la Triglia del Canale, FAI-CISL,FLAI-CGIL, UILA-UIL), hanno partecipato i rappresentanti della Ecol2000 (il titolare Giuseppe Micali ed i tecnici Daniele Andronico e Aurelio Micali), il Vice sindaco della Città di Mazara del Vallo, Silvano Bonanno, il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, arch. Alberto Ditta, e appunto i rappresentanti della Filiera Ittica mazarese.
Nel corso di un sopralluogo presso il porto da parte dei tecnici della Ditta messinese, sono state anche prospettate, prima della riunione, soluzioni alternative allo sversamento del materiale prelevato attraverso i lavori di escavazione. Si attendono adesso sviluppi da parte dei progettisti e dalla Stazione Appaltante (il Commissario regionale per il Rischio Idrogeologico) in merito alle interlocuzioni con l’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente.
Non si interrompe, frattanto, lo stato di agitazione della marineria e ciò fin quando non si avvieranno i lavori di escavazione del porto canale. In caso di ritardi – hanno avvertito i rappresentanti degli armatori e lavoratori – non si escludono clamorose iniziative frutto queste della rabbia che cova da anni negli ambienti della pesca di Mazara del Vallo. Una vera situazione all’italiana e alla siciliana, che farebbe gola a “Striscia”: il porto peschereccio più importante d’Italia, al limite massimo nell’intero Mediterraneo è da anni in gran parte inagibile. La notte il buio è frequente. Mancano strutture adeguate per accogliere i pescatori al rientro… Il malcontento per un settore che soffre già di provvedimenti inadatti (Ue) e del caro-gasolio, è forte. A che cosa serve, inoltre, l’autonomia regionale, nata proprio per garantire velocità d’intervento sulle emergenze? Soprattutto se hanno così gravi ricadute negative su lavoro ed economia?
Frattanto, su invito della II Commissione Consiliare (Industria, Commercio, Pesca, artigianato, agricoltura, Lavoro e cooperazione e Sviluppo economico) del Comune di Mazara del Vallo, il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, ha relazionato in merito alle problematiche strutturali del porto di Mazara del Vallo, in primis sulle questioni relative alla messa in sicurezza, quindi sul dragaggio del porto canale, che risulta insabbiato da anni, e sulla mancanza di illuminazione.
Tumbiolo, rispondendo alle domande dei componenti della Commissione partecipanti all’audizione, Francesco Foggia, Giovanni Iacono Fullone, Rosaria Antonia Provenzano e Giuseppe Di Gregorio, ha ribadito che il Coordinamento Territoriale Filiera Ittica Mazara, del quale fa parte il Distretto della Pesca e Crescita Blu (insieme a Confederazione Imprese Pesca-Federpesca, Co.Ge.P.a. Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume Mazaro-UNCI Pesca, O.P. Il Gambero e la Triglia del Canale, FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL) seguirà con costante attenzione, concordemente all’Amministrazione Comunale, gli sviluppi fino a quando non saranno risolte le problematiche del porto.









