Cateno De Luca sindaco a Messina corona il suo sogno: adesso rilancerò la città!

Un’immagine significativa di Cateno De Luca, polemico contro il “non facere” tipico della politica, e dell’amministrazione siciliana. Frequente anche nella vita d’di sempre. La sua volontà di “dare una sveglia” gli renderà il lavoro difficile, come è immaginabile. Ma, già vaccinato, potrebbe essere l’uomo giusto…

Cateno De Luca nuovo sindaco di Messina è una delle notizie esemplari del prevalere della destra a queste amministrative, anche se in Sicilia la destra, storicamente più forte, non ha certo stupito, subendo ancora un visibile residuo scacco dalla “sorpresa 5Stelle” registratasi alle nazionali… Ma alla destra bisogna, per inciso, sommare la “sinistra ragionevole”, quella renziana che è la sola a “tenere”, anche se va considerata per altro verso come la responsabile del vagare nell’oscurità del tradizionale elettorato post comunista…

All’insegna dello spirito positivo, rifuggendo da patemi ideologici per la politica del fare: questo il concetto di cambiamento che anima il focoso Cateno.

Il Ponte? E perché no? Anzi, !

Piuttosto un no netto, uno stop – con il Ponte – all’emorragia di denaro provocata dal continuo dragaggio di Tremestieri e dal continuo rifacimento del molo foraneo che sprofonda nello stretto presso l’approdo “provvisorio” dei traghetti. Stop anche all’inquinamento ed all’ingorgo delle strade cittadine da parte dei Tir…

Durante la Campagna elettorale: Cateno fra la gente, non poteva essere diversamente.
Durante la Campagna elettorale: Cateno fra la gente. Non poteva essere diversamente.

Cateno è certamente un personaggio: estroverso e polemico, si distingue per certi versi dal cliché di destra da cui proviene. E’ piuttosto classificabile in una rara categoria: quella degli …estremisti di centro. Lo conferma in questi primi giorni in cui ha giustificato la sua piccola “campagna acquisti” che gli ha fatto raggiungere una maggioranza in consiglio con il suo gusto per il concreto, lontano da preconcetti ideologici…

Per il resto presenta chiare caratteristiche da “uomo di destra”: 16 volte – sembra – sottoposto a giudizio ed altrettante assolto perché il fatto non sussiste…

Ma Cateno De Luca ha assunto più volte l’aria del perseguitato dal “sistema” e quella del protestatario: dalla famosa protesta in mutande agli arresti all’elezione a sindaco di Messina – tanto da lui desiderata e preparata – c’è dimezzo più di un volo pindarico.

La carica di primo cittadino, per lui, non certo una è una novità, anzi è già avvezzo alla fascia tricolore come sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva…

Eletto primo cittadino con oltre il 65% dei voti, pur molto presente a livello politico regionale, resta fino ad ieri famoso soprattutto perché nel 2007 si era spogliato nell’Assemblea regionale della Sicilia. Poi per essere finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio e per evasione fiscale, ma – come dicevamo – sempre assolto con formula piena.

Cateno De Luca è stato anche preso di mira a Marco Travaglio: altra occasione di notorietà per lui. Una vera aggressione,come al solito: Cateno lo ha querelato.
Cateno De Luca è stato anche preso di mira da Marco Travaglio: altra occasione di notorietà per lui. Una vera aggressione,come al solito: Cateno lo ha querelato.

Rispetto all’episodio della protesta, passa in secondo piano anche l’aggressione di Marco Travaglio. Il polemista ha contribuito, in realtà,  all’importanza e alla fama dell’ancor giovane uomo politico e gli ha spianato la strada verso la più importante e fortemente voluta impresa politica della sua vita: diventare sindaco del Capoluogo peloritano. L’elettorato dal canto suo ha confermato quanto stimi e “disinvolta” ritenga essere la mano della pubblica accusa…

Un plebiscito, all’epilogo finale, il suo: è stato eletto sindaco di Messina ai ballottaggi con oltre il 65% dei voti. Ma il nome di Cateno De Luca – dicevamo – non è affatto sconosciuto né al mondo politico né a quello giudiziario.

Quando, nel 2007, si tolse i pantaloni per rimanere in mutande nell’Assemblea regionale della Sicilia: la Bibbia in una mano, un Pinocchio nell’altra era deputato e protestava contro la decisione dell’allora presidente Micciché di estrometterlo dalla Commissione Bilancio: si spogliò, coppola nera in testa, usando la bandiera della Sicilia come un pareo. Ma quella era già una replica: un altro ‘spogliarello’ fu in conferenza stampa, appena eletto alla regionali nella lista del Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo: si spogliò per protestare contro i tagli di fornitura d’acqua alle Eolie…

Cateno il simpaticone. E' il tipico ...ragazzo cui non si può dir di no.
Cateno il simpaticone. E’ il tipico …ragazzo cui non si può dir di no.

Il “borgo natio” è Fiumedinisi, di cui è stato sindaco dal 2003 al 2011. Poi nel 2012 nuova fascia a Santa Teresa di Riva, cittadina costiera messinese del versante jonico: dritto fino al 2017.

Nel mezzo, si inserisce già qualche guaio giudiziario: nel 2011 viene arrestato con il fratello Tindaro, funzionario del Comune di Fiumedinisi e presidente della Commissione edilizia, per quello che viene definito il …sacco di Fiumedinisi. L’accusa: abuso d’ufficio, falso e tentata concussione, per aver gestito gli appalti per la costruzione di un albergo, 16 villette e un muro di contenimento del torrente Fiumedinisi, tendente – si sostenne – a favorire imprese edilizie della sua famiglia…

Per lui erano stati chiesti cinque anni di carcere. L’assoluzione, però, arriva a novembre del 2017. Nello stesso anno, ed esattamente tre giorni prima che arrivasse l’assoluzione, appena eletto deputato regionale nelle fila dell’Udc, venne nuovamente arrestato per evasione fiscale.

Cateno, il bravo ragazzo. E' anche un uomo per tutte le stagioni.
Cateno, il bravo ragazzo. E’ anche un uomo per tutte le stagioni.

Per di più il provvedimento aveva la non rara “aria” d’essere “troppo tempestiva”: a poche ore dal suo annuncio di volersi candidare a sindaco di Messina. ‘Impresentabile’, così lo bollò al momento la Commissione antimafia. Un leit motiv che lo inquadrava nella tradizione del     centrodestra… De Luca tornò il libertà dopo la revoca dei domiciliari, sostituita con la misura del divieto di …ricoprire ruoli ‘apicali’ negli enti coinvolti nell’inchiesta.

Sono sette gli assessori nella squadra di De Luca – sindaco, che governano a Palazzo Zanca, ecco i nomi e le deleghe (come sempre la destra non trascura la quota rosa):

Salvatore Mondello

Infrastrutture e Lavori Pubblici, edilizia e mobilità – pianificazione urbana e programmi complessi – risanamento e rivitalizzazione urbana.

Dafne Musolino

Contenzioso – attività produttive e promozionali (Agricoltura, Pesca, Artigianato, Industria, Commercio, Turismo, brand Messina) – Politiche del lavoro – rapporti con il consiglio comunale – rifiuti ed ambiente.

Carlotta Previti

Piano strategico – Smart City – risorse idriche ed energetiche –individuazione e programmazione fondi extra comunali.

Massimiliano Minutoli

Manutenzione beni e servizi – Cimiteri – Arredo urbano e pubblico – Acquario e dimora per gli animali – Protezione civile –Sicurezza sui luoghi di lavoro – pronto intervento.

Alessandra Calafiore

Politiche sociali e delle pari opportunità – rapporti con il consiglio comunale – politiche agroalimentari, politiche della salute – baratto amministrativo – banca del tempo.

Giuseppe Scattareggia

Attività sportive – politiche giovanili–spettacolo e tempo libero–antichi mestieri e tradizioni popolari–rapporti con la comunità e i comitati civici alla valorizzazione della nostra Tradizione Popolare.

Roberto Vincenzo Trimarchi

Pubblica istruzione – formazione – cultura

A se stesso Cateno De Luca ha riservato le deleghe a Risorse Umane e Polizia Municipale – Finanze, patrimonio, partecipate e programmazione economica – riorganizzazione assetto amministrativo e dei servizi municipali – Ponte sullo Stretto di Messina – antichi mestieri e tradizioni popolari – Casinò dei Peloritani.

Per il Ponte sullo Stretto, fortemente voluto ormai da tutta (o quasi) l’imprenditoria siciliana da Augusta (porto container, aspirante porta d’Europa) bando ai ‘falsi’ timori: “Se ragionassimo così – dichiara Cateno De Luca, con riferimento ad infiltrazioni del malaffare, alle domande da parte di più media, radio inclusa – dovremmo bloccare in Sicilia ogni opera pubblica, grande e piccole. Sarebbe l’impasse…”

Germano Scargiali

Per approfondire http://www.strettoweb.com/foto/2018/06/de-luca-sindaco-assessori/719811/#B8UKTsUIZePCHMA1.99

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