L’acqua dolce sulle isole: i guai di Lipari

Un dissalatore ad osmosi inversa. Schema.

Se l’acqua non manca più, come avveniva una volta, nei grandi territori, dove la “politica dei dissalatori”, le cui prime datazioni risalgono ai lontani anni 1930, appare in disuso (vi sono varie altre …fonti naturali), nelle piccole isole il problema è molto sentito e vengono costruiti e utilizzati i cosiddetti “dissalatori ad osmosi inversa” che utilizzano un sistema fisico chimico, basato sulla forza centrifuga e sull’ausilio di sostanze chimiche che fissano il sale e lasciano l’acqua pura. Al punto che va poi arricchita di sali utili alla salute e al potere dissetante, inclusa una dose minima di nuova acqua di mare…

Nell’isola di Lipari, caso esemplare per la sua importanza e il gran nome che porta, oltre 50 milioni di euro sono stati stanziati e dovrebbero essere stati ben spesi fra dissalazione e depurazione delle acque fognanti. E’ appena il caso di dire che in Israele,anche queste si “riciclano” e potabilizzano più volte (fino a sette,ma Israele dispone di centrali nucleari). La più grande delle Eolie, però, è di nuovo alla crisi idrica e non mancano, qua e là indesiderabili miasmi…

Oggi l’isola dispone dell’atteso dissalatore, ma i “liparoti” giungono a rimpiangere il tempo dei serbatoi di accumulo collocati a Monte Sant’Angelo, sostituiti da circa 4.200 pannelli fotovoltaici installati per alimentare il dissalatore ma mai attivati. Dopo che si è data esecuzione ad un appalto di oltre 30 milioni di euro, le navi cisterna continuano ad intervenire per riempire le vasche comunali e l’emergenza idrica continua…

osmosi diretta e osmosi inversa: schema. In ogni caso è necessario l'ausilio di "carboni" che si saturano periodicamente per e di energia. Ce ne vuole tanta ed è un'illusione che possa provenire dal sole tanto meno dal vento... Nelle piccole isole, sia per i residenti,sia pe l'accoglienza turitica funziona una miriade di apparecchiature elettriche. Date le esigenze moderne, senza una reale concreta alternativa.
Osmosi diretta e osmosi inversa: schema. In ogni caso è necessario l’ausilio di “carboni” che si saturano periodicamente per e di energia. Ce ne vuole tanta ed è un’illusione che possa provenire dal sole tanto meno dal vento… Nelle piccole isole, sia per i residenti, sia per l’accoglienza turistica funziona una miriade di apparecchiature elettriche. Date le esigenze moderne, non c’è una reale concreta alternativa.

Ad occuparsi delle criticità presenti nella gestione dello Impianto ad osmosi inversa di via Canneto è stato l’Ispettorato territoriale del lavoro di Messina, partendo da una denuncia fatta da quattro lavoratori dipendenti della Ge Dis scrl, licenziati e non riassunti dalla Sopes srl, subentrata nella gestione violando anche l’articolo 20 del capitolato e del contratto d’appalto: motivi in più di irregolarità che forniscono il quadro della situazione…

A seguito delle rimostranze e dei rilievi effettuati, la Procura della Repubblica presso il tribunale di Barcellona e la Procura generale della Corte dei Conti, ha raccolto un’abbondante documentazione in cui sono descritte una serie di irregolarità sul numero delle maestranze occupate, sul relativo impiego e sui difetti che emergono dal cattivo funzionamento del dissalatore. Vi si trovano indicati dirigenti e funzionari locali e regionali per non aver vigilato sull’appalto e sul buon funzionamento del tutto…

Verso il finire del 2017, l’Ispettorato aveva invitato l’Assessorato dell’Energia e dei servizi di pubblica Utilità a intervenire sulla Sopes per accertare eventuali violazioni ed operare una ritenuta dell’importo contrattuale. Il Dipartimento competente della Regione siciliana ha risposto in gennaio ammettendo che nella gestione del dissalatore di Lipari si riscontrano evidenti problemi e invitando il Prefetto di Messina a convocare un tavolo… Era stato poi disposto un sopralluogo e a dicembre i funzionari regionali avevano rilasciato precise direttive per sanare le inadempienze, riservandosi di indicare anche delle penali.

Alla Sopes srl è anche giunta, dopo le risultanze di provenienza dall’Ispettorato, la richiesta di assunzione per uno dei 4 dipendenti esclusi nel 2015.Per almeno due anni circa, stando all’Ispettorato, il Dipartimento regionale acqua e rifiuti non avrebbe effettuato adeguati controlli sul rispetto delle norme contrattuali, se non sopralluoghi superficiali che non hanno condotto a che emergessero inadempienze…

Dopo un troppo lungo periodo – dovuto alla solita burocrazia –si è giunti all’aggiudicazione di un nuovo appalto all’Ati, composta dalla capogruppo mandataria Sopes srl insieme alla Di Vincenzo srl e So Fi P spa. E siamo nel maggio 2014. La firma del contratto con la Regione per l’affidamento del servizio, invece, è datata nell’ aprile 2015, fino a giungere al passaggio di consegne ufficiale tra vecchia e nuova gestione, avvenuto a metà ottobre dello stesso anno.

Frattanto, per …garantire un fondamentale pubblico servizio, si è andati avanti con le proroghe del vecchio appalto e di conseguenza del rapporto di lavoro con i dipendenti che si sono visti recapitare ben 16 comunicazioni in cui si rinviava “allegramente” la cessazione del rapporto stesso.

Tralasciamo di annotare nei particolari la perdita di denaro verificatasi nel frattempo per la Regione, visto che con il vecchio contratto la dissalazione veniva pagata euro 4,20 a mc mentre con il nuovo a 1,74…

A ottobre è stata riassunta parte del personale, ma quattro dipendenti restano fuori e danno il via ad iniziano una battaglia legale seguita dalle denunce che hanno contribuito a “smuovere” l’Ispettorato e l’amministrazione regionale…

Oggi il dissalatore lavora con il personale …numericamente ridotto all’osso. I prelievi per le analisi li effettua solo mensilmente la Tetralab, e non si eseguono settimanalmente analisi sull’acqua grezza in ingresso e sull’ acqua potabile in uscita…

Dagli stressi ordini d’acquisto della Sopes srl, dalla documentazione della Tetralab srl e dalle dichiarazioni dei lavoratori emergerebbe, infatti, l’assoluta carenza delle analisi di routine: durezza, cloruri, solfati, residuo fisso. Ciò in violazione dell’art. 23 capitolato d’oneri, determinando una situazione di rischio per la salute pubblica (D.Lgs 31/2001). Più    il danno economico per le casse regionali..

La Sopes dovrebbe garantire da contratto un milione 850mila mc di acqua trattata l’anno, ma neanche a dirlo: il nuovo impianto di dissalazione era stato progettato per una portata consistente (9 mila mc) per dire fine all’emergenza ed alla necessità di ricorrere ricorso all’acqua (14 € al mc) trasportata dalle navi.

Dal documento che la stessa Sopes srl ha inviato allo Assessorato regionale si evincono difformità, inadempienze e impegni assunti non mantenuti da parte dell’Amministrazione regionale. Emerge soprattutto la realtà di un impianto mai messo nelle reali condizioni di raggiungere un accettabile livello di funzionamento.

Aldo Di Pasquale

Nota. Si parla molto del problema dell’acqua, specie nei riguardi del terzo mondo e del timore di “guerre per l’acqua“… Niente di più infondato,specie in una prospettiva storica… L’acqua è ovunque nel sottosuolo. Basta scavare un pozzo, dipende dalla profondità. Il problema non è la carenza del pur prezioso liquido, in cui probabilmente si è formata la vita e da cui noi stessi indirettamente proveniamo. L’acqua di provenienza atmosferica o tellurica (esiste da sempre nel sottosuolo, quasi sempre dolce, persino sotto il mare) si trova anche nel cuore dei deserti. Il vero problema di tutto è l’energia: volete che gli antichi tiravano su l’acqua col sistema lentissimo dei qanat e l’uomo moderno non sappia scovarla e pomparla velocemente in superficie? L’energia è tutto e ce ne vuole tanta. Servono non già centinaia, ma  migliaia di megawatt. Ve ne saranno e l’energia sarà, ben presto, di stragrande provenienza nucleare. L’interesse dei politici e delle amministrazioni è per sfruttare subito sole e vento, prima che divenga assolutamente inutile e, con la “fusione”, assolutamente insostenibile la fola delle scorie e della pericolosità, già oggi, pur con la fissione, sostanzialmente marginale. (Ge.Sc.)

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