Rosanero: è l’inizio della fine?

Curva nord ai tempi dell’entusiasmo.Non sempre gli spalti erano così pieni. La campagna anti rosanero della Palermo ufficiale influenzava i tifosi…

A, B, C, D… Non stiamo recitando l’alfabeto. Queste sono, invece, le lettere che ridondano nella nostra mente a proposito del “Caso Palermo calcio”. Può una squadra che per due anni stava per accedere alla serie A con buon diritto essere prima defraudata (2018) e poi precipitata “a norma di legge” (2019) fino alla serie D, sempre che questa vergogna giuridica accadrà?

Il colmo è che tutto torna nelle mani del Comune, cioè del sindaco Orlando che è stato per anni il maggior nemico dei rosanero, contribuendo di certo con il proprio comportamento alle disgrazie della squadra.

Quanto a Zamparini, che ha portato a Palermo notorietà non solo calcistica, buoni giocatori e ci ha fatto divertire per anni, non c’è dubbio che unire il proprio ruolo di contestatore “perseguitato” del “sistema” a quello di un Palermo calcio a propria volta storicamente perseguitato è stata – alla luce dei fatti – la peggiore scelta della sua vita. E dire che ha professato amore per la Città e persino per Santa Rosalia come nessun altro “forestiero” aveva mai fatto, escludo, forse, Volfango Goethe. Maurizio Zamparini e il Palermo sono stati letteralmente “attaccati da tutte le parti”.

Come abbiamo già scritto: Zamparini non fa certo parte di quei tanti personaggi, in Italia e in Europa che – come il pupazzo sempre in piedi – sopravvivono ad ogni loro “reale” malafatta…

Il danno economico ai lavoratori coinvolti e all’indotto, oltre che all’immagine del Capoluogo della Sicilia, è incalcolabile.

La situazione continua ad essere estremamente ingarbugliata. Non si sa ancora se il Palermo ripeterà la B o si ridurrà “poareto” a ripartire dalla D. E dire che, per il secondo anno, avrebbe meritato la A, nuovamente “a portata di mano” disputando i play off, dopo essere stato campione d’inverno…

Qualcosa di simile avvenne al Palermo a metà del dopoguerra: non è la prima volta che i rosa fanno questa esperienza della “ripartenza”. Allora c’era un vero dissesto e la società venne addirittura rifondata…

Qualche lume può venire da quanto sotto (notizie da Mediagol.it)

Alcuni giorni fa la Covisoc (Commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche, organo interno alla Federazione Italiana Gioco calcio, ndr)  aveva ufficialmente escluso dal prossimo campionato di serie B i rosanero, che sembrano dunque destinati alla retrocessione in serie D. Entro le ore 19 di oggi (7 luglio) però, l’attuale proprietà avrà la possibilità di presentare ricorso contro la decisione dell’organo di controllo, pagando una cifra pari a 15 milioni di euro che verrà restituita soltanto in caso di esito positivo.

Palermo, comunicato di Arkus Network:

(ARKUS è un Gruppo Polifunzionale costituito da investitori istituzionali, imprenditori e società del terziario avanzato, accomunati da identità valori e caratterizzati da una visione olistica del fare impresa, che offre il proprio know-how per il raggiungimento degli obiettivi di business, anche in processi di ristrutturazione e turnaround aziendali).

L’intervento viene attualizzato attraverso partnership e partecipazioni al capitale di rischio. Il Management aziendale ne è l’espressione operativa.

Il comunicato di Arkus

“Diffidiamo chi diffonde notizie non rispondenti al vero …propagandando l’esistenza di atti fallimentari”. Evidentemente non ne esistono…

I tifosi stanno comunque continuando la loro protesta, e la Curva Nord 12 ha attaccato l’Arkus Network accusandola di essere la causa delle crisi che sta vivendo la loro squadra. Questo il post pubblicato sul profilo Facebook: “Siamo stati in silenzio per un po’… a riflettere, a confrontarci, ad osservare.

Quello che pensiamo è che abbiamo perso tutti! Dopo questi mesi infernali sempre col patema d’animo per tutto quello che ci ha investiti siamo ormai all’epilogo. Una fine preannunciata da tanti, forse voluta da qualcuno. C’è chi ha provato a lottare fino alla fine e chi dirà io l’avevo detto, ma oggi non importa più. C’è solo da prendere atto della triste fine di questa storia.

In questa vicenda, come in ogni film, ci sono stati attori protagonisti, non protagonisti e comparse, tanti hanno responsabilità per quello che hanno fatto, altri le hanno invece per quello che non hanno fatto. Fatto sta che ai nostri occhi siete tutti colpevoli. Disonorando la Palermo calcistica avete infangato anche la città e i suoi tifosi…  (Omissis)

Adesso c’è bisogno di ripartire senza soggetti che abbiano relazione con il passato.

Attenzioneremo l’imminente rifondazione e i futuri investitori che al momento gravitano intorno al nostro Palermo, “invitandoli” a desistere già da subito qualora abbiano già altre squadre in altre categorie o perché mossi da meri interessi personali che andrebbero a discapito della passione di una città stanca e oltraggiata a più riprese. Chiederemo confronto a chiunque si presenti al bando perché c’è da chiudere il prima possibile questa situazione.

Palermo ha bisogno di vivere della propria passione, senza più occuparsi di altro. Vogliamo gente che si senta appartenente a un nuovo progetto, in società come in campo, perché anche dai calciatori attuali notiamo una totale assenza di questo sentimento, non ce n’è stato uno, che abbia dichiarato di essere pronto a ripartire dalla D e di questo prendiamo atto con sconcerto, consapevoli che in questo calcio è raro trovare qualcuno che alle belle parole faccia seguire quella concretezza di cui questa piazza ha bisogno”.

Ma Arkus ribadisce in una ultim’ora di oggi 8 Luglio:

Arkus Network insiste e diffida tutti gli organi di stampa dal diffondere notizie false. La proprietà conferma, poi, che farà ricorso per ribaltare il verdetto della Covisoc e ottenere l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

Nel seguito del comunicato, Arkus sottolinea che “per quanto possa non far piacere a qualcuno” la US Città di Palermo spa, malgrado non faccia piacere a tanti, è tuttora viva e vigente, al pari dei suoi amministratori, nel pieno e libero esercizio della propria attività. E proseguirà con le opportune iniziative ed azioni, come consentito e previsto dall’ordinamento sportivo nazionale, per l’affermazione del proprio diritto a partecipare al prossimo campionato professionistico dei competenza.

Giorgio Barbato

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