La turrita Vicari, attivo centro di vita e di cultura nel cuore della Sicilia lontano dal mare (ma si scorge da un angolo del paese, grazie all’elevata posizione) ha vissuto, presso l’Auditorium del Castello, un pomeriggio all’insegna della cultura e dei ricordi etnografici, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Museo archeologico.
Vicari è nota per il suo grande castello, che svetta in alto, presso il suggestivo Duomo, dove ascoltare la messa – per chi crede – può essere il premio di un viaggio domenicale. Ma Vicari era famosa fino al dopoguerra anche per la sua famosa “acchianata” –passaggio obbligato – da percorrere fra curve con la macchina sulla Palermo Catania, prima che fosse “tagliata a valle” da una circonvallazione. Ma è storica anche l’attesa – come fosse un premio di consolazione – del rettifilo lungo la “chianotta”, che si trova sempre nel territorio e faceva intravedere almeno col pensiero, l’imminente passaggio da Enna. Dopodiché Catania – la meta – era già allora “un gioco da ragazzi”.

Vicari ricorda un passato glorioso, custodito dall’attuale sindaco Antonio Miceli come un ponte immaginario tra passato, presente e futuro. Del resto la “città vicarese” è considerata una sorta di “spartiacque” fra la Sicilia fenicia e quella greca.
Nel “cinerama di un tramonto incantevole”, a fare glionori di casa è stato il primo cittadino e padrone di casa, Antonio Miceli,.Fra gli ospiti l’On.le Roberto Lagalla, Assessore alla Pubblica Istruzione. Presenti, inoltre, la Dottoressa Lina Bellanca, Soprintendenza BB.CC.AA di Palermo; la Dottoressa Lucina Gandolfo, Resp. Arch. Soprintendenza BB.CC.AA di Palermo; la Dottoressa Caterina Greco, Direttore Museo Archeologico “Salinas”; il Dottor Stefano Vassallo, Dirigente Soprintendenza BB.CC.AA di Palermo; il Dottore Emanuele Canzonieri, Responsabile Scavi del Castello; la Dottoressa Stefania Arnone Scimeca, Consigliere Comunale, Responsabile Politiche Cultura. Modera il Dottor Ciro Costa, Consigliere Comunale, Responsabile Politiche Culturali. Presente anche l’artista e poetessa folk Sara Favarò, nativa di Vicari, che ha voluto essere intervistata in una piccola mostra di Paladini di Francia, presente in un locale dell’atrio della casa comunale.

Vicari, il cui toponimo si dice abbia origini greche, anticamente era chiamata Boikos, Bico, Bicaracon, e latine, Biccaris o Biccaru in italiano significa Boaro o Vaccaro, sorge su una rocca strategica che, alcune fonti storiche affermano sia stata scelta dai Romani per erigere il primo maniero, ancor oggi in grado di dominare l’intera vallata e protagonista di questa importantissima giornata per la comunità vicarese.
A colorare la serata la partecipazione di intere famiglie vicaresi in costume tradizionale, il suono di una buona banda municipale e lo spettacolo degli “Sbandieratori di Vicari”. Insomma,una cittadina che “non sta ferma”.
“L’Inaugurazione del Museo Archeologico – afferma il Sindaco Antonio Miceli – è il completamento di un percorso di scavi fatti al Castello, tra il 2015 e il 2017, grazie al finanziamento di 3 milioni e 800 mila euro da parte dell’Assessorato regionale Beni culturali. Molti i reperti preziosi, tra cui anelli e asce particolari, custoditi in teche blindate che rappresentano un patrimonio culturale e turistico. Una bella occasione, questa, di valorizzazione del nostro territorio e di Vicari”.
Vicari aspira alla crescita delle presenze turistiche, a partire dal “turismo di prossimità”, favorito dalla presenza di alcuni ristoranti specializzati nei “menù di terra” della dieta mediterranea.E per dolci, semplici “cuccureddi” fritti con zucchero e cannella a colazione e “passavoltanti” profumate di mandorle a fine pasto con un bicchierino di vino forte.
“Abbiamo in programma – ci ha detto personalmente il sindaco – di finanziare questi ristoranti ed aiutarli a crescere”.
Fra le risorse turistiche, il periodico ritorno degli emigranti, che favoriscono la conoscenza lontano dai confini della Sicilia e dell’Italia stessa.

Vicari ha anche la sua “Madre Teresa”. Si chiama Teresa Macaluso, è “serva di Dio” in attesa di essere beatificata. Spentasi nel 1902 dopo una lunga costellata di opere di bene, Fondò una congregazione di suore tuttora in piena attività in Corso Calatafimi a Palermo. Le si attribuiscono alcuni miracoli.
Germano Scargiali
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Fra i personaggi incontrati nell’occasione, ecco Giuseppe Pantelleria, un caro amico di Nino Macaluso – vicarese di nascita – che da anni cura le corrispondenze da Roma fino a creare una vera redazione con corrispondenti anche da altre città d’Italia. Con Giuseppe abbiamo chiacchierato amabilmente delle sue iniziative culturali e parlato del comune amico Nino, che abbiamo subito chiamato al telefonino con la classica domanda: “…indovina con chi sono?”
Ecco un profilo di Giuseppe Pantelleria.
Nato a Vicari il 5 febbraio 1964, residente a Vicari, Giuseppe Pantelleria, fin dalla sua gioventù, ha dedicato tutto il tempo possibile ad illustrare, testimoniare e rendere omaggio alla sua amata Città. Dapprima realizzando, in proprio ed a proprie spese il Museo Etno Antropologico di Vicari, situato nella zona più caratteristica del centro di Vicari, raccogliendo poi in esso le testimonianze delle attività svolte nella Città, sotto forma di attrezzi, vestiti, oggetti della vita comune, usati dalla popolazione, da tempi remoti ad oggi, sia civili che religiosi. Ha aggiornando poi questo ambiente, anche a Galleria d’Arte, con dipinti, manufatti artistici di assoluto livello. Realizzando, nel tempo edizioni culturali, in forma di Libri, DVD, e materiale illustrativo redatto ed illustrato con competenza e qualità.
Ha istituito poi una omonima Associazione Culturale, che organizza eventi culturali di vario genere, con l’obiettivo di portare alla conoscenza di sempre un più vasto pubblico le caratteristiche culturali e delle attività più svariate, civili e religiose, che hanno per teatro o per sfondo la cittadina di Vicari.






