Assembramenti: no per gli italiani sì per i clandestini

Assembramento, in pieno Covid-19, di exatracomunitari, in gran parte clandestini, Milano: un’ autentica ‘coltivazione di virus corona’. E, come dice un film di qualche anno fa, …la polizia sta guardare. (Fonte foto: Vox)

Assembramenti vietati in tutta Italia ad eccezione che per gli extracomunitari, regolari o no, clandestini omeno: ma sì, tutto fa brodo!

La foto in alto è ststa scattata ieri, 27 maggio, a Milano. Gli immigrati protestano! Affermano – in siostanza – che l’Italia non li accoglie adeguatamnente. Infine, c’è chi dice che l’Italia è razzista. E’ il colmo: oltre al danno, la beffa!

Ecco i cariospitiesibirsi in una performance che non sarebbe consentita agli italiani. Per molto meno gli italiani sono stati multati per cifre a più zeri: barvo il governo, bravi i poliziotti che – nella foto – ammirano la scena.

Ma è giusto chiamare i clandestini con questa parola? E’ ‘irriguardoso‘? Leggete la storia che segue…

La sentenza del giudice della prima sezione civile del tribunale ordinario di Milano, che ha condannato un manifesto a Saronno della Lega Nord ‘per il carattere discriminatorio e denigratorio dell’espressione clandestini‘, è una sentenza che distorce la realtà…

Dei 181 mila immigrati approdati in Italia nello scorso 2016, secondo i numeri forniti dal ministero degli Interni, appena un migliaio erano siriani in fuga dalla guerra e di questi 181 mila solo due terzi, circa 123mila, hanno presentato domanda di asilo, mentre quasi 60mila non l’hanno nemmeno presentata confermando nei fatti di essere irregolari.

A sostenere questa tesi in una nota èstato Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda-Lega Nord…

Delle 123 mila domande di asilo presentate ben il 56% sono state respinte, confermando lo status di irregolari e dunque di clandestini di circa 65mila immigrati cui si aggiungono in più i 60mila che non hanno presentato la domanda

In tutto, quindi, abbiamo 125mila clandestini su 181mila. Oltre due terzi. Non solo, delle 123 mila domande esaminate solo il 5% dei richiedenti asilo ha ottenuto il riconoscimento dello status di profugo mentre un altro 35% ha ottenuto una protezione sussidiaria, per ragioni umanitarie o di salute, pertanto non si tratta di profughi ma di immigrati temporaneamente accolti.

“Pertanto – ha concluso Girmoldi – con più di 125mila immigrati clandestini sui 181 mila arrivati in Italia nel 2016, e appena un 5% di loro riconosciuti come profughi, non comprendiamo dove si riscontri il carattere discriminatorio o denigratorio dell’utilizzo del termine clandestini quando due terzi di loro, come verificato dalle commissioni giudicanti, sono appunto clandestini”.

Un discorso limpido, che fila liscio dall’inizio alla fine. O no?

Scaramacai

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