Ritorna nei mari di Palermo la Vela di marca olimpica, esaltata dalla presenza di palermitani e siciliani a bordo di Luna Rossa. Di scena i Laser a Mondello e i 29er a Sferracavallo. Il panorama della vela si è allargato e – come vedrete – si estende adesso fino all’isola di Lampedusa dove non s’era visto mai prima.
Al Circolo della Vela di Mondello il Laser è presente solo con le ‘varianti’ giovanili’ Laser 4.7 (under 16) e Radial (divisa in under 17 e under 19). Si tratta della terza regata in calendario, ma – causa Covid – è la seconda che viene disputata. L’altra sarà recuperata quando possibile.

Grande favorito il catanese Tommaso De Fontes (Nic), che ricordiamo pluridecorato in Optimist ed ha confermato la vittoria in 4.7 nella prima prova, svoltasi a Marina di Ragusa, con quella appena ottenuta a livello nazionale nella riviera di Ponente (Andorra).
Sono in gara anche le donne ed una lieta notizia è la presenza del circolo Vento di Tramontana che viene dall’isola di Lampedusa. Poco a poco la vela siciliana copre i ‘buchi’, occupati da nuovi Club, e diviene sempre più la maggiore realtà regionale (VII Zona Velica) dell’intera Italia.
Germano Scargiali
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Il fatto che manchi la classe Laser Standard (quella Olimpica) è un grave sintomo che investe tutto lo sport nazionale. Di fatto non esiste più lo sport dei classici ‘seniores‘ a livello dilettantistico. O quasi. L’abbandono è pressoché puntuale al momento in cui i praticanti passano a studi universitari o ad attività lavorative e semilavorative. Non c’è niente di ‘veramente’ organizzato per questa fascia d’età in tutta la penisola. E questo è un grave errore, oltre che ‘un vulnus‘ di gravi proporzioni alla società civile, oltre che alla salute pubblica fisica e morale. Ma anche alla cultura nazionale.
Qualcosa cui si dovrà o si dovrebbe assolutamente porre rimedio. Nè dovrebbe bastare un’iscrizione all’università, a corsi di perfezionamento, oppure un fidanzamento, a spingere i nostri giovani ad abbandonare i campi sportivi, le palestre o, in questo caso, i campi di regata.
Anzi, la Vela trova ‘rifugio’ nelle classi d’altura (offhore e inshore), dove l’apparato organizzativo tiene presenti le esigenze e i concomitanti impegni di lavoro o d’altro genere dei concorrenti.
Altro è il fenomeno ‘Master’, che è una realtà – senz’altro positiva e interessante – ma di paricolare natura: spesso i praticanti sono proprio coloro che non hanno potuto esprimersi sportivamente al momento giusto: da giovani. Allora si dovrebbe iniziare e dovrebbe essere un’attività non solo ricreativa ma anche agonistica, con buona pace di certi buonisti… Da qui, comunque, un ambiente sportivo spesso alterato e come ‘rarefatto’.
Un tempo, anche nel dopoguerra, invece, lo sport nazionale dilettantistico di punta dava bello spettacolo in Tv, aveva numerosi protagonisti che vivevano su campi e palestre fianco a fianco con i giovani ed i veri e propri neofiti, insegnando loro il gesto sportivo, i segreti dell’allenamento, la cavalleria, l’importanza di confrontarsi più con se stessi che con l’avversario di turno…
Altri tempi? No, buone abitudini da riscoprire, da rilanciare. E’ possibile…
(Gesse)








