“Pietro è il terzo occhio di Luna Rossa. E’ come se Luna Rossa fosse una barca portata da un timoniere con tre occhi”.
Questa è l’immagine del team italiano, fornitaci da Gianfranco Sibello, fratello del tattico e randista di ‘Prada – Pirelli’, Pietro.
Gianfranco ha sintetizzato all’Adnkronos …i grandi progressi fatti dall’equipaggio della barca che cercherà di strappare dall’attuale bacheca del Royal New Zealand Yacht Squadron lo storico trofeo, la Caraffa d’argento messa a suo tempo in palio dalla Regina Vittoria, per trasferirlo in quella del Circolo della Vela Sicilia di Palermo…
Questa è una delle ultime ‘voci’ che vengono dalla Baia di Aukland, che dà il polso del clima agonistico alla vigilia di un incontro molto atteso: la Coppa America potrebbe giungere per la prima volta in Italia dopo essere stata solitamente in America e un paio di volte in Nuova Zelanda. Serve adesso un’accelerazione nelle prestazioni vista in mondovisione nel 7-1 inflitto al team inglese di Ineos Uk nella Prada Cup…
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Questa la situazione
Come ad ogni edizione, un protocollo è stato concordato nel 2018 tra il Royal New Zeland Yacht Squadron di Auckland, detentore del trofeo aggiudicato nel 2017 dopo aver sconfitto, nelle isole Bermuda, US Oracle team (Defender) e il rappresentante del gruppo degli sfidanti il Circolo della Vela Sicilia di Palermo (Challenger of record), vengono stabilite le linee guida della sfida e le caratteristiche costruttive delle imbarcazioni.
La storica coppa è rimasta a lungo in America. Anzi bisogna precisare che gli americani la rimisero in palio spontaneamente: per questo gli inglesi li premiarono con una coppa d’oro che potè rimanere e si trova ancora alla Grande Mela, nella bacheca del N.Y.Y.C. Poi nel 1983 fu trasferita in Australia e subito riconquistata al turno seguente dagli americani. Nella finale svoltasi fra il 9 e 16 maggio 1992 America sconfisse il challenger di Raul Gardini (finanziato dalla Montedison) Il Moro di Venezia V timonata da Paul Cayard. Il defender America batté nelle acque di San Diego per 4-1 Il Moro (vincitore della Louis Vuitton Cup), aggiudicandosi il trofeo.

La Coppa America non è mai più tornata in Inghilterra, dove venne originariamente commissionata dalla Regina Vittoria, sedentaria forse, ma sportiva nell’animo, da buona inglese.
In compenso è stata già in Europa, vinta da una barca Italo svizzera: Alinghi è stato un team velico fondato nel 1994 da Ernesto Bertarelli. Nel 2000, il team si è dato l’obiettivo di vincere l’America’s Cup, risultato ottenuto due volte nel 2003 e nel 2007 e primo team Europeo ad aggiudicarsi l’ambita Caraffa’.
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La carta giocata dalla squadra italiana a bordo dell’astronave Luna Rossa, cioè l’avere due timonieri e quindi fluidità e continuità nella conduzione della barca, velocità in virata, si accoppia a un’altra mossa vincente…
“E’ la scelta di avere un tattico come Pietro – ribadisce il fratello Gianfranco – che ha un occhio straordinario per ‘leggere’ il campo di regata”.
Gianfranco Sibello è oggi preparatore olimpico delle Fiamme Gialle nelle classi Fx e Nacra e tecnico Fiv per il 49er, la classe con cui insieme a Pietro ha inanellato una lunga serie di successi internazionali…
“Su Luna Rossa – sottolinea Gianfranco – si è completato nelle finali di Prada Cup un lungo e complicato percorso iniziato già dalle ‘World Series’ a fine 2020. Queste barche sono nuove e ogni team ha seguito una propria filosofia strategica. Poi purtroppo il Covid ha interrotto l’avvio dei confronti e sono arrivati, tutti, sostanzialmente impreparati in Nuova Zelanda. Nei primi confronti sono nate delle situazioni che si sono viste per la prima volta. Luna Rossa ha scoperto alcune peculiarità della scelta, quella dei due timonieri: la comunicazione tra i due, eccezionali, non era soddisfacente. A partire da Max Sirena sono stati molto bravi a capirlo, e all’epoca Pietro si dedicava solo alla randa. Lì hanno capito che potevano liberarlo un po’, soprattutto nei lati di poppa, per fargli leggere il campo di regata ed aiutare Francesco Bruni e James Spithill…“.
In sintesi, Sibello ‘aiuta a leggere meglio acqua e vento’. Così i due timonieri lavorano benissimo. E’ in posizione un po’ più elevata dei timonieri e ha una visuale più completa che, semplicemente, trasmette a chi ha in mano il timone e il foil di sottovento…
“A vedere le regate da fuori – spiega il tecnico ligure – si rileva chiaramente la fiducia tra i 3 componenti, e questo è fondamentale. La partenza è il nostro punto di forza. …Si è visto con Ineos. Grazie all’adozione del ‘doppio timoniere’ e a Spithill, che ha un senso del tempo eccezionale: a quelle velocità non deve mancare. Ovviamente la velocità è fondamentale e non conosciamo quella di Team New Zealand, se sono simili Luna Rossa ha senza dubbio delle buone carte da giocare“.
C’è adesso un motivo per stare sulle spine: sapere chi sarà il tattico di New Zealand. Perché al momento – come al solito in Coppa America – le carte sono copertissime. Per cui è ignoto. Sibello azzarda un pronostico, derivante dall’esperienza come equipaggio di 49er…
“Peter Burling, il timoniere – incalza Gianfranco Sibello – ha già a bordo il suo prodiere nella nostra classe (49er), Blair Tuke. I due sembrano fratelli, affiatatissimi, formano un equipaggio formidabile, campioni mondiali in carica… Burling non si priverà di lui. Secondo me coglierà l’occasione. Anche per questo credo che sarà un duello tra loro e Pietro, perché non abbiamo potuto confrontarci a Londra 2012″.
Una lotta tra 49ers dunque, ma su una barca di 20 metri che vola a 50 nodi…
“Ah, sì… E’ un 49er un po’ grande, eh? Come grande è l’importanza, per tutti gli equipaggi, della scelta di poter contare a bordo su velisti provenienti dalle classi olimpiche. Luna Rossa è stata molto intelligente in questo… Hanno colpo d’occhio nelle scelte di campo, nelle raffiche e negli scarsi, decidono velocemente… è la new generation. E tutti sono coinvolti nella gestione delle vele, con la randa che si muove continuamente in microregolazioni anche se da fuori sembra ferma. Lo scontro con New Zealand sarà uno spettacolo magnifico”. (G.S.)
(Liberamente tratto da: Rassegna stampa FIV del 03-03-2021 –Riproduzione autorizzata Licenza Promopress)
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Nota
Che cosa è accaduto finora
La Christmas Race ha fatto sì che le quattro imbarcazioni scendessero in acqua in contemporanea: semifinali incrociate, sulla base dei risultati del girone di qualificazione (round-robins, cioè giostre, il modo di intendere quello che usualmente chiamiamo “girone all’italiana”) e finali per il primo e per il terzo posto. Questo non è stato che …un giusto ‘hors-d’oeuvre‘ rispetto alla Prada Cup che ha stabilito quale equipaggio sfiderà Emirates Team New Zeland per la l’America’s Cup 2021. L’onore questa volta è toccato con merito a ‘Luna Rossa – Prada – Pirelli’, alla cui poppa sventola il gagliardetto del Club sfidante: il Circolo della Vela Sicilia di Palermo. E tanta Sicilia, a partire da uno dei 2 timonieri ed uno dei progettisti si trova ‘a bordo’ della barca italiana! (Germano Scargiali)








