Mentre il governo Draghi – in linea del resto con altri similari europei – ci tiene in casa per Pasquetta e altrove (in lontani lidi) i ministri brindano a champagne…
Mentre anche noi, privilegiati proprietari di una villetta ‘fuor de porta’, siamo – comunque – lì in coppia a goderci un’inattesa honey moon ‘alla faccia loro’, pensando a quanto sia antidemocratica anche questa situazione: “niente salsiccia, proprio niente, all’aria aperta per i poveri !.
Mentre Rai 1 – invece di mandare qualcosa di allegro a chi è restato in casa anche noi per un po’ della mattinata. perché fuori pioviggina – parla tutta la mattina di Covid e vaccini (il mondo intero ha lavorato tutto nella prospettiva di vaccinarne gli abitanti e poi non è stato neanche ‘capace‘ di produrre i vaccini ed ora il problema è quello di accontentare chi ha creduto – i tanti – alla relativa assoluta necessità) troviamo qualche notizia ‘tutta da ridere’ sull’Unione Europea.
Già: quando non fa piangere Bruxelles fa anche ridere! Ed ecco che …qualcosa ci diverte e ci distrae.
Se l’Unione europea non ha ancora modificato le assurde dimensioni delle maglie delle reti (uguali per l’oceano e il Mediterraneo con pesci di ben diversa grandezza) lo sono stati da qualche anno i tragicomici regolamenti sui calibri dei piselli e le curvature dei cetrioli.
Su mele, peperoni, pomodori e similari prodotti, però, i limiti rimangono. Complicando la vita dei produttori e non sempre aiutando i consumatori…
Poveri cetrioli storti! Che male hanno fatto ai legislatori di Bruxelles?
Un’ordinanza varata nel 1988 si prendeva la briga di stabilire dimensioni e caratteristiche di base di questo ortaggio, andando a sindacare perfino sulla curvatura. L’ordinanza numero 1677 della Commissione Europea stabiliva infatti che un cetriolo, per essere commercializzato, doveva avere una curvatura massima di 10 millimetri su una lunghezza di 10 centimetri. Agricoltori, commercianti e consumatori s’erano attrezzati con righello e goniometro…
In tal modo la normativa sui cetrioli è diventato il simbolo delle leggi assurde varate dall’Unione Europea nell’agroalimentare: molte di queste regole, come quella sul cetriolo, sono state pertanto abolite, quando un commissario all’Agricoltura, la danese Mariann Fischer Boel, annunciò in pompa magna che era “iniziata una nuova era per i cetrioli storti e le carote nodose” (ha detto proprio così).
Sono cadute, quindi, le ‘regoline’ circa pesi e dimensioni di albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappuccio, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof.
Tutto OK, quindi? Non ancora! Perché, come ammetteva la stessa M Fisher Boel, sono rimasti in vigore i limiti per 10 prodotti, …che rappresentano il 75% del valore degli scambi nell’Unione Europea: mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uva da tavola e pomodori.
Tranquilli, comunque: l’UE ‘concede’ agli Stati membri di poter comunque utilizzare i prodotti vietati. …Purché provvisti di apposita etichettatura, con su scritto “non a norma”.
Ed ecco i limiti di Bruxelles, stabiliti dal Regolamento 543 del 2011: le mele devono avere “3/4 della superficie totale di colorazione rossa per le mele del gruppo di colorazione A”, 1/2 per le B e 1/3 per le C. Ma questo solo per la categoria “extra”. Per le altre le percentuali sono differenti. Quanto alle dimensioni, minimo servono 60 mm di diametro o 90 di peso. E, per di più, viene indicata persino la “variabilità”.
La natura viene concepita – a questo punto – come una produzione in serie di prodotti tutti uguali. Ciò per garantire un calibro omogeneo in ciascun imballaggio. Così, la differenza di calibro tra i frutti di uno stesso imballaggio …non deve superare i 5 mm per le mele di qualità extra. E i difetti della buccia? Basta una macchiolina un po’ più grande e quella mela non è più mela…
Cambiano i frutti meno le regole… Diametro minimo mm 45 per limoni e mandarini, 35 mm per le clementine, 53 mm per le arance.
Ed io che, da siciliano, avevo sempre detto: “…e se Dio avesse creato solo le arance piccole non ci sarebbero piaciute lo stesso?”
Per i kiwi, invece, si parla di peso: minimo 90 g per la categoria extra, 70 e 65 per quelli inferiori.
Persino le lattughe non sfuggono ai vaneggiamenti di Bruxelles che, pur tacendo su ‘pesi’ e ‘calibri’, si diffonde in una serie di criteri per l’omogeneità dei prodotti nell’imballaggio…Il problema torna però per pesche e pesche noci, per le quali è richiesto un calibro minimo di 56 mm per le extra e 51 mm per le altre; per le pere (60 mm per le extra, 55 per le altre); le fragole (25 e 18 mm); e l’uva da tavola (minimo 75 gr. a grappolo). Infine, i peperoni e i pomodori.
Che dire, dunque, ai siciliani dei ciliegini o ai napoletani dei San Marzano, per non parlare dei cuore di bue?
“Il calibro – si legge in regolamento – è determinato dal diametro massimo della sezione equatoriale all’asse del frutto, in funzione del peso oppure del numero di frutti”. Segue una tabella di ‘codici di calibro’: Ci vuole un metalmeccanico…
Le ‘follie’ sono anche altre. Ma ci fermiamo! Una domanda: “questa ‘gente’ è stata mai in campagna, dentro una serra, in un frutteto, in un agrumeto?” Perché, seppure avessero azzeccato qualcosa sul piano merceologico, di certo non hanno capito lo spirito del coltivare e del coltivatore. Né di quello del ‘consumatore intelligente’ che vuol mangiare frutta buona e non necessariamente bella: la più buona, magari, ma non certo la più bella come tale!
Non c’è alcun dubbio che queste regole avrebbero come fine la tutela dei consumatori e l’arrivo in tavola di prodotti migliori. Ma la qualità può derivare da queste regole asettiche, dalle misure, dai colori? E noto che la frutta migliore è quella di media grandezza e media maturazione.
Ma, infine, perché mai il mercato unico viene solo nel senso di una ‘standardizzazione’?
Con una successiva inversione di rotta, qualcosa è migliorata, solo qualcosa, però: quando il cetriolo storto e il pisello oblungo di media misura sono finalmente tornati …nella legalità. L’UE aveva sancito che dovessero essere sempre dritti e di ‘adeguata misura’.
Scaramacai








