“Sicilia Innovazione su start up sviluppo sostenibile” è il titolo di una video conferenza che è stata tenuta con successo nei giorni scorsi. Tema: L’UE a sostegno delle imprese per uno sviluppo sostenibile nel bacino del Mediterraneo.
Con U-SOLVE la Sicilia diventa capo fila e punto di riferimento operativo per la cooperazione imprenditoriale tra Italia, Grecia, Cipro, Giordania, Palestina, Egitto.
Da oggi, 13 aprile 2021 le start-up che nasceranno sul Mediterraneo partiranno con una marcia in più. La Commissione Europea, tramite il programma ENI CBC Med, lancia ufficialmente il progetto U-SOLVE.
U-SOLVE viene definito come un progetto per lo sviluppo d’imprese sostenibili in ambito urbano che supporterà nuovi micro progetti innovativi e collaborativi. Al Consorzio ARCA, incubatore di imprese dell’Università degli Studi di Palermo, il compito di guidare il coordinamento delle nuove idee imprenditoriali.
La creazione di nuove start-up parte con una marcia in più, vicino ai giovani ed all’ambiente che li circonda. Grazie al coinvolgimento del Consorzio ARCA, incubatore di imprese dell’Università degli Studi di Palermo, capofila del progetto U-SOLVE, la capacità attrattiva di nuovi imprenditori ed innovatori decolla dal capoluogo siciliano ed abbraccia il Mediterraneo, culla di culture eterogenee.
Mai come oggi lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali punta alla sostenibilità ambientale, partendo dal territorio urbano; una scelta determinata dalla voglia di dare un futuro alle nuove generazioni grazie ad una collaborazione di ampio respiro. L’ U-SOLVE, dunque, è un progetto sviluppato per fare da ponte tra la politica attiva e l’imprenditoria giovanile, grazie al supporto della Commissione Europea, tramite il programma ENI CBC “Mediterranean Sea Basin”.
U-SOLVE garantisce la cooperazione transfrontaliera tra le regioni che si affacciano sul Mediterraneo, favorendo uno sviluppo economico, sociale e territoriale giusto, equo e sostenibile, favorevole all’integrazione, che punta alla valorizzazione dei territori urbani dei paesi partecipanti.
Il progetto è molto ampio e si traduce in un adeguato equilibrio tra l’impiego di tecnologie innovative e nuovi modelli di business implementati da start-up e giovani aziende, tra il progresso socio-economico e la conservazione dell’ambiente, conformemente ai principi della doughnut economy, che ha come scopo il raggiungimento di sviluppi imprenditoriali senza portare danni all’ecosistema. Questo fine, ispirato dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sarà perseguito testando percorsi sperimentali, adatti alle specificità locali, dove l’energia imprenditoriale è orientata in modo nativo verso lo sviluppo territoriale sostenibile ed integrato.
Tutto è improntato ad una sostenibilità locale che possa espandersi territorialmente.
Da questi presupposti nascono gli obiettivi del progetto che puntano ad un aumento della cultura imprenditoriale tra giovani e donne, alla creazione di imprese innovative nelle aree urbane, all’uso di strumenti per uno sviluppo economico urbano, sostenibile, basato sull’imprenditorialità e sulla partecipazione della comunità, all’attivazione di reti locali di innovazione nelle città dell’area Mediterranea.
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Come si svilupperanno queste collaborazioni lo hanno spiegato in diretta streaming, martedì 13 aprile dalle 9.30 alle 13, Luca Leonardi, project manager di U-SOLVE, e Monica Guizzardi, responsabile della comunicazione del Consorzio Arca, insieme ad altri membri dello staff operativo di ENI CBC Med.
La diretta di presentazione è stata seguita in streaming dalle pagine Facebook di U-SOLVE o del Consorzio Arca:
https://www.facebook.com/USOLVEProject
https://www.facebook.com/ConsorzioArca
Un incontro in videoconferenza che è stato utile a tutti i neo imprenditori del bacino Mediterraneo, con il coinvolgimento di Italia, Grecia, Cipro, Giordania, Palestina, Egitto.
Secondo i propositi del progetto l’attuazione degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” delle Nazioni Unite nelle aree urbane è di fondamentale importanza per rendere le nostre città sostenibili, vivibili e resilienti a lungo termine. Ecosistemi imprenditoriali innovativi possono portare un prezioso contributo nella progettazione di soluzioni dall’impatto positivo contro gli effetti negativi del cambiamento climatico.
Per garantire che i potenziali imprenditori, in particolare i giovani, possano trasformare le idee in imprese reali, è necessario un ecosistema abilitante, supportato dalle autorità pubbliche. U-SOLVE intende rafforzare il supporto ai giovani imprenditori nelle aree urbane con particolare attenzione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile.
Questo il commento di Luca Leonardi, project manager del progetto guidato dal Consorzio Arca di Palermo: “U-Solve utilizza gli obiettivi di sviluppo sostenibile, come guida per attivare un processo trasformativo nel nostro territorio urbano, basato su innovazione, imprenditorialità e sostenibilità. Un processo che partirà dall’Università, dai suoi studenti e dai suoi ricercatori per includere, attraverso un processo co-creativo, tutte le componenti attive del territorio. Arca metterà a disposizione dei partner, la sua esperienza nel gestire progetti europei di area vasta oltre a capitalizzare modelli sviluppati in precedenti progetti euro-mediterranei come Netkite e CreativeWear.”
In sintesi i punti di forza della strategia messa in atto con U-SOLVE:
- Coinvolgimento di 420 giovani e donne imprenditrici e potenziali imprenditori
- 30 start-up operanti in contesti urbani
- Attivazione di 7 nuove metodologie ed altrettanti documenti strategici sulla politica imprenditoriale urbana per lo sviluppo sostenibile nell’area del Mediterraneo
- 120 start-up coinvolte nel rafforzamento del potenziale di espansione delle loro idee imprenditoriali
- Creazione di 30 nuove start-up che affrontano questioni ambientali con idee innovative da trasformare in nuovi servizi o prodotti
- Costituzione di 6 hub urbani incubatori di imprese dedicate ad uno sviluppo territoriale sostenibile ed integrato
Il progetto creerà percorsi sperimentali per strategie territoriali adatte ai paesi del Mediterraneo, secondo le regole di uno sviluppo territoriale sostenibile ed integrato.
Partenariato
Consorzio ARCA è l’incubatore di ricerca dell’Università di Palermo. Il Consorzio nato nel 2005 promuove ed assiste la nascita di iniziative imprenditoriali innovative, promuovendo programmi di ricerca industriale e trasferimento tecnologico destinati a piccole e medie imprese, reti e distretti produttivi.
ENI CBC Med è la più grande iniziativa di cooperazione transfrontaliera (CBC) implementata dall’UE nell’ambito dello strumento europeo di vicinato (ENI). Il programma riunisce i territori costieri di 14 paesi dell’UE e partner al fine di promuovere uno sviluppo giusto, equo e sostenibile su entrambi i lati delle frontiere esterne dell’UE.
Partner del progetto U-SOlve:
Consorzio ARCA (Ente attuatore)
Institute of Entrepreneurship Development (Grecia)
University of Cyprus (Cipro)
Jordan University of Science and Technology (Giordania)
Palestine Ahliya University (Palestina)
Academy of Scientific Research and Technology (Egitto)
Bethlehem Municipality (Palestina)
Municipal Development Agency Of Trikala Municipality – E-Trikala Sa (Grecia)
The Cyprus Institute (Cipro)
The Higher Council for Science and Technology/International Cooperation Department (Giordania)
Il progetto U-SOlve è realizzato con l’assistenza finanziaria dell’Unione europea nell’ambito del programma CBC Mediterranean Sea Basin dell’ENI. Il contenuto di questo articolo è di esclusiva responsabilità del Consorzio ARCA in qualità di partner e non può in alcun caso essere considerato come un riflesso della posizione dell’Unione europea o delle strutture di gestione del programma.
U-SOLVE: http://www.enicbcmed.eu/projects/u-solve
Consorzio Arca: www.consorzioarca.it
Diretta streaming meeting 13 aprile dalle ore 9.30 alle ore 13.00: https://www.facebook.com/USOLVEProject
Foto ed immagini: https://drive.google.com/drive/folders/1rutIdoB_e0VYY-Luaj37qZ0cNeU6U05D?usp=sharing
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Comunicato da:
Ufficio stampa: press@mediacreative.it
Osvaldo Esposito cell.: +39 347.6140045
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Nota
Occorre capire quanto i PATTI TRANSFRONTALIERI fra regioni del Mediterraneo siano di fondamentale importanza: come creare, infatti, una cooperazione fattiva se non organizzandola (si pensi alla pesca nel Mediterraneo meridionale) con i paesi viciniori? Come continuare ad obbedire a norme che Bruxelles emette ‘uniche e uguali’ per il Baltico, l’Atlantico e il Mediterraneo? Così è avvenuto sia nella pesca, sia in altri settori (agricoltura, import – export) che non possono che trarre profitto da accordi particolari legati alle caratteristiche produttive, alle necessità, allo stesso substrato socio civile dei territori vicini.
In un primo tempo (trattati fondanti e primi decenni) l’Europa aveva favorito i rapporti diretti fra regioni. Salvatore Cuffaro fu un entusiastico presidente pro tempore di un Organismo dell’UE che riuniva a convegno (uno si svolse a Palermo a Villa Malfitano) direttamente le regioni dell’area medieterranea, dalle isole greche fino all’Algarve che è sull’Atlantico. Logico il ruolo da primattrice svolto dalla Sicilia.
Successivamente l’UE minacciò persino di vietare i patti transfrontalieri e di questo si parlò con timore nell’ultima edizione del Blue Sea Land di Mazara del Vallo organizzata personalmente dal compianto Giovanni Tumbiolo.
Adesso, grazie all’iniziativa di cui sopra si riparla concretamente dei ‘patti’ fra regioni vicine che rappresentano un passo avanti verso l’accettazione di una realtà civile e politica che vuol diventare più matura e cosciente, ma che non lo sarà mai se tutto ciò viene addirittura impedito o ostacolato.
Germano Scargiali







