
Il vaccino contro l’influenza? E’ sempre stato – rispautamente – un’ics! Dovremmo saperlo tutti. Invece da ogni parte l’opinione pubblica è stata ‘forzata’ perché lo dimenticasse…
Non importa che anche fra i medici e il personale sanitario siano in tanti a negare logica del vaccino. Ma una cosa è sicura: la tesi del sì è sostenuta da una propaganda ‘ad oltranza’ che ha drammatizzato tutto, facendo di una pur grave influenza una male a sè. Fra l’altro, ha convinto tanta gnete a portare la mascherina all’aperto: saremmo quindi tornati al concetto di ‘malaria’? Pasteur, Salk, Sabin avrebbero parlato invano? Altro i loro vaccini, altro questa sorta di ‘maharia’ che rende a certi ‘magnati (Pfizer, Johnson & Johnson) miliardi a palate.
Rai 3 – in ‘perfetta’ armomnia con la sua linea – dava per scontato stamane che chi dissente è un mero ‘irresponsabile – caratteristico termine in triste politichese. I medici che pensano di non vaccinarsi, perché – ovvioamente ‘ non credono nel vaccino, metterebbero unicamente a repentaglio la salute propia e quella dei propri pazienti. Di più: andrebbero radiati dall’ordine professionale.
Quindi, il personale medico – dottori,. profesori, infermiere – può, insomma dissentire, dalla grande onda del sì al vaccino chiaramanete sormontata dagli inetressi più svariati e dai molti ‘zeri’ in fatto di …soldoni. Illoro parere professionale on varrebbe una cicca. Sarebbe un ‘discorso da caffè’…
Il no dei medici al vaccino – insomma – è non già la prova di qualcosa di serio che porta a dubitare della relativa validità, ma la prova che esiste del personale medico ‘incosciente’.
Eppure sono 17mila gli iscritti su un profilo Facebook no-vax riservato, fra dottori, infermieri, operatori socio sanitari. Chiamano alla piazza e studiano come aggirare l’obbligo di siero: “Mettiamoci tutti in malattia così blocchiamo gli ospedali“.
Un piccolo esercito di dipendenti delle Asl e liberi professionisti a contatto con i malati e in servizio nei reparti dove fragili e anziani tutti i giorni rischiano la vita. Il loro «no» all’immunizzazione non è stato incrinato dalla norma che ha introdotto l’obbligo per la categoria. Anzi, si è tradotto in una guerra aperta dichiarata al governo. Con una chiamata alle armi che, attraverso i social, solo nell’ultima settimana ha raggiunto altri novemila professionisti.
Gli appelli viaggiano su un gruppo privato aperto su Facebook, denominato ‘No all’obbligo di va@@ino per i sanitari, uniamoci e vinceremo’, e forte di quasi 17mila iscritti. Impossibile entrarci, a meno che non si finga di appartenere alla categoria. Noi ci abbiamo provato, abbiamo ottenuto l’iscrizione e così siamo entrati in un mondo di minacce, paure irrazionali, inviti a combattere, consigli su come eludere le norme. Dispensati da medici e infermieri intenzionati a boicottare gli sforzi della campagna vaccinale anche attraverso una manifestazione organizzata a Roma, in piazza Montecitorio, per il 21 aprile.
“Se si riceve una chiamata a fare il vaccino – raccomanda uno degli utenti in un post – bisogna rispondere con minacce di denunce per reato di stalking, invasione della privacy, attentato al diritto della libertà personale e grave attentato alla salute”, . I commenti sono decine: c’è chi racconta di essere stato contattato dal suo ospedale e adesso non sa come uscirne, chi dice che «il fantavirus è stato creato per costringere la gente a vaccinarsi», chi parla di «assassini autorizzati» e chi arriva a scomodare addirittura Norimberga chiedendo lo stop della ‘sperimentazione della terapia genica anti Covid 19 Johnson & Johnson sui minori all’ospedale Buzzi di Milano’.
Da parte sua un’infermiera emiliana chiede: “Chi si occupa dei ricorsi?”. Mentre un’altra professionista fa presente che “…l’attuale situazione in corso, ossia i richiami dagli ordini, non è fattibile” e quindi si informa su come fermare o rallentare questa pratica. Perché la battaglia dei sanitari no vax è anche legale, al punto che sono decine i messaggi che consigliano di rivolgersi a un avvocato, mentre sembra già avviata una causa collettiva contro l’obbligo vaccinale.







