Chi è Giorgia Meloni? Chi è veramente il personaggio più giovane e più nuovo della politica italiana?
A chiederselo sono in tanti. E la giovane protagonista della politica italiana ha voluto spiegarglielo, come si suol dire, “a chiare lettere”, con una biografia della sua vita scritta con semplicità, ma anche con la passione e i sentimenti che l’hanno condotta, passo passo, attraverso gli anni, a diventare una leader di partito in Italia e in Europa, una politica coraggiosa e anticonformista nel senso autentico del termine. Giorgia, infatti, non solo non si è fatta sedurre dal qualunquismo del pensiero unico, che ci rende deboli e acquiescenti al potere, ma ha seguito il percorso, arduo, ma molto più appagante, della ricerca autonoma, basata sulla ragione e sul buon senso, ben lontana dalle ideologie totalizzanti che, invece, li escludono.
Sala piena, in molti rimasti fuori. Giorgia parla a un pubblico attento, partecipe. Sul palco, risponde alle domande del direttore di Italpress, Gaspare Borsellino. L’intervista spazia dalla vita privata alle vicende politiche, comprendendo anche i programmi del partito, da lei fondato, Fratelli d’Italia.
Certo, un bel po’ di strada quella percorsa dalla piccola Giorgia, cresciuta in un quartiere di periferia e poi giunta, nel volgere di pochi anni, ad occupare posizioni sempre più importanti: consigliere di Provincia, ministro nel governo Berlusconi, capo di un partito in lotta per la leadership e, infine, persino presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei.
La famiglia. Quella in cui è vissuta, tra gli affetti della mamma, della sorella e dei nonni, ma anche col dolore di un padre assente.
L’attuale, con un compagno affettuoso e una figlia “tifosa”. Quella verso cui guarda, una famiglia dove ci siano un papà e una mamma per dei figli che non siano frutto di una compravendita, come accade con la prassi dell’utero in affitto.
La religione. E’ quella cristiana, in cui è cresciuta, quella in cui si ritrova non solo per la fede, ma anche come guida nella vita.
La “piccola”, ma solo di statura, Giorgia, non si ferma e guarda sempre avanti, dandosi un compito molto ambizioso: salvare l’Italia, il suo paese, il paese che ama senza nasconderlo, senza vergognarsene, come fanno in tanti.
Stiamo vivendo un momento delicato, in cui varie crisi si intrecciano tra loro e non sembra facile uscirne. Inoltre, c’è chi vuole approfittarsene. Nella casa comune europea ognuno tira alla sua e se non si è attenti si finisce per diventare servi e non attori protagonisti, come invece il paese fondatore dell’Unione Europea, l’Italia, merita in pieno.
Purtroppo, molti politici italiani, anche ai vertici, non sembrano capirlo. E’ ora, quindi, di cambiare radicalmente e di andare a stipulare accordi, con gli altri stati, da pari e non da sudditi.
Amare il proprio paese, però, non vuol dire ignorare i problemi degli stranieri, come ad esempio quelli relativi all’immigrazione.
Un pietismo inconcludente ed anche piuttosto ipocrita non risolve alcun problema, né degli italiani né degli stranieri.
Per esempio, dice Giorgia, chi difende le donne ridotte in schiavitù sessuale, chi le protegge da sfruttatori criminali? Che iniziative di contrasto prendono, a questo riguardo, i cosiddetti partiti progressisti, antirazzisti, femministi?
Molti i temi dell’intervista e Giorgia non si tira indietro. Sono ormai alle porte parecchi appuntamenti cruciali per la vita della nazione: l’elezione del presidente della repubblica, le elezioni nazionali, le comunali…
E proprio a Palermo, tra pochi mesi si sceglierà il nuovo sindaco. Ci sono già, nel centro destra, varie candidature. Fratelli d’Italia propone quella dell’avvocato Carolina Varchi. Giovane e stimata professionista, sarebbe un volto nuovo per la città, colpita in questi anni da una profonda crisi, economica e sociale, che, come è sotto gli occhi di tutti, l’attuale sindaco non è riuscito neppure minimamente a fronteggiare.
Tanto lavoro la attende, ma Giorgia ha con se un paese che vuole cambiare, tante persone valide che la collaborano, tanti giovani, tanti uomini e tante donne che non si sentono sconfitti, ma continuano a guardare al futuro con fiducia.
articolo di Lydia Gaziano Scargiali
foto di Attilio Taranto







