Taormina AMERICAN MURDERER di Matthew Gentile (USA 101’) è il primo dei sei film in concorso

AMERICAN MURDERER  di Matthew Gentile (USA 101’) è il primo dei sei film in concorso, che verranno proiettati in anteprima, ogni giorno, alle 9,30 alla Casa del Cinema. E a seguire, la conferenza stampa del regista, ciascuno con il suo staff, accompagnati dai tre direttori artistici, che stimolano e dirigono il dibattito. E si parte alla grande con un film lungamente applaudito, che ha tutti i numeri per aspirare al maggior premio. Diretto con mano sicura dal regista, che ne è anche sceneggiatore, il film è perfetto in ogni dettaglio e si iscrive felicemente nel genere true crime story. Il regista ha spiegato di aver attinto per il soggetto ad una storia che ha trovato curiosando tra le indagini dell’FBI, dal momento che, da ragazzo, era lì che immaginava il suo futuro. In seguito però, si iscrisse e conseguì il diploma in una scuola di cinema. E quando fu in grado di realizzare il suo primo lungometraggio, si ricordò di una storia molto particolare, che tutt’ora è fra i top ten di casi ancora insoluti. Il protagonista si chiama Jason Derek Brown, proviene da una tranquilla famiglia borghese che però ha perso il padre partito e mai ritornato. Anche lui è diverso. Possiede infatti una carica di simpatia che ispira fiducia in chi lo incontra. In realtà è un imbroglione carismatico che, millantando un import/export molto redditizio con l’Estremo Oriente, convince gli ingenui ad investire soldi che mai più torneranno e si riempie di debiti con cui acquista una macchina di lusso e perfino uno yacht. Ha alle calcagna un agente speciale dell’FBI, ma fratello e sorella, che lo proteggono, malgrado tutto, e così fa una donna con un bambino, che lo nascondono nella loro casa. Ma le cose si complicano. A corto di risorse, il ladro diventa assassino. Interpretato da uno straordinario Tom Pelfrey, capace di modulare alla perfezione le tante facce del suo personaggio, spicca in un cast di attori di ottimo livello. Il risultato è un film complesso e ricco di significati. Qualcuno vi ha trovato, a buon diritto, assonanze con IL PADRINO, capolavoro con cui regge il confronto. Entrambi rappresentano “l’altra faccia del Sogno Americano” e l’ambiguo rapporto della famiglia con i figli degeneri.

 

Ferzan Ozpetek Ferzaneide

Ma la giornata non finisce qui. Alle19, al Palazzo dei Congressi, Ferzan Ozpetek ha presentato FERZANEIDE, un monologo multimediale che porta in giro per l’Italia. E alle 21, al Teatro Antico, graditissima sorpresa, Raphael Gualazzi al pianoforte, accompagnato da batteria e contrabbasso, si è esibito in brani jazz molto raffinati. Poi  ha cantato, riproponendo un brano di Trovajoli e, dulcis in fundo, “Il mondo” di Jimmy Fontana. Poi sono in tanti a salire sul palco, tra loro Marco Giallini e Isabella Ferrari, per presentare un film italiano, fuori concorso, LA MIA OMBRA E’ TUA di Eugenio Cappuccio (Italia, 107’) di cui scriveremo domani.

Eliana L. Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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