
Venerdì 15 settembre 2023, la Santa Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perchè, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza portò alla vita.
Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croci Gesù, fu associata o e si la
Tra i tanti titoli e celebrazioni mariane, il più sentito
perché più vicino alla realtà umana, è quello di Beata Vergine Maria
Addolorata; il dolore è presente nella nostra vita sin dalla nascita, con il
primo angosciato grido del neonato, che lascia il sicuro del grembo materno per
proiettarsi in un mondo sconosciuto, non più legato alla madre e in preda alla
paura e spavento; poi il dolore ci segue più o meno intenso, più o meno
costante, nei suoi vari aspetti, fisici, morali, spirituali, lungo il corso
della vita, per ritrovarlo comunque al termine del nostro cammino, per l’ultimo
e definitivo distacco da questo mondo.
E il dolore di Maria, creatura privilegiata sì, ma sempre creatura come noi, è
più facile comprenderlo, perché lo subiamo anche noi, seppure in condizioni e
gradi diversi, al contrario delle altre prerogative che sono solo sue,
Annunciazione, Maternità divina, Immacolata Concezione, Assunzione al Cielo,
Apparizioni, ecc. le quali da parte nostra richiedono un atto di fede per
considerarle.
Veder morire un figlio è per una madre il dolore più grande che ci sia, non vi
sono parole che possano consolare, chi naturalmente aspettando di poter morire
dopo aver generato, allevato ed educato, l’erede e il continuatore della sua
umanità, vede invece morire il figlio mentre lei resta ancora in vita, quel
figlio al quale avrebbe voluto ridare altre cento volte la vita e magari
sostituirsi ad esso nel morire.
I milioni di madri che nel tempo hanno subito questo immenso dolore, a lei si
sono rivolte per trovare sostegno e consolazione, perché Maria ha visto morire
il Figlio in modo atroce, consapevole della sua innocenza, soffrendo per la
cattiveria, incomprensione, malvagità, scatenate contro di lui, personificazione
della Bontà infinita.
Ma non fu solo per la repentina condanna a morte, il dolore provato da Maria fu
l’epilogo di un lungo soffrire, in silenzio e senza sfogo, conservato nel suo
cuore, iniziato da quella profezia del vecchio Simeone pronunziata durante la
Presentazione di Gesù al Tempio: “E anche a te una spada trapasserà l’anima”.
Quindi anche tutti coloro che soffrono nella propria carne e nel proprio animo,
le pene derivanti da malattie, disabilità, ingiustizia, povertà, persecuzione,
violenza fisica e mentale, perdita di persone care, tradimenti, mancanza di
sicurezza, solitudine, ecc. guardano a Maria, consolatrice di tutti i dolori;
perché avendo sofferto tanto già prima della Passione di Cristo, può essere il
faro a cui guardare nel sopportare le nostre sofferenze ed essere comprensivi
di quelle dei nostri fratelli, compagni di viaggio in questo nostro
pellegrinare terreno.
Ma la Madonna è anche corredentrice per Grazia del genere umano, perché
partecipe dell’umanità sofferente ed offerta del Cristo, per questo lei non si
è ribellata come madre alla sorte tragica del Figlio, l’ha sofferta
indicibilmente ma l’ha anche offerta a Dio per la Redenzione dell’umanità.
E come dalla Passione, Morte e Sepoltura di Gesù, si è passato alla trionfale e
salvifica Resurrezione, anche Maria, cooperatrice nella Redenzione, ha gioito
di questa immensa consolazione e quindi maggiormente è la più adatta ad
indicarci la via della salvezza e della gioia, attraversando il crogiolo della
sofferenza in tutte le sue espressioni, della quale comunque non potremo
liberarci perché retaggio del peccato originale.
Dal sito Santi e Beati – Autore Antonio Borrelli
Nella Foto: Maria Santissima Addolorata che si onora nella Chiesa di San Vito, presso il Collegio di Maria in Vicari, qui ripresa durante la processione del Settembre 1984, da Antonino Macaluso








